Nazionale

Emergenza climatica sul nostro territorio: che fare?

Le piogge di questi giorni hanno provocato danni e vittime. L'Uisp al fianco della protezione civile. Parlano E. Maestrelli, R. La Porta, S. Cannavò e B. Chiavacci

 

Dissesto idrogeologico killer: che cosa fare ora? L’Uisp è in campo su due livelli: l’intervento di soccorso al fianco della protezione civile, con alcune associazioni sportive che si sono messe a disposizione sul territorio, e l’eleborazione che sin dagli anni ’80 ha affiancato il diritto allo sport alla tutela dell’ambiente.

“Nostri gruppi sportivi sono operativi già da alcuni giorni per affiancare il lavoro della protezione civile – dice Enrico Maestrelli, responsabile nazionale Subacquea Uisp – il gruppo Sub Montisola, sul lago d’Iseo, sta operando nella zona di Genova, il gruppo SeaScout di Oristano è attivo in una delle aree sarde maggiormente colpite dal maltempo, il Centro Subacqueo Iblei di Ragusa sta operando in stretto contatto con Uisp Sicilia. Il gruppo Orca Loca sub di Carrara era stato allertato nei giorni scorsi in Toscana, dove ora l’emergenza è rientrata nella quasi normalità, con il codice giallo”. La Struttura di attività Subacquea Uisp ha preso in esame le varie situazioni di emergenza nel corso del seminario nazionale che si è svolto a Bergamo dal 1 al 4 novembre.

Riccardo La Porta, presidente di Sea Scout, gruppo del Nucleo sommozzatori della protezione civile affiliato all’Uisp, ci ha raccontato il lavoro che stanno svolgendo in questi giorni nella provincia di Oristano: “Siamo stati mobilitati nella mattinata di venerdì dal sindaco di Marrubbio e, come prassi, siamo entrati in contatto con i Vigili del fuoco, che coordinano tutti gli interventi. Principalmente noi coadiuviamo i Vigili del fuoco con le nostre attrezzature, gommoni, ambulanze e canotti di soccorso: ci mettiamo a disposizione e veniamo gestiti direttamente da loro. Principalmente ci occupiamo di assistenza alle persone, per evacuazione o svuotamento siti allagati, e di presidio alle zone interdette, per evitare che i cittadini si avventurino in zone pericolose e a rischio. Le squadre sono composte da sei volontari e, se necessario, possono essere convocati dai Vigili del fuoco per integrare i loro gruppi. Noi riusciamo ad essere presenti ed aiutare popolazione e Vigili grazie alle nostre attrezzature e alla preparazione fornita dalla Subacquea Uisp pro protezione civile. In questo momento abbiamo dodici uomini che presidiano il territorio, le piogge sembrano in calo e l’allerta è stata declassata da arancione a giallo. La grave situazione di questi giorni è dovuta alla pioggia incessante, che ha riempito gli alvei fluviali e provocato problemi di smottamento ed allagamenti nei comuni limitrofi ad Oristano. Noi ci siamo, nell’Uisp abbiamo trovato l’opportunità di formarci sempre meglio. Per il futuro auspico la nascita di un coordinamento nazionale di protezione civile Uisp, per dare vita a percorsi di formazione omogenei”.

Santino Cannavò, responsabile delle Politiche ambientali Uisp, prova ad approfondire quanto sta avvenendo nel nostro Paese: “Quello che era stato previsto nella Conferenza sul clima di Parigi nel dicembre 2015 si sta verificando. L’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi, possibilmente entro 1,5, va perseguito con decisione, se no sarà sempre peggio. I disastri ai quali stiamo assistendo nel nostro Paese ne sono la diretta conseguenza. Il livello attuale d’innalzamento è di 1 grado e dobbiamo convivere con esso. Il territorio si sta riorganizzando e servono politiche in linea con la sua difesa. Anche lo sport in ambiente naturale deve fare i conti con questi cambiamenti climatici e deve avviare una riflessione al proprio interno. La sostenibilità deve diventare la priorità: non è detto che le attività che erano praticabili alcuni anni fa lo siano ancora. Almeno nelle modalità che conosciamo. Serve mitigazione e adattamento. Ci troviamo di fronte ad improvvisi sbalzi: si passa da periodi di siccità ad altri di pioggia intensa. Per questo il tema della sicurezza diventa un’emergenza: anche costruzioni che sembravano sicure un paio di decenni fa, oggi non lo sono più. La stessa Pianura padana è a rischio”.

"Vogliamo portare la nostra vicinanza e il nostro sostegno agli abitanti del Cadore e dell’Agordino - aggiunge Bruno Chiavacci, responsabile neve Uisp - che hanno fatto evolvere un territorio ai migliori livelli per ospitare i tanti turisti che arrivano in ogni stagione, ed hanno subito ingenti danni. L’Uisp è stata presente fin dal 1984 con Neveuisp, la cui prima edizione si è svolta ad Alleghe, in provincia di Belluno. Da allora siamo tornati in quelle valli per ben dieci volte, tra Falcade, Alleghe e Sappada: si sono instaurati ottimi rapporti tra i dirigenti dell’Uisp, gli sci club, i nostri soci e i gestori degli hotel, scuole di sci, noleggi attrezzature ecc. Vedere i danni provocati alle case, agli hotel e agli abitanti di questi territori ci provoca grande sgomento, ma conoscendo queste persone sappiamo che faranno di tutto per riportare alla normalità la vita quotidiana delle valli e per promuovere la ripresa del turismo, una leva importante dell’economia locale. Purtroppo quello che non si potrà riparare velocemente sono i danni ambientali, che richiederanno un impegno comune per lunghi anni. L’Uisp è disponibile ad impegnarsi con le proprie attività e ad essere presente per sostenere le popolazioni locali". (I.M.-E.F.)

 

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