Nazionale

A San Benedetto del Tronto si manifesta la magia del calcio

Matti per il calcio in campo con 12 squadre e 250 giocatori, tra medici, infermiere ed utenti dei Dsm. Il servizio della TgR Rai Marche

 

Matti per il calcio, li vedi in campo e invidi il loro sguardo, che sfugge a tutto, anche alle irragionevoli catene della società. Marco ha il numero 14 e tifa Juve, in campo è leggero che sembra una farfalla. Finisce la partita, la sua squadra ha perso 4 a zero ma il suo calcio sfodera genio. Non ha praticamente toccato palla, aspetta il gol che non arriva per correre ad abbracciare i compagni di squadra. Il suo è un sorriso dolce, parla con gli avversari in campo, quelli in maglia blu, chiacchiera con "freccia" e gesticola, da un'area all'altra del campo.

Siamo a Matti per il calcio, in corso di svolgimento a San Benedetto del Tronto, il segreto dell'Uisp che organizza questa attività da quarant'anni in tante città, è quello di averlo costruito sulla collaborazione quotidiana con le Asl del territorio, i Centri e i Dipartimenti di Salute Mentale, dove l'attività è quotidiana grazie agli operatori, ai dirigenti e ai volontari del Settore Calcio Uisp e dei Comitati territoriali e regionali.   

E anche se in mezzo al campo c'è chi s'accalora, il mister trova le parole giuste per consolare e motivare la squadra. C'è chi ha il volto un pò triste ed oppone la sua umana ribellione ad un mondo che non capisce e non lo capisce. Il pallone no, non ha spigoli, rotola democraticamente, è instabile come tutti noi, Matti per il calcio. Se la partita finisce senza idilli, nè moralismi, nè vinti, il merito è anche loro, degli arbitri Uisp, formati per adattare le regole alle persone e non viceversa. "Arbitro? Perchè non istituiamo il time out così parlo ai miei ragazzi?", dice il mister in maglia rossa. Detto fatto, l'arbitro accetta la buona proposta che dal prossimo anno, forse, verrà inserita nel regolamento.

Palla al centro e si riparte, le partite sono non stop, il pallone schizza da una parte all'altra, sembra un flipper. Marco sembra seguirlo con distacco, ci piace il suo svolazzare in campo, senza meta, forse. La mente vagabonda come un pallone, quando l'azione si fa più avvincente lui cerca qualcosa in più, come il treno che passa ad un palmo dal campo. Rumoroso, simpatico e buffo: la fusione di due nature, una con i binari, l'altra senza.

C'è molta tv in campo, con giornalisti di varie testate che si misurano con un evento unico nel suo genere, difficile da raccontare ma avvincente. Molti dei protagonisti in campo chiedono quando andranno in onda i servizi, vogliono rivedersi in tv, tra un gol e l'altro della domenica calcistica. E' calcio sociale quello dell'Uisp, da sempre popolare, accessibile, a portata di mano.

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Sabato mattina dalle 9.30 alle 12.30 si svolgeranno i triangolari che determineranno la classifica finale. Al triangolare che assegnerà i primi tre posti parteciperanno Farsi prossimo Scs onlus-Boca boys (Milano), Insieme per sport (Genova), InGenio calcio (Torino).

Il servizio di Maria Giovanna La Porta andato in onda nell'edizione delle 14 di venerdì 25 settembre del TgR Rai Marche, ha raccolto le voci dei protagonisti e l'intervento del presidente nazionale Uisp, Tiziano Pesce.

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"Matti per il calcio per la Uisp rappresenta una manifestazione straordinaria - ha detto Pesce - È arrivato alla 18^ edizione, che è solo il momento finale per tante realtà che sul territorio ogni giorno portano avanti un impegno importante".

Allo stadio Giulio Merlini 12 squadre arrivate da tutta Italia, 250 tra giocatori, operatori, medici, infermieri e familiari mettono in scena il rituale magico del calcio che prova così a fare l'assist alla salute mentale. Qualcuno partecipa perché è il più forte, qualcuno per superare la paura di tirare un calcio di rigore, ma il pallone è l'elemento che unisce tutti, oltre la malattia, lo stigma e l'isolamento. Come racconta Roberta Tancredi, operatrice Uisp Milano: "Sport è vita, trovano il gruppo degli amici - spiega - alzarsi la mattina dal letto è sempre faticoso, trovare uno spunto per per alzarsi, venire al campo, all'inizio è stato difficile, però adesso è diventata quasi una routine".

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"Matti per il calcio è la rassegna nazionale Uisp che mette insieme persone con disagio mentale, operatori, servizi e associazioni - ha detto Tiziano Pesce al Giornale Radio Sociale - usando il calcio come strumento di benessere, inclusione e autonomia. Lo facciamo nella Settimana europea dello sport, per ribadire che l'attività sportiva deve essere davvero accessibile a tutte e a tutti. In campo mettiamo al centro le persone, prima delle diagnosi e delle fragilità".

ASCOLTA L'INTERVENTO DI TIZIANO PESCE NEL GIORNALE RADIO SOCIALE DI VENERDI' 25 SETTEMBRE 

(di Ivano Maiorella e Elena Fiorani)