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Donne e giovani, l’Uisp è nata grazie a voi

Nel 2018 l'Uisp festeggia settanta anni di storia con slogan "Uisp, 70 anni per il futuro". Racconti, immagini e testimonianze di una lunga storia di sport sociale

 

 

 

 

 

Ecco il logo "Uisp 70 anni per il futuro"

 

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Leggi gli approfondimenti realizzati dall'Uisp sul settantesimo

 

Sabato 12 e domenica 13 maggio l'Uisp ha festeggiato i suoi 70 anni di attività, e lo ha fatto “sul campo”, promuovendo ancora una volta lo sport sociale. Così, al Quanta Club di via Assietta, a Milano, per due giorni si sono svolti eventi sportivi, convegni e tanto altro ancora per raccontare l’Uisp: il suo passato, le attività in corso e quelle in cantiere. Le attività previste nel fitto programma hanno rappresentato le tante anime dell'associazione, con discipline più tradizionali che si sono alternate ad altre con protagoniste proprio quelle categorie di sportivi che l'Uisp mette da sempre al centro del suo progetto, riassumibile nel termine “sportpertutti”.

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In programma, infatti, un torneo di calcio dedicato a migranti e rifugiati (GUARDA IL VIDEO con l'intervista alla squadra dei Black panther), mentre sul parquet si sono sfidate le squadre lombarde del baskin, disciplina simile al basket nata in seno all’Uisp e che prevede la partecipazione attiva di sportivi con disabilità, indispensabili per lo sviluppo del gioco al pari dei compagni normodotati. GUARDA IL VIDEO con l'intervista a Renato Baroni, responsabile baskin per l'Uisp Lombardia.
C'è stato spazio anche per un torneo di Matti per il calcio-Memorial Andreotti, organizzato con i Centri di salute mentale del territorio. GUARDA IL VIDEO con l'intervista a Luigi Montalenti, coordinatore progetto DSM dell'Uisp Milano.
Riuscita anche l'attività di ginnastica per anziani e l’esibizione di calcio camminato, sport nato in Inghilterra e che l’Uisp sta sviluppando con successo in Italia (leggi l'articolo di Repubblica.it), proponendolo agli over 50. 
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Ha raggiunto il suo importante scopo anche l’ultramaratona di nuoto della durata di quatto ore in collaborazione con Abbracciamoli onlus, Associazione non profit che lega lo sport alla cura della leucemia infantile:“Tutte attività che hanno rappresentato la mission dell’Uisp, ovvero quello di estendere il diritto allo sport a tutti i cittadini, nella consapevolezza che lo sport per tutti è un bene che interessa la salute, la qualità della vita, l'educazione e la socialità, e che in quanto tale esso è meritevole di riconoscimento e di tutela pubblica”, ha detto Stefano Pucci, presidente Uisp Lombardia.

Non solo sport ma anche momenti di riflessione al Quanta Club in occasione dei 70 anni della Uisp. Nella giornata di sabato si è tenuta la tavola rotonda “70 anni di advocacy per il diritto umano al movimento", che ha rappresentato una pagina importante del lavoro svolto dalla Uisp verso le istituzioni a favore del diritto allo sport. Durante la giornata si è parlato in particolare del progetto europeo “Active Voice” e dell'attività di “advocacy” (termine traducibile con “influenzamento”) svolta dall'associazione: “La tavola rotonda ha messo in luce la capacità della Uisp di relazionarsi con le istituzioni e altri stakeholders interessati per sostenere e promuovere l'attività sportiva – commenta Raffaella Chiodo, responsabile del convegno (GUARDA IL VIDEO con l'intervista a Chiodo - Active Voice ha il compito di sostenere la Uisp e altre organizzazioni europee nella loro attività di advocacy a favore dell'attività fisica, che rende le persone più felici e partecipi. La tavola rotonda è quindi coincisa con un momento di riflessione importante, peraltro in un periodo non casuale: tra due settimane, infatti, verrà avviato il GAPPA-Global Action Plan on Physical Activity, approvato a fine maggio dall'assemblea generale dell'OMS, e che segue un altro documento altrettanto importante, la Strategia per l'attività fisica dell'OMS, in Italia tradotto proprio dall'Uisp”. GUARDA IL VIDEO

Nella giornata di domenica spazio alle grandi emozioni dei riconoscimenti a dirigenti e società dei diversi comitati territoriali lombardi, premiati per il loro impegno sul territorio per lo sviluppo dello sportpertutti Uisp. Grande la commozione in sala al momento del ricordo di quei dirigenti che ci hanno lasciato negli ultimi anni. 

