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Donne e giovani, l’Uisp è nata grazie a voi

Nel 2018 l'Uisp festeggia settanta anni di storia con slogan "Uisp, 70 anni per il futuro". Racconti, immagini e testimonianze di una lunga storia di sport sociale

 

 

 

 

 

Ecco il logo "Uisp 70 anni per il futuro"

 

GUARDA IL VIDEO dei settant'anni dell'Uisp

 

Leggi gli approfondimenti realizzati dall'Uisp sul settantesimo

 

Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp: "Uisp, 70 anni per il futuro"

Il 2018 è l’anno del 70° anniversario della nascita dell’Uisp, la nostra grande organizzazione di sport popolare, sociale, per tutti, a misura di ciascuno. E tocca a noi fare la nostra parte, riaffermare e rilanciare la forza di un corpo intermedio nato nella Resistenza, cresciuto con la Costituzione italiana, attraversando e influenzando non solo il sistema sportivo italiano ma anche la cultura sociale e politica del Paese. Che ha permesso al figlio dell’operaio di vedersi affermare la propria dignità mettendogli al collo una medaglia e facendolo sentire un campione nella propria vita, pur senza essere stato un olimpionico. Vogliamo ritrovare e consolidare la nostra soggettività associativa mettendo al centro una tensione etica della responsabilità, conducendo ancora una volta un processo pedagogico di emancipazione e di affermazione dei diritti per garantire eguaglianza, giustizia sociale e libertà.

Lo sport di cittadinanza è un grande fattore educativo e le società sportive che ne compongono la galassia sono i presidi territoriali capaci di offrire opportunità di pratica attraverso cui formare cittadini attivi, di generazioni diverse, che costruiscono partecipazione e democrazia. Per questo motivo l’Uisp continuerà a puntare sul valore sociale dello sport, come è stato per ognuno di questi 70 anni, dal 1948 ad oggi. Continueremo a dare valore alle centinaia di migliaia di volontari, dirigenti, operatori, giudici che tutti i giorni permettono alle nostre figlie e ai nostri figli di giocare, di vivere in modo sano la comunità nella quale essi agiscono e si muovono. Proseguiremo nell’andare nei territori e nelle periferie dove lo sport sociale e per tutti Uisp è spesso l’unica occasione di riscatto, l’unico modo per affermare la propria personalità e costruire socialità, creare aggregazione, superare le solitudini.

Viviamo una fase storica che mostra una profonda crisi di quei valori sui quali il Paese ha fondato la propria convivenza: partecipazione e rappresentanza. Abbiamo creduto per lungo tempo che tutto fosse già acquisito, che la democrazia avesse gli anticorpi necessari a garantire una vita e un futuro di prosperità. Tornano invece le nuove povertà, le disuguaglianze fanno riemergere le distanze economiche tra le diverse aree territoriali rendendo sempre più difficile l’esercizio dei diritti delle persone. Da una parte le migrazioni creano nuove relazioni e occasioni di incontro multiculturale, dall’altra rischiano di prevalere le chiusure, si erigono muri ai confini dell’Europa e dentro di essa. Siamo di fronte ad un vero e proprio cambio di fase, reso ancor più complesso dalle continue innovazioni tecnologiche che minacciano il lavoro umano, anziché agevolarlo. E la politica rischia di non essere più in grado di svolgere quel ruolo prezioso di mediazione tra cittadini e cosa pubblica, tra interessi individuali e collettivi.

Nel 2018 l’Uisp riflette sulla sua storia e guarda in avanti: partecipazione, democrazia e diritti attraverso lo sport. Siamo consapevoli del patrimonio di valori e impegno sociale che ha animato le “generazioni attive” Uisp dello sport popolare, sociale e per tutti dal 1948 ad oggi. Per questo continueremo ad illuminare le periferie sociali e territoriali attraverso lo sport della socialità e delle relazioni. Continueremo a chiedere con forza alle istituzioni, alla politica, al sistema sportivo di riformarsi, di avviare una vera e propria stagione che porti ad una legislazione di nuovo conio, capace di valorizzare realmente tutte le espressioni e le organizzazioni dello sport italiano, dando finalmente vita ad una cultura sportiva inclusiva. Nella quale venga affermato chiaramente chi fa che cosa in cui la trasparenza e la correttezza possano essere garantite da controlli serrati. L’impegno e la storia dell’Uisp proseguono su questo solco: donne e uomini che continuano ad animare le piazze, le scuole, i parchi, le strade, non solo gli impianti sportivi. Donne e uomini che voglio ringraziare infinitamente perché costruttori di cambiamento, di civiltà, di diritti, di legalità, di libertà… di vita!"

