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Parkour Uisp: il movimento libero è un atto politico

La formazione degli insegnanti è al centro dell’approccio Uisp alla pratica: creatività e ricerca del benessere. Parla Antonio Calefato

 

Nei due fine settimana dal 30 aprile al 1 maggio e dal 6 all’8 maggio, Padova ha ospitato il 4° Corso di formazione nazionale per insegnante di parkour Uisp, cui hanno preso parte 13 giovani, dieci ragazze e tre ragazze, provenienti da tutta Italia, dalla Puglia al Piemonte. Docenti sono stati Antonio Calefato, formatore e responsabile Parkour Uisp, e i formatori Uisp Riccardo Calli e Alessandro Pennella: le prime quattro giornate hanno visto l’alternarsi di momenti teorici e pratici, mentre nella giornata di domenica 8 maggio si sono svolti gli esami.

 “Questo gruppo di aspiranti insegnanti era composto da persone molto valide ed interessanti - racconta Antonio Calefato - sono state quattro giornate di full immersion, seguite da un esame composto da scritto, orale e pratica. L’obiettivo di questi appuntamenti è garantire la trasmissione dei valori e dell'etica del parkour: parliamo di una pratica non strettamente codificata che non ha campo gara, norme, tecniche da eseguire, che quindi lascia al praticante la possibilità di esprimersi liberamente nello spazio, in modo creativo. Proprio per queste sue caratteristiche il ruolo del coach diventa determinante, se è in grado di veicolare messaggi positivi la pratica acquisisce un forte valore educativo: quello che per gli altri è un ostacolo per noi è un’opportunità, al praticante si chiede di mettere in discussione l’ambiente che lo circonda, rielaborandolo con una visione creativa. Una volta acquisito, questo approccio si riflette nella vita, promuovendo lo sviluppo di alcune lifeskills utili nella vita di tutti i giorni, come la capacità di risolvere i problemi e di prendere decisioni, il pensiero critico, la gestione delle emozioni e dello stress. Abilità particolarmente importanti che non vengono studiate a scuola ma si strutturano con l’esperienza, Noi abbiamo lavorato alla razionalizzazione di questi principi di base per rendere la formazione efficace e replicabile”.

Il parkour non è ancora una pratica molto diffusa ma negli anni sta accrescendo il suo seguito e, in particolare, sta acquisendo fascino tra i giovani che prediligono attività destrutturate, libere da regole stringenti, a contatto con l’ambiente urbano. L’Uisp sta investendo molto sulla formazione degli insegnanti per trasmettere i contenuti che più caratterizzano questa attività e farli sedimentare tra le nuove generazioni di praticanti.

“Noi dedichiamo tutte le nostre energie alla formazione dei nuovi insegnanti - prosegue Calefato - che non sono istruttori perchè non danno istruzioni, ma invitano ad abbandonare i pregiudizi e a trovare la propria strada per risolvere il problema che ci si pone davanti. L’obiettivo è promuovere una libera espressione della motricità: siamo convinti, infatti, che aderire a uno standard possa portare a frustrazione e ansia da prestazione”. 

Un’altra caratteristica innovativa e dirompente del parkour è proprio l’assenza della competizione, dell’agonismo fine a se stesso: “La fortuna del parkour nell’Uisp consiste nell'essere rimasto libero da sovrastrutture e non praticato in modo agonistico. Questa filosofia permette di educare alla salute attraverso la pratica: se la prestazione motoria non viene ancorata al modello prestativo perde il significato classico delle discipline olimpiche e lascia spazio alla libera espressione e al benessere. Noi intendiamo la salute in senso ampio: sono in salute perchè vivo in un corpo attivo, che si relaziona con gli altri e rispetta se stesso e l’ambiente, una corporeità che ha identità, un’esperienza e aspettative”.

La filosofia del parkour è stata, per la prima volta, accolta nell’Uisp grazie al lavoro di Federico Gato Mazzoleni, tra i principali promotori della disciplina del parkour in Italia e in Europa, scomparso giovanissimo nel 2019. Fin dall'inizio nell'Uisp, Mazzoleni ne aveva abbracciato i valori sociali e civici diventando responsabile nazionale della Formazione per la disciplina, con tanti seminari e iniziative organizzate in tutta Italia. “Gato era unico - ricorda Antonio Calefato - è stato il primo vero leader della comunità di parkouristi Uisp che ha fatto crescere grazie ad un grande lavoro e alla sua capacità di leadership. Il suo messaggio è sempre utile e attuale e noi continuiamo a seguirlo”.  

Qualche settimana fa è stato pubblicato un video che contiene un’intervista a Mazzoleni sui principi e la filosofia del parkour: un documento emozionante ma anche illuminante. “A parte la grande emozione che mi ha provocato, mi è rimasta impressa una frase: “il parkour è uno strumento politico”. Questa affermazione è motivata dal potenziale educativo della pratica nella nostra società: un’attività antisistemica, che non ti dice cosa fare ma ti sprona e ti mette nelle condizioni di reimmaginare gli spazi, maturando il suo spirito critico, per relazionarti con il mondo in modo libero”. GUARDA IL VIDEO

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