Nazionale

Attività subacquee Uisp: si è chiuso il progetto Sub Normali e/o Divers...abili?

Dal 16 al 18 luglio con l’incontro di Punta Marina, si è chiusa con successo la prima edizione di “Sub Normali e/o Divers…abili?”, il progetto pilota della Lega nazionale Attività Subacquee Uisp volto a formare operatori subacquei in grado di promuovere l’attività in acqua anche tra fasce sensibili della popolazione come bambini, anziani e diversamente abili. Il corso, articolato in cinque incontri che si sono svolti con cadenza mensile, ha coinvolto 12 subacquei Uisp d’età compresa tra i 24 anni e i 56 anni provenienti da Trentino, Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Puglia. “Il corso non aveva finalità di brevettazione - spiega Gabriele Tagliati, vicepresidente della Lega nazionale attività subacquee Uisp – Non era rivolto a soli istruttori ma a tutti quegli operatori subacquei che hanno ritenuto importante intraprendere un percorso formativo volto ad acquisire le conoscenze e le competenze specifiche per favorire la pratica dell’attività subacquea in ambiti diversi. Per questo la metodologia del corso si è avvalsa di lezioni teoriche tenute da figure esperte (medici, psichiatri, psicologi), ed esperienze pratiche in mare e in piscina".

"L’iter formativo ha riscosso un grande successo – prosegue Tagliati - al di là delle più rosee aspettative: gli operatori non solo si sono dichiarati soddisfatti ma, già durante il corso, hanno ritenuto opportuno incontrarsi al di fuori dell’ambito formativo per discutere e confrontarsi sulla tematiche via via emerse. In particolare è loro intenzione non disperdere queste conoscenze ma impiegarle, con il supporto della Lega sub, nei circoli d’appartenenza con proposte che vadano nella direzione di una subacquea per anziani, bambini e diversamente abili. Si è creato quindi un network di figure dislocate sul territorio nazionale, capace di costituire l’ossatura di base della Lega che ora può contare sulla collaborazione di un gruppo coeso di operatori e formatori".

"Il progetto nasce da una precedente esperienza formativa a Ravenna dove era stato organizzato un corso di subacquea integrata per bambini normodotati e bambini con disabilità intellettive. Da questa esperienza positiva, come Lega ci siamo interrogati sul modo di approcciare subacquea e disabilità. Da oltre 30 anni, si fanno corsi per preparare istruttori che conducano i disabili. Noi abbiamo ragionato in modo diverso e deciso di mettere in campo le sensibilità dei subacquei formando persone che, dalla base, possano andare nei circoli, proporre legami e attività sul territorio, coinvolgendo direttamente chi opera nell'area delle diverse abilità. La nostra non è una formazione quantitativa, non siamo un brevettificio, puntiamo alla qualità della formazione e al lavoro sul territorio. Da qui nasce il progetto "Sub normali e/o Divers...abili?", un titolo apparentemente provocatorio, che gioca sulla traduzione del termine inglese Divers (sub ma anche molte, diverse.. abilità) per affermare una diversa concezione della subacquea. Secondo noi si tratta di un’esperienza di immersione e respirazione in acqua che ognuno realizza e vive a modo suo, a prescindere dall’essere anziani, bambini o diversamente abili. Riconoscendo la singolarità di tutte le persone e di tutte le diversità, riteniamo giusto che come tutti, anche disabili, bambini, anziani abbiano una brevettazione che riguarda la subacquea e non ciò che li differenzia dal subacqueo adulto normodotato. Abbiamo scelto l’integrazione affinché alle nostre attività possano partecipare tutte le persone che ne hanno voglia: ovviamente adattando didattica, attività ed attrezzatura alle necessità di ognuno.
(S.S.A.)

 

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