GUARDA IL VIDEO  tratto dal documentario "L'altra faccia del pallone" di Cecilia Mangini, 1973

Ecco alcune foto storiche Uisp GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA

 

Il Discobolo n. 1/2017 celebra i settant’anni dell’associazione dello sportpertutti scegliendo di raccontare la storia dell’Uisp attraverso il racconto giornalistico e sportivo che l’ha caratterizzata. Sarà possibile, quindi, trovare al suo interno una ricostruzione minuziosa delle vicende e delle pagine che l’hanno vista protagonista in questi settanta anni, accompagnate da foto, grafiche e copertine delle diverse epoche.

L’apertura ribadisce “il pregiudizio antisportivo della cultura italiana. Il tema è ricorrente e attraversa tutto il‘900, secolo breve, anzi brevissimo se si considera il suo rapporto con la cultura, la politica e l’informazione. Che ha relegato lo sport a un genere. Eppure c’è stato un filo sottile ma tenacissimo che ha legato lo sport popolare alla pubblicistica italiana. A partire dall’esperienza di “Sport e proletariato”, aperta e chiusa nel corso del 1923”.

All’interno della rivista, che contiene l’editoriale di Vincenzo Manco e l’approfondimento di Ivano Maiorella e Luciano Senatori, c’è anche un articolo di Luciano Minerva, “Era l’Uisp degli anni settanta”: “Fummo noi a farci carico di una battaglia di valori – scrive Minerva - dove per concezione capitalistica intendevamo soprattutto una tendenza che privilegiava lo sport di pochi praticanti superselezionati visto da tanti spettatori seduti e sedentari rispetto a una pratica sportiva diffusa… La costruzione di un tessuto di società che facevano le loro attività autonome, al di fuori delle Federazioni sportive, fu una scommessa del gruppo dirigente la cui linea aveva battuto quella cosiddetta “entrista”, del lavoro dentro le Federazioni. Fu allora che nacquero, come strutture essenziali, le Leghe di  specialità (oggi Strutture di  Attività), che  discutevano propri regolamenti e proprie forme, spesso diverse, di poco o di  molto, da quelle federali… Ricordo che per alcuni mesi si discusse, a tutti i livelli, se Il Discobolo dovesse pubblicare i risultati tradizionali, ad esempio  pubblicando i nomi dei primi tre nelle gare di atletica, o si dovesse puntare sui risultati di partecipazione. E in  quell’epoca si sostituì in molte occasioni al podio con le tre medaglie, la medaglia di  partecipazione a tutti. Piccole cose che  determinavano grandi dibattiti concreti”.

La storia Uisp attraverso la comunicazione e il racconto giornalistico prosegue fino ai giorni nostri, all’avvento di Internet e delle nuove tecnologie della comunicazione, che aumentano i flussi informativi ma rendono sempre più difficile distinguere le voci e le fonti delle notizie. “Il Consiglio nazionale Uisp del 21-22 ottobre 2017 tenuto a Firenze ha approvato il Regolamento nazionale Uisp di comunicazione e di identità visiva. Si tratta del primo passo per creare delle coordinate nel mondo infinito della comunicazione sociale attraverso lo sport. Un cammino ancora lungo che testimonia la maturità e la consapevolezza acquisita dall’Uisp nel considerare la comunicazione, nelle sue varie e mutevoli componenti, come una importante variabile di sviluppo, crescita associativa, trasparenza e libertà”.

Per scaricare Il Discobolo n. 1/2017 in formato pdf clicca qui

 

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