La Costa Concordia rimarrà per tutti la nave della morte. Che cosa è accaduto veramente lo accerterà la magistratura. Rimangono le vittime, il danno ambientale, ore e giorni d'angoscia per il rischio inquinamneto. E il mare che chiede, ancora una volta di essere rispettato. Dilettantismi e superficialità non vengono tollerati. Un monito anche per chi vive il mare per sport. Che cosa si prova di fronte a questa tragedia? Lo abbiamo chiesto ad Enrico Maestrelli, volontario di protezione civile e presidente della Lega attività subacquee Uisp: "Auspico che non si crei un ulteriore mistero su questo fatto e che la verità sia presto patrimonio di tutti. Vorrei porre l'accento su due cose che toccano da vicino la nostra attività. Le calamità naturali non sono solo quelle legate ai fenomeni della natura come terremoti, alluvioni, incendi, ma, come in questo caso, il naufragio di una nave lo può diventare. I gruppi sommozzatori delle istituzioni hanno svolto un ottimo lavoro. E' con orgoglio che molte volte i nostri gruppi volontari dei sommozzatori di protezione civile operano al loro fianco, apprendendo e migliorando sempre più l'operatività in caso di bisogno. E' stato positivo anche il ruolo svolto dal volontariato organizzato che si è reso subito utile nel piano di emergenza. Inoltre l'ospitalità degli isolani: la dimostrazione che in tutti i cittadini c'è la consapevolezza che siamo tutti a disposizione di tutti".
"Ora si teme il rischio ambientale: se l'enorme quantità di carburante finisse in mare, oltre a causare il disastro ambientale che potrebbe sconvolgerel'Isola del Giglio, correnti ed eventuali mareggiate con venti di Libeccio sposterebbero il pericolo anche sulla costa. E l'inquinamento marino negherebbe per moltissimo tempo la possibilità di svolgere le attività legate al mare, tra cui le immersioni sportive subacquee e chissà tra quanti anni si ristabilirebbe quell'ecosistema che attualmente rende questi fondali tra i belli del mondo".
"Infine il tema della sicurezza. A fine febbraio si terrà a Genova la consegna del Premio Marcante, come presidente nazionale della Lega proporrò alla giuria di poter assegnare alla Comunità Isolana del Giglio un riconoscimento per l'impegno profuso e la solidarietà dimostrata a quanti quella notte cercavano oltre ad un rifugio anche un sostegno morale per lo scampato pericolo". (di I.M.)