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Ed è stata proprio sulla memoria che il presidente nazionale Uisp, Vincenzo Manco, ha incentrato le sue conclusioni dell'evento: “Vogliamo essere custodi dei valori condivisi non soltanto dalla Uisp, ma anche da tutto il Paese, e che sono stampati nella costituzione italiana. Ma ci sono anche altre due parole chiave su cui riflettere: storia, che non appartiene soltanto a noi ma a tutti coloro che hanno combattuto per i nostri diritti attraverso la pratica sportiva, e futuro, dove proseguiremo con decisione nel cercare di migliorare la vita di questo Paese. Il nostro grazie va a questo territorio e al Comitato regionale lombardo, che ha permesso di arrivare a un risultato del genere: è stata una gran bella festa, ne organizzeremo presto altre”. (Redazione Uisp nazionale, Lombardia e Milano. Hanno collaborato per foto, video, articoli e dirette: Ivano Maiorella, Fabio Spaterna, Claudio Bonato, Daniele Iannetta, Francesca Spanò, Francesco Della Tommasa)

 

Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp: "Uisp, 70 anni per il futuro"

Il 2018 è l’anno del 70° anniversario della nascita dell’Uisp, la nostra grande organizzazione di sport popolare, sociale, per tutti, a misura di ciascuno. E tocca a noi fare la nostra parte, riaffermare e rilanciare la forza di un corpo intermedio nato nella Resistenza, cresciuto con la Costituzione italiana, attraversando e influenzando non solo il sistema sportivo italiano ma anche la cultura sociale e politica del Paese. Che ha permesso al figlio dell’operaio di vedersi affermare la propria dignità mettendogli al collo una medaglia e facendolo sentire un campione nella propria vita, pur senza essere stato un olimpionico. Vogliamo ritrovare e consolidare la nostra soggettività associativa mettendo al centro una tensione etica della responsabilità, conducendo ancora una volta un processo pedagogico di emancipazione e di affermazione dei diritti per garantire eguaglianza, giustizia sociale e libertà.

Lo sport di cittadinanza è un grande fattore educativo e le società sportive che ne compongono la galassia sono i presidi territoriali capaci di offrire opportunità di pratica attraverso cui formare cittadini attivi, di generazioni diverse, che costruiscono partecipazione e democrazia. Per questo motivo l’Uisp continuerà a puntare sul valore sociale dello sport, come è stato per ognuno di questi 70 anni, dal 1948 ad oggi. Continueremo a dare valore alle centinaia di migliaia di volontari, dirigenti, operatori, giudici che tutti i giorni permettono alle nostre figlie e ai nostri figli di giocare, di vivere in modo sano la comunità nella quale essi agiscono e si muovono. Proseguiremo nell’andare nei territori e nelle periferie dove lo sport sociale e per tutti Uisp è spesso l’unica occasione di riscatto, l’unico modo per affermare la propria personalità e costruire socialità, creare aggregazione, superare le solitudini.

Viviamo una fase storica che mostra una profonda crisi di quei valori sui quali il Paese ha fondato la propria convivenza: partecipazione e rappresentanza. Abbiamo creduto per lungo tempo che tutto fosse già acquisito, che la democrazia avesse gli anticorpi necessari a garantire una vita e un futuro di prosperità. Tornano invece le nuove povertà, le disuguaglianze fanno riemergere le distanze economiche tra le diverse aree territoriali rendendo sempre più difficile l’esercizio dei diritti delle persone. Da una parte le migrazioni creano nuove relazioni e occasioni di incontro multiculturale, dall’altra rischiano di prevalere le chiusure, si erigono muri ai confini dell’Europa e dentro di essa. Siamo di fronte ad un vero e proprio cambio di fase, reso ancor più complesso dalle continue innovazioni tecnologiche che minacciano il lavoro umano, anziché agevolarlo. E la politica rischia di non essere più in grado di svolgere quel ruolo prezioso di mediazione tra cittadini e cosa pubblica, tra interessi individuali e collettivi.

