Nazionale

Lettera aperta sulle elezioni Coni: il punto di vista dell'Uisp

Come può il sistema sportivo pensare di restare immobile di fronte alle trasformazioni che sono in atto? Interviene T. Pesce, presidente nazionale Uisp

 


L’emergenza pandemica continua a colpire l’ambito sportivo in maniera pesantissima. La crisi economica che attanaglia le decine e decine di migliaia di associazioni e società sportive dilettantistiche del nostro Paese, unita agli auspicati concreti sostegni che tardano ad arrivare, mette l’intero movimento sportivo di base nella condizione di vedere in discussione il proprio prossimo futuro. Ciò in un momento in cui, anche a causa di una riforma legislativa non completata e che quindi ad oggi non riconosce la giusta dignità e il ruolo sociale che la promozione sportiva merita, il sistema sportivo di base si trova ancora in una evidente posizione di subalternità rispetto allo sport di prestazione e di vertice e alle risorse messe a disposizione.

L’Uisp continua a fare la propria parte, così come è sempre accaduto nei suoi 73 anni di storia, convinta che lo sport come diritto di cittadinanza rappresenti anche un grande fattore educativo, di sviluppo sostenibile, di prevenzione e promozione della salute, di tenuta delle nostra comunità, agito attraverso un patrimonio di donne e uomini di ogni età all’interno delle società sportive, autentici presidi sociali del territorio, capaci sino ad oggi di offrire opportunità di pratica sportiva e cittadinanza attiva.

Oltre al problema contingente della ripresa delle attività sportive occorre allora tutelare quelle associazioni sportive, i loro lavoratori, tecnici, dirigenti, volontari, attraverso un percorso urgente di sostegno e accompagnamento di ampio respiro per garantire una vera ripartenza.

In questi ultimi mesi gli Organismi sportivi, a tutti i livelli, hanno vissuto il percorso elettivo del Coni, sino ad arrivare alla composizione del nuovo Consiglio Nazionale, che il prossimo 13 maggio, a Milano, eleggerà la nuova Giunta e il Presidente.

L’Uisp continuerà a portare avanti le proprie ormai ben note posizioni anche in quella che oggi continua ad essere la massima sede di rappresentanza dello sport italiano. Continuerà a farlo con coerenza e nettezza per vedere riconosciuto fino in fondo il valore sociale delle attività e delle azioni quotidiane di coesione del territorio portate avanti dallo sport di base, e vedere superate le perduranti sperequazioni, non più sostenibili né tollerabili.

Dal Congresso Olimpico, che auspichiamo possa rappresentare uno spartiacque su questi temi, ci aspettiamo le risposte a quanto chiediamo dal 2013, che si può così sintetizzare:

- superare la disparità di trattamento esistente fra i diversi organismi con una del tutto nuova attenzione agli ambiti di attività di Federazioni sportive, Discipline associate ed Enti di promozione;

-garantire la stipula di Convenzioni tra gli Organismi che valorizzino la vera promozione sportiva che organizza attività sul territorio; 

-perseguire l’utilizzo di percorsi di “secondo livello”, alzando l’attenzione su trasparenza ed etica;

-valorizzare la promozione sportiva a partire dall’ammissibilità delle discipline;

-chiarire, in attesa del nuovo Registro che sarà in capo al Dipartimento per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ai fini del riconoscimento di asd e ssd, che l’attività sportiva dilettantistica è da intendersi in senso comprensivo di attività sportive, formative e didattiche;

-impegnarsi per completare l’attesa armonizzazione normativa fra sistema sportivo e terzo settore.

Oggi, i “padri” della già richiamata riforma legislativa dello sport, che ha tra l’altro portato alla positiva costituzione del nuovo soggetto Sport e Salute, sono tornati a condividere responsabilità di governo nell'attuale esecutivo, sostenuto da un'ampia maggioranza. Sarebbe pertanto auspicabile un rinnovato impulso istituzionale verso il compimento della riforma, trovando i giusti correttivi, con un Coni che, coinvolgendo tutti gli Organismi sportivi, possa finalmente assumersi parte della responsabilità di ammodernare l'intero sistema. 

Lo sport non sarà più lo stesso dopo questa terribile emergenza, come può il sistema sportivo pensare di restare immobile di fronte alle trasformazioni che sono in atto? (di Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp)

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