Nazionale

Baskin: lo sport "designed for all" sbarca in Europa

Nata a Cremona ora la pratica sportiva che unisce persone con disabilità e non, coinvolge oltre cinquemila persone. Parla A. Bodini
Il baskin, basket integrato, che permette a persone con disabilità e non di giocare fianco a fianco grazie ad un regolamento innovativo, è arrivato anche in Europa. L’avventura dell’Associazione baskin è nata a Cremona nel 2006, e dopo dieci anni di promozione che l’Uisp ha sostenuto con impegno, i numeri premiano la caparbia del presidente e fondatore dell’associazione Antonio Bodini.

A che punto è oggi il baskin in Italia?
“Attraverso revisioni successive del regolamento siamo riusciti ad includere disabilità che prima non conoscevamo. Il nostro obiettivo è sempre quello della massima inclusività possibile, e a questo scopo abbiamo introdotto strumenti e regole nuove, grazie a cui possono partecipare all’attività ancora più persone. I nostri numeri stanno crescendo sul territorio e nel tipo di disabilità che riusciamo ad accogliere: ad oggi sono più di 5000 le persone che giocano a baskin in Italia, tra scuole e società sportive. Oltre a giovani con patologie varie nelle nostre squadre abbiamo anche persone più grandi che hanno avuto problemi fisici, come un ictus, o subito infortuni sul lavoro. Un sincero grazie lo dobbiamo anche all’Uisp nazionale e in particolare all’Uisp Cremona che ha sempre collaborato strettamente con noi, per lo sviluppo del baskin: è stata una sinergia felice ed efficace”. 

“Siamo attivi in dieci regioni italiane: lavoriamo sia nelle scuole secondarie e primarie che con la creazione di società sportive. Le regioni più coinvolte sono al centro-nord, e poi Puglia e Sicilia. Nel mondo scolastico stiamo riscuotendo molto successo: proponiamo laboratori di circa sei mesi, alla fine dei quali organizziamo tornei tra le diverse scuole della regione. Le società sportive coinvolte al momento, invece sono 80: organizzano campionati territoriali e ogni due anni si incontrano per la rassegna nazionale, a cui partecipano le vincenti delle varie regioni coinvolte. Nel 2017 la rassegna nazionale si terrà a Montecchio Maggiore (Vi), dal 26 al 28 maggio”. 
A baskin si gioca secondo un regolamento appositamente studiato per permettere a tutti i giocatori di partecipare e contribuire al buon funzionamento della squadra, siano essi disabili o normodotati.

Con la vostra proposta di sport inclusivo avete anche superato i confini nazionali.
“C’è molta curiosità e fermento in alcune nazioni europee: Francia, Grecia, Spagna e Lussemburgo. Per noi è una grande soddisfazione perché, da Cremona, il movimento si è sviluppato fino a raggiungere altri paesi. Abbiamo formato educatori che hanno dato vita a molte nuove squadre, quindi ci sarà la necessità di organizzarsi a livello europeo, per riuscire a soddisfare la richiesta di formazione. Quest’anno è partito il primo corso per formatori, si tratta di una fase importante perchè i partecipanti avranno la responsabilità di trasmettere i concetti fondamentali del baskin nei vari territori. È un momento cruciale per la crescita e lo sviluppo del settore; una volta ultimato in Italia, il ciclo di formazione verrà replicato anche nei paesi europei interessati. Passeremo dai sei formatori attuali a venti, che potranno rispondere alle rinnovate necessità. La cosa che ci sta più a cuore è il mantenimento dello spirito inclusivo da cui siamo partiti, quindi è importante la scelta delle persone, che condividano e comprendano i nostri principi per saperli poi trasmettere ad altri”. (Elena Fiorani)

 

 

UISPRESS

FOTO E VIDEO
foto_1 video_1
SELEZIONE STAMPA

BIBLIOTECA UISP

GIORNALE RADIO SOCIALE