Dove e in quali condizioni si dona di più in Italia? È la domanda al centro della 9^ edizione di “Noi doniamo”, che si è svolta a Genova il 1 ottobre con la presentazione del Rapporto sul dono in Italia realizzato dall'Osservatorio sul dono dell'Istituto Italiano della Donazione (IID), nell'ambito di Liguria Capitale del Dono 2026.
Nel corso dell'incontro sono stati presentati i risultati della XXIV Indagine IID sull'andamento delle raccolte fondi degli enti non profit e il Rapporto 2026 sul dono in Italia. Il Rapporto analizza le tre dimensioni del dono – denaro, tempo e dono biologico – mettendo insieme dati, analisi e contributi dei soggetti partner dell'Osservatorio sul dono: ASSIF, Caritas Italiana, Centro Nazionale Sangue, Centro Nazionale Trapianti, CMW, Eumetra, Ipsos Doxa, Istat, Scuola di Fundraising di Roma, Università degli Studi dell'Insubria, Università LIUC e Walden Lab. Per il terzo anno consecutivo BPER sostiene il Giorno del Dono contribuendo alla realizzazione dell'Osservatorio sul dono, fonte di riferimento per la cultura e la pratica del dono in Italia.
L'edizione 2026 introduce una novità: per la prima volta la propensione al dono viene messa in relazione con alcuni indicatori economici e sociali dei territori italiani, per provare a comprendere non soltanto dove si dona di più, ma quali caratteristiche accomunano le regioni nelle quali donazione economica e volontariato sono maggiormente diffusi.
“È stato importante essere presenti alla presentazione del nono Rapporto Noi doniamo, in un anno particolarmente significativo che vede la Liguria Capitale del Dono – commenta Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp, che ha partecipato all’iniziativa - La cultura del dono ci ricorda che una comunità non si costruisce soltanto attraverso ciò che ciascuno riceve, ma anche attraverso ciò che ciascuno sceglie di mettere in comune. Nel mondo dello sport sociale questo accade ogni giorno: migliaia di persone donano tempo, competenze, passione e cura delle relazioni, spesso senza neppure considerarsi donatori. Le associazioni sportive sono luoghi di cittadinanza e di prossimità, nei quali si impara concretamente il valore della responsabilità verso gli altri e si può passare dalla cura di sé alla cura della comunità”.
“Un messaggio particolarmente importante per le giovani generazioni, che attraverso lo sport possono fare esperienza quotidiana di partecipazione, solidarietà e reciprocità – prosegue Pesce - Proprio a partire da questa forte comunanza di valori, come Uisp abbiamo avviato con la Presidenza e la Direzione generale dell’Istituto Italiano della Donazione un percorso di approfondimento e confronto, sul quale intendiamo continuare a lavorare, nella convinzione che l’incontro tra sport sociale e cultura del dono possa generare nuove progettualità e opportunità di impegno comune. C’è un patrimonio enorme di volontariato, relazioni, competenze e partecipazione civica che attraversa ogni giorno i nostri territori e che rappresenta, esso stesso, una delle espressioni più concrete del dono. Donare non significa soltanto dare qualcosa: significa scegliere di esserci per qualcun altro, trasformando un gesto individuale in un valore per l’intera comunità”.
L'evento che si è svolto a Genova il 1 ottobre, apre il mese del dono e si inserisce nel progetto culturale di respiro nazionale Giorno del Dono, nato nel 2015 per promuovere i valori della gratuità e del volontariato che sono la base per una vera e condivisa cultura del dono. L'Istituto – che da oltre vent'anni promuove trasparenza, credibilità e onestà nel Terzo settore – ha fortemente voluto la Legge 110/15 che ha istituito in Italia, primo e unico Paese al mondo, il 4 ottobre di ogni anno quale Giorno del Dono.
Il Rapporto analizza anzitutto il dono di denaro per buone cause, con particolare attenzione al Terzo Settore, utilizzando diverse fonti che consentono di osservare il fenomeno da due prospettive complementari: quella degli enti non profit e quella dei donatori, cittadini e imprese. Grazie all'Indagine IID sulle Raccolte Fondi dell'IID, arrivata alla sua XXIV edizione, viene scattata una fotografia dettagliata delle raccolte fondi del non profit, mentre il donatore è al centro dell'indagine Ipsos Doxa “Italiani solidali”, realizzata su un campione di 2000 individui. Il contesto di riferimento viene analizzato attraverso il contributo Istat “Aspetti della vita quotidiana” (AVQ) condotta su un campione di circa 20.000 famiglie e 50.000 individui. Infine, partendo dall'Italy Giving Report di Vita Non Profit Magazine, “Noi doniamo” esplora il valore delle donazioni complessive da privati cittadini nell'ultimo anno fiscale disponibile, il 2023.