Nazionale

Leggere a casa, curare l'immaginazione può aiutare

Dall'Uisp alcuni spunti per muoversi con la mente, sulle ali di un libro aperto: da Rodari a Calvino, da Galeano alle "vittorie imperfette" di Poddi

 

L'immaginazione al potere! E' un vecchio slogan del '68 da riprendere e applicare in questi giorni di emergenza Coronavirus. Perchè? Il ritiro nelle nostre case può contenere forme radicali di ricostruzione di legami, non il contrario. Il legame con noi stessi e quello con la cultura, con la letteratura e l'immaginazione. E con i libri. Non a caso in alcuni dei video tutorial realizzati dai Comitati Uisp in questi giorni di emergenza Coronavirus, si propongono libri, ginnastica per la mente e l'immaginazione.

Già, proprio lei: "l'immaginazione, nelle nostre scuole è ancora trattata da parente povera", scriveva Gianni Rodari ne "La grammatica della fantasia. E proseguiva secondo questo itinerario: immaginazione-bambini-creatività-fiabe: "Le fiabe - scriveva- servono alla poesia, alla musica, all'utopia, all'impegno politico: insomma, all'uomo intero, e non solo alfantasticare. Servono proprio perchè, in apparenza, non servono a niente: come la poesia e la musica, come il teatro e lo sport (se non diventano un affare)". 

Dall'inizio dell'anno l'Uisp sta dedicando una serie di spunti a Gianni Rodari, in occasione del centenario della sua nascita. E' un segno di gratitudine per aver orientato generazioni di operatori Uisp dagli anni '50 in poi. Ma anche un'inesauribile fonte di ispirazione. Ilaria Capanna, giovane studiosa di Rodari, che abbiamo incontrato a Roma, ha pubblicato questo articolo sul settimanale Left, dal titolo "#Noirestiamoacasa con le favole che cambiano il mondo". Una velocissima rassegna, da Zavattini a Rodari passando per Totò, che fa venire la voglia di rileggere tutti i libri dello scrittore di Omegna. 

La lettura è una gioia (e ne abbiamo davvero bisogno...): è questo l'obiettivo dichiarato di un sito internet di grande interesse, promosso dal giornalista Luciano Minerva che in questo lavoro ha condensato la sua esperienza di cronista al servizio della letteratura, esperienza maturata nell'arco di un decennio trascorso nella redazione di Rai News 24 diretta, all'epoca, dall'indimenticabile Roberto Morrione. Il sito si chiama La città di Isaura e vi consigliamo di visitarlo perchè è ricchissimo di spunti letterari e di addentellati con lo sport da leggere, da Calvino a Galeano.

Libri per educare, divertendosi, anche attraverso lo sport. Non a caso alcuni insegnanti ci hanno contattato per mettere a disposizione delle loro lezioni a distanza un libro on line, sotto forma di manifesto, realizzato due anni fa dalla Corsa di Miguel e dall'Uisp, da titolo: "Miguel racconta Rio". Non necessariamente sono storie di vincenti o di medagliati. Si raccontano 50 storie di sport e di vita raccolte durante i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro da Valerio Piccioni, giornalista de La Gazzetta dello sport: valori, impegno, solidarietà, diritti raccontati attraverso lo sport. Già, perchè lo sport può essere un grande maestro di storia, di educazione civica, di geografia, di letteratura. Come spiega il libro "Ai vostri posti" realizzato da Corsa di Miguel e Uisp nel 2015, con le storie delle atlete e degli atleti che spesso hanno sfidato le regole (come quella che vietava alle donne di correre la Maratona) e hanno vinto. E quelli che non ce l'hanno fatta. 

Quante volte pensiamo: non ho tempo di leggere un libro. Bene, questo è il momento per questo movimento immobile.Partendo da alcuni libri di sport sociale e per tutti realizzati proprio dall'Uisp o con la sua collaborazione, che ci sentiamo di segnalare così, in ordine sparso e a memoria. Non ce ne vogliano i tanti che dimentichiamo, ma torneremo presto sull'argomento. Libri di diritti e pari opportunità, come "Terzo tempo, fair play". Il volume, edito da Edizioni Mimesis e a cura di Giuliana Valerio, Manuela Claysset e Paolo Valerio. O anche "Parità di genere nello sport, una corsa ad ostacoli", di Luciano Senatori. E visto che in questi giorni si parla molto di educazione e formazione, anche se on line, citiamo il recente libro di Massimo Davi, "Pragmatica della formazione".

Lo dicevamo all'inizio: molti spunti letterari ci giungono dai Comitati Uisp, in particolare da Uisp Benevento e da Uisp La Spezia Val di Magra.

