Nazionale

Danza Uisp: una pratica inclusiva che promuove lo scambio alla pari

“La formazione è l’ambito principale del nostro impegno attuale, per far crescere i nostri istruttori su tutto il territorio”, parla Fabrizio Federici

 

Il Settore di attività danza Uisp raccoglie circa novantamila tesserati, un movimento importante che coinvolge soprattutto ragazze e giovanissime. Proposte all’insegna della bellezza, della musica e del divertimento che devono poggiare sulle solidi basi di una formazione omogenea, strutturata e riconosciuta. Proprio questo ambito sta riscuotendo grande attenzione da parte dei dirigenti del Settore che, dopo l'approvazione del regolamento tecnico nazionale, sta pianificando i percorsi formativi. “Dopo un lungo lavoro svolto insieme alla dirigenza nazionale dell’Uisp – dice Fabrizio Federici, responsabile Danza Uisp - siamo finalmente pronti a far partire la nostra formazione su tutto il territorio nazionale. I primi corsi formativi a partire saranno quelli per tecnico di primo livello ma la macchina si è messa in moto in tutti i Comitati regionali e territoriali, per permettere ad associazioni e insegnanti di mettersi in regola con il nuovo regolamento Coni. Percorsi formativi seri sono la cosa che ci deve contraddistinguere e caratterizzare, intendiamo formare sia chi già lavora nel settore sia chi avvicina adesso e vuole intraprendere questa strada, permettendo a tutti di crescere attraverso un percorso serio e ben organizzato. Siamo molto concentrati e ci teniamo a fare un buon lavoro”.

Nel frattempo stanno riorganizzandosi anche tutte le attività territoriali, il cui fiore all’occhiello è la rassegna nazionale Città in danza, che vede ogni anno diverse tappe territoriali da gennaio alla primavera e poi la finale nazionale in estate. “Quest’anno sono previste nuove tappe: diversi territori si stanno organizzando anche spinti dal successo della finale di Lecce nel luglio scorso, con oltre 600 danzatori presenti e 30 associazioni da varie regioni d’Italia. Si tratta di una rassegna-concorso in cui vengono selezionate le coreografie che accederanno alla finale. Una giuria nazionale, composta da membri del Settore di attività e giurati esterni locali, valuta le esibizioni affinchè i criteri siano gli stessi in ogni tappa. Per il futuro stiamo pensando ad un format simile anche per le danze sportive, che probabilmente prenderà il via già in questa stagione sportiva”.

Altri progetti in cantiere?
“La danza è un’attività accessibile e inclusiva, l’integrazione è fondamentale – spiega Federici - lo scambio è sempre alla pari e persone con e senza disabilità lavorano in gruppo, imparando le une dalle altre. Per valorizzare questo aspetto sociale della nostra attività stiamo lavorando alla creazione di eventi solidali, per portare la bellezza e lo spirito della danza in contesti alternativi, come ospedali o centri di accoglienza, perché crediamo che questa forma di comunicazione possa avvicinare e unire le persone”. (Elena Fiorani)

 

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