Nel 2018 l’Uisp riflette sulla sua storia e guarda in avanti: partecipazione, democrazia e diritti attraverso lo sport. Siamo consapevoli del patrimonio di valori e impegno sociale che ha animato le “generazioni attive” Uisp dello sport popolare, sociale e per tutti dal 1948 ad oggi. Per questo continueremo ad illuminare le periferie sociali e territoriali attraverso lo sport della socialità e delle relazioni. Continueremo a chiedere con forza alle istituzioni, alla politica, al sistema sportivo di riformarsi, di avviare una vera e propria stagione che porti ad una legislazione di nuovo conio, capace di valorizzare realmente tutte le espressioni e le organizzazioni dello sport italiano, dando finalmente vita ad una cultura sportiva inclusiva. Nella quale venga affermato chiaramente chi fa che cosa in cui la trasparenza e la correttezza possano essere garantite da controlli serrati. L’impegno e la storia dell’Uisp proseguono su questo solco: donne e uomini che continuano ad animare le piazze, le scuole, i parchi, le strade, non solo gli impianti sportivi. Donne e uomini che voglio ringraziare infinitamente perché costruttori di cambiamento, di civiltà, di diritti, di legalità, di libertà… di vita!"

GUARDA IL VIDEO  tratto dal documentario "L'altra faccia del pallone" di Cecilia Mangini, 1973

Ecco alcune foto storiche Uisp GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA

 

Il Discobolo n. 1/2017 celebra i settant’anni dell’associazione dello sportpertutti scegliendo di raccontare la storia dell’Uisp attraverso il racconto giornalistico e sportivo che l’ha caratterizzata. Sarà possibile, quindi, trovare al suo interno una ricostruzione minuziosa delle vicende e delle pagine che l’hanno vista protagonista in questi settanta anni, accompagnate da foto, grafiche e copertine delle diverse epoche.

L’apertura ribadisce “il pregiudizio antisportivo della cultura italiana. Il tema è ricorrente e attraversa tutto il‘900, secolo breve, anzi brevissimo se si considera il suo rapporto con la cultura, la politica e l’informazione. Che ha relegato lo sport a un genere. Eppure c’è stato un filo sottile ma tenacissimo che ha legato lo sport popolare alla pubblicistica italiana. A partire dall’esperienza di “Sport e proletariato”, aperta e chiusa nel corso del 1923”.

All’interno della rivista, che contiene l’editoriale di Vincenzo Manco e l’approfondimento di Ivano Maiorella e Luciano Senatori, c’è anche un articolo di Luciano Minerva, “Era l’Uisp degli anni settanta”: “Fummo noi a farci carico di una battaglia di valori – scrive Minerva - dove per concezione capitalistica intendevamo soprattutto una tendenza che privilegiava lo sport di pochi praticanti superselezionati visto da tanti spettatori seduti e sedentari rispetto a una pratica sportiva diffusa… La costruzione di un tessuto di società che facevano le loro attività autonome, al di fuori delle Federazioni sportive, fu una scommessa del gruppo dirigente la cui linea aveva battuto quella cosiddetta “entrista”, del lavoro dentro le Federazioni. Fu allora che nacquero, come strutture essenziali, le Leghe di  specialità (oggi Strutture di  Attività), che  discutevano propri regolamenti e proprie forme, spesso diverse, di poco o di  molto, da quelle federali… Ricordo che per alcuni mesi si discusse, a tutti i livelli, se Il Discobolo dovesse pubblicare i risultati tradizionali, ad esempio  pubblicando i nomi dei primi tre nelle gare di atletica, o si dovesse puntare sui risultati di partecipazione. E in  quell’epoca si sostituì in molte occasioni al podio con le tre medaglie, la medaglia di  partecipazione a tutti. Piccole cose che  determinavano grandi dibattiti concreti”.

La storia Uisp attraverso la comunicazione e il racconto giornalistico prosegue fino ai giorni nostri, all’avvento di Internet e delle nuove tecnologie della comunicazione, che aumentano i flussi informativi ma rendono sempre più difficile distinguere le voci e le fonti delle notizie. “Il Consiglio nazionale Uisp del 21-22 ottobre 2017 tenuto a Firenze ha approvato il Regolamento nazionale Uisp di comunicazione e di identità visiva. Si tratta del primo passo per creare delle coordinate nel mondo infinito della comunicazione sociale attraverso lo sport. Un cammino ancora lungo che testimonia la maturità e la consapevolezza acquisita dall’Uisp nel considerare la comunicazione, nelle sue varie e mutevoli componenti, come una importante variabile di sviluppo, crescita associativa, trasparenza e libertà”.

Per scaricare Il Discobolo n. 1/2017 in formato pdf clicca qui

 

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