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Dove va lo sport per tutti francese? I rischi del mercato

In vista della legge "Sport e società" che dovrebbe essere adottata nel 2019, sulla rivista della FSGT un articolo sulla governance dello sport francese

 

Dove va lo sport francese? Se lo chiede un lungo servizio della rivista "Sport et plein air" con particolare riferimento alle politiche pubbliche per lo sport. Pubblichiamo questo articolo di Massimo Tossini, responsabile grandi iniziative Uisp, rientrato di recente da Parigi dove ha partecipato ad un incontro con rappresentanti e dirigenti della Fsgt, in vista della prossima edizione di Vivicittà che gode di ampio seguito nel Paese transalpino e viene organizzata in varie città. Tossini ha tradotto e sintetizzato per noi il servizio pubblicato dalla rivista francese.

Nel numero di ottobre di “Sport et plein air", la rivista della Fsgt-Fédération sportive et gymnique du travail un articolo di Emmanuelle Bonnet Oulaldj, co-presidente FSGT, presenta la nuova proposta di governance dello sport francese. Nella prospettiva dell'adozione di una legge "Sport e società” nel 2019, i principali orientamenti sono stati tracciati in una relazione composta da sessanta proposte presentata dal ministro dello Sport questa estate. L’idea è quella di rifondare lo sport francese su un modello di cogestione, in cui lo Stato sarebbe attore tra gli altri, e spingere lo sport associativo verso l’imprenditorialità.

E lo sport per tutti? Nel 2015 quattro accademici hanno pubblicato un documento per denunciare il nuovo status del CNOSF-Comitato olimpico francese, che mette sempre più "fuori gioco" le federazioni affiliate e multisport. Lo sport per tutti “ha sposato i grandi momenti della storia  culturale, sociale, economica e politica del paese – si legge nel documento - contribuendo così, attraverso una militanza illuminata, anche inventando forme di pratica sportiva innovative e tracciando itinerari particolari e di progresso tra "tutto stato" e "tutto nercato", al bene  della gioventù e delle sacche più modeste della società. Oggi fa un lavoro rimarchevole”.

L'FSGT gioca un ruolo significativo nella promozione dello sport per tutti. Ancorato alla militanza popolare, promuove l'accesso allo sport ad un costo inferiore appoggiandosi per lo più sul volontariato. La FSGT è stata precursore in numerose discipline; ha promosso l'accesso delle donne a determinate pratiche competitive, l’auto-arbitraggio nel calcio a 7, le strutture artificiali di arrampicata, lo sport per bambini e, più recentemente, la pallavolo mista. Difende una concezione omnisport della pratica, permettendo all'atleta di svilupparsi come essere umano, responsabile e sociale. Questa concezione di una cultura sportiva diversificata va difesa contro un altro disegno, quello degli sport iperspecializzati e mercificati.

L’impressione è che la limitazione della democrazia e lo sviluppo illimitato del mercato siano il percorso scelto per la nuova governance dello sport. Sotto la copertura dell'economia sociale e solidale, la questione non è più di sviluppare lo sport per tutti ma rispondere alle nuove aspettative di consumo, accentrando gli spazi decisionali su determinati attori e assumendo un costante disimpegno dallo stato, in una logica di privatizzazione dello sport amatoriale. Le associazioni sportive, con il supporto di volontari, soci e partner, devono riabbracciare queste questioni politiche: questa è la garanzia per fare dello sport un diritto per tutti come chiede la FSGT.

ALCUNE DELLE PROPOSTE SULLO SPORT DEL GOVERNO FRANCESE

  • La creazione di una singola agenzia sportiva nazionale nella forma di un GIP – gruppo di interesse pubblico
  • All'interno del GIP, creazione di una commissione per lo  sviluppo delle pratiche sportive attraverso il movimento sportivo federale e da parte di altri attori
  • Sistematizzazione delle Conferenze regionali dello sport
  • L'istituzione di una conferenza di finanziatori con lo Stato, il movimento sportivo, le autorità locali e il mondo economico
  • Eliminazione degli ostacoli legislativi allo sviluppo dello sport  all’interno dell’economia sociale e solidale per federazioni e club (adattamento allo statuto SCIC, società cooperative di interesse collettivo)
  • La creazione di una licenza “sport per il tempo libero” lasciando la possibilità alle singole federazioni di definire il bisogno e la periodicità di un certificato medico
  • Il riconoscimento di attori socio-sportivi non federati
  • La sistematizzazione di una governance territoriale dello sport-salute
  • La rifocalizzazione degli aiuti all’impiego per il lavoro di promotore
  • Abbandono della tutela statale, sostituita della delegazione dal controllo delle condizioni strutturali
  • L'istituzione dell'elezione dei presidenti delle federazioni da parte di club
  • Lavorare su un asse sport per disabili nei progetti sportivi territoriali
  • La definizione della conferenza dei finanziatori per progetti sportivi territoriali
  • La rimozione di finanziamentii ai club professionisti la cui percentuale di diritti TV è superiore al 15%
  • L’abolizione delle tasse assegnate ai finanziamenti dello sport  (di Massimo Tossini)

 

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