Nazionale

"Superare gli ostacoli": l'editoriale di Tiziano Pesce al Vademecum 2026-2027

Anticipiamo l'editoriale del presidente nazionale Uisp, al Vademecum 2026-2027, che sarà a breve in distribuzione

 

Ecco l'editoriale del presidente Uisp, Tiziano Pesce che aprirà il Vademecum associativo 2026-2027, che sarà diffuso con l'avvio della nuova stagione sportiva, e che potrete trovare in formato digitale sul sito nazionale www.uisp.it a partire da metà agosto 2026.

“Superare gli ostacoli”: perché abbiamo scelto questo slogan per la stagione sportiva 2026-2027? Perché lo consideriamo una metafora del tempo che stiamo vivendo e del ruolo che l’Uisp intende continuare a svolgere nel nostro Paese: accompagnare persone e comunità nella costruzione di opportunità, inclusione e diritti attraverso lo sport. Lo slogan richiama gli ostacoli economici, sociali, culturali e normativi che ancora oggi limitano l’effettiva uguaglianza delle persone e il pieno esercizio dei loro diritti. La nostra tessera associativa diventa così non soltanto uno strumento di adesione, ma il simbolo di un impegno condiviso che unisce persone associate, associazioni e società sportive affiliate. È il segno di una comunità che riconosce il valore dello sport come strumento di partecipazione, cittadinanza e coesione sociale. Con la consapevolezza e l’orgoglio di una storia importante, continuiamo a guardare al futuro con l’ambizione di garantire una presenza capillare sui territori, attività, servizi di qualità e una consolidata efficienza organizzativa. Viviamo un tempo di grandi transizioni. Cambiano i bisogni delle persone e delle comunità. Evolvono le regole che disciplinano il nostro settore. Si trasformano le aspettative che cittadine, cittadini e istituzioni ripongono nelle organizzazioni sociali. Di fronte a questi cambiamenti, l’Uisp ha scelto da tempo di non limitarsi ad adattarsi. Ha scelto di interpretarli, di anticiparli e, quando possibile, di contribuire a orientarli.

L’Uisp fonda la propria identità sulla promozione dei diritti umani, della convivenza civile, del dialogo, dell’inclusione e della pace. Anche per questo continuiamo a considerare la pace non come la semplice assenza della guerra, ma come un impegno quotidiano per affermare la giustizia, il rispetto della dignità delle persone e la costruzione di comunità aperte, solidali e inclusive. Lo sport sociale che promuoviamo è, prima di tutto, un’esperienza di incontro, di rispetto reciproco e di riconoscimento dell’altro. Ogni volta che costruiamo occasioni di partecipazione, ogni volta che favoriamo l’inclusione e valorizziamo le differenze, contribuiamo ad affermare una cultura alternativa a quella dello scontro, della contrapposizione e della violenza. Per questo l’Uisp continua e continuerà a promuovere i valori della solidarietà internazionale, della cooperazione tra i popoli e del dialogo interculturale, direttamente e attraverso le reti sociali di cui è parte e che contribuisce ad animare. È proprio questa capacità di coniugare organizzazione e valori, competenza e passione, pratica sportiva e responsabilità sociale che continua a rendere l’Uisp una realtà originale e autorevole nel panorama associativo e sportivo del nostro Paese. Non siamo nati per organizzare semplicemente attività sportive. Siamo nati per affermare il diritto di tutte e di tutti a praticare sport, abbattere barriere, creare opportunità e utilizzare lo sport come strumento di emancipazione, partecipazione e crescita delle comunità.

Questa visione conserva oggi una straordinaria attualità. In una società attraversata da profonde trasformazioni, lo sport sociale rappresenta sempre più un presidio di coesione, cittadinanza e democrazia. È qui che si manifesta il valore distintivo dell’Uisp: essere, insieme, una grande organizzazione sportiva e una realtà protagonista del Terzo settore, capace di mettere la pratica sportiva al servizio dell’interesse generale. Negli ultimi anni abbiamo dovuto fare i conti con gli effetti dell’inflazione e con il generale aumento dei costi di gestione. Crescono le disuguaglianze economiche e, con esse, il rischio che aumentino anche quelle nell’accesso allo sport, alla salute, alle opportunità educative e alla partecipazione sociale. Per questo continuiamo a chiedere politiche pubbliche capaci di sostenere lo sport sociale e di comunità: maggiori investimenti nell’impiantistica, misure di sostegno alle associazioni e alle società sportive, interventi a favore delle famiglie e di tutte le persone per le quali lo sport rappresenta uno strumento fondamentale di benessere, inclusione e crescita. Il diritto allo sport non può dipendere dal reddito, dal luogo in cui si è nati e si vive, né dalle condizioni economiche della propria famiglia.

Siamo una associazione che genera comunità. In una società che troppo spesso frammenta, isola ed esclude, l’Uisp continua a costruire relazioni, a ricucire legami, a promuovere partecipazione. È questa la nostra funzione sociale. Ed è una funzione che il Paese deve riconoscere e valorizzare sempre di più. “Superare gli ostacoli”, il nostro slogan, richiama direttamente l’articolo 3 della Costituzione italiana, che affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini e impediscono il pieno sviluppo della persona umana. È in questa prospettiva che l’Uisp interpreta la propria missione: fare dello sport uno strumento di inclusione, partecipazione, coesione sociale e cittadinanza attiva, contribuendo, insieme alle istituzioni e alle altre espressioni della società civile, alla costruzione di comunità più giuste e solidali.

Ma nessuna organizzazione vive soltanto della propria storia. Le organizzazioni continuano a essere rilevanti quando sanno interpretare il proprio tempo, innovare senza rinunciare ai propri valori e costruire futuro con lo sguardo rivolto alle persone e alle comunità. Sono queste le sfide che abbiamo davanti. È tutto questo il significato più autentico del nostro slogan.