L'Uisp Benevento ci propone degli piste per mantenere allenata e attiva anche la nostra mente, leggendo un libro poco conosciuto: "Trincee" di Carlo Salsa. Lo fa il presidente del Comitato, Antonello Belmonte, attraverso  QUESTO VIDEO.

Invece dal Comitato Uisp La Spezia Val di Magra ci giungono altri stimoli. Un Comitato che ha deciso di tenere allenata la mente e consigliare, dalla propia pagina Facebook,  un libro al giorno che abbia a che fare con lo sport. Autori italiani e stranieri, opere in cui lo sport è protagonista o è solo uno sfondo, è motore delle vite dei protagonisti o solo un momento. Ad oggi nove giorni e nove consigli:  "L'ultima stagione" di Phil Jackson, che non racconta le su e vittorie ma la sofferta stagione che vide la crisi tra Shaq e Kobe e la sconfitta in finale con I Pistons. La storia di un allenatore da sette titoli che non riesce a trovare il bando della matassa di un'annata in cui le stelle della suo team non riusciranno mai a diventare una squadra. Poi “La storia dell'alpinismo” di Gian Piero Motti che descrive il cambiamento della montagna e degli alpinisti cambiarono: non più la lotta e la conquista, ma la voglia di nuove sensazioni e nuove interpretazioni del rapporto uomo/natura. La consapevolezza che arrampicare non è quello che si è fatto, ma quello che si è vissuto e l'interpretazione che deve darne il climber. Da queste persone che si interrogavano sul perché arrampicavano e che comprendevano come fosse "più importante la via della vetta" deriva l'arrampicata moderna.

Ma c’è anche un romanzo di fantascienza, “La lunga marcia” di Richard Bachman (pseudonimo di Stephen King): parla di persone che corrono ed esprime la sensazione che la corsa sia pericolosa. In questo romanzo, infatti, la corsa è "angoscia" assoluta. È invece un classico “La sfida”di Norman Mailer, che racconta il famoso incontro tra Alì e Foreman. Mailer ne fa un racconto meno epico di tenti epigoni del giorno d'oggi, meno roboante. Contestualizza l'incontro nella realtà africana, con spunti sulla cultura e la situazione di Kinshasa e di quello che era lo Zaire nell'epoca.

Il tennis è il protagonista di due consigli della rubrica: “Infinite jest” di David Foster Wallace che, oltre ad essere considerato da molti uno dei migliori scrittori americani postmoderno, all'università fu anche un discreto tennista. Questo libro non parla solo di tennis: parla di un altro migliaio di cose. Non fatevi spaventare però dalla mole del libro (oltre mille pagine) perché in questo romanzo lo sport è usato come costante metafora della vita e delle sue possibilità: "Infinite soluzioni in uno spazio finito"; “Open” di Andre Agassi: cinquecento pagine dove si parla di tennis, di vita, di gioie e di dolori. La vita di Agassi è stata difficile e il libro non è facile come può sembrare: un libro pieno di sentimento e onestà. Un racconto che va oltre lo sport, ma d'altronde lo sport è fatto da persone, non da supereroi.

Il primo italiano proposto dall’Uisp La Spezia Val di Magra è Enrico Brizzi con “Nessuno lo saprà”, un bellissimo racconto di una lunga camminata tra l'Argentario e il Conero, attraverso gli Appennini. Il titolo stesso è lo specchio del racconto. Il camminare per il camminare, il gesto per il gesto, la scoperta come arricchimento personale e non come conquista. In questi momenti in cui il camminare, anche in città, sta diventando una chimera facciamoci bastare il racconto... e teniamo allenata l'immaginazione oltre che le gambe.

Uno sport, in questo caso il surf, e l'ossessione dello sport possono essere, a volte, anche distruttivi. È “Giorni Selvaggi” di William Finnegan, che ha vissuto per anni di espedienti, abbandonando persino la famiglia, pur di andare in giro per il mondo a cercare l'onda perfetta. Con un problema comune a Sisifo: uno sforzo inutile perché l’onda perfetta è sempre quella che ancora deve venire. Il gesto sportivo come ossessione e come atto eterno incompiuto. Infine, l’ultimo consiglio, quello odierno è “Le vittorie imperfette” di Emiliano Poddi: Olimpiadi di Monaco 1972, l'amara certezza dello "show must go on', la finale di pallacanestro USA-USSR , i tre secondi più famosi della storia di pallacanestro, i quarant'anni successivi, i sogni e le delusioni dei protagonisti, l'amarezza della vita. Soprattutto il racconto delle sconfitte personali, siano esse sportive o personali: un bel libro di sport e vita. (di Ivano Maiorella ed Elena Fiorani)

 

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