Nazionale

Identità di genere e discriminazioni nello sport: incontro a Firenze

Il 13 settembre si è svolto a Scandicci (FI) l'incontro per il contrasto dell'omofobia: istituzioni, operatori e associazioni fanno squadra per l'uguaglianza

 

Rappresentanti istituzionali, operatori sportivi, attivisti e genitori si sono confrontati sulle tematiche identità di genere e discriminazioni nello sport, domenica 13 settembre a Scandicci in occasione dell'appuntamento denominato “Uguaglianza in gioco”.  L’incontro al Castello dell’Acciaiolo, inserito nella due giorni della Festa metropolitana dello sport, ha offerto un momento di riflessione sulle buone pratiche da seguire per contrastare il bullismo e l’omo-lesbo-bi-trans-fobia in campo e nella vita. L’iniziativa, promossa da Uisp Firenze, Città Metropolitana di Firenze e Comune di Scandicci, ha visto la significativa partecipazione del sindaco Sandro Fallani e dell’assessora alla Promozione sportiva Ivana Palomba; da entrambi è arrivata un’apertura per confrontarsi su questi temi e favorire la nascita di una cultura dello sport che sia concretamente inclusiva.

Il presidente dell'Uisp Firenze, Marco Ceccantini, ha ricordato l'impegno dell'associazione che da anni organizza appuntamenti come questo per sensibilizzare sportivi e non, e di quanto siano grandi le difficoltà che un atleta incontra, a vari livelli, nel fare “coming out”. Ecco perché serve un cambio di prospettiva puntando su un mondo sportivo dove a contare, prima di tutto, sono le persone. Ad illustrare il lavoro svolto in questi anni dall'Uisp, Manuela Claysset, responsabile Uisp nazionale politiche di genere e diritti: l'Uisp ha adottato nel tempo la Carta dei diritti delle donne nello sport e per le persone trans ha creato la tessera Alias, utilizzabile durante il periodo di cambiamento di genere. Oltre a puntare su momenti di confronto e corsi formazione, l'Uisp sta lavorando ad un decalogo per palestre e impianti che siano più inclusivi. Purtroppo gli stereotipi sono duri da eliminare: basti pensare che in Italia il 60% delle discriminazioni subìte da chi pratica sport giungono dai compagni di squadra. Leonardo Magi, responsabile Uisp Toscana politiche di genere e diritti e assessore allo sport, politiche sociali e pari opportunità Comune di Marciano della Chiana ha annunciato che come amministratore proporrà un ordine del giorno per sostenere l’approvazione di una legge contro violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere. Magi ha invitato a tutti i livelli a sostenere questa proposta di legge da troppo tempo attesa.

Natascia Maesi, responsabile Politiche di genere e Formazione di Arcigay, ha ricordato il lavoro portato avanti in questi anni assieme all'Uisp, come ad esempio la campagna “Ora che lo sai cosa cambia?” contro l’omofobia e la transfobia nello sport e al tempo stesso ha sottolineato le difficoltà quotidiane da affrontare per chi si scontra con stereotipi e discriminazioni: il rischio bullismo/isolamento per chi viene allo scoperto, la paura di rovinare la propria reputazione, l’incubo dello spogliatoio. Nonostante gli ostacoli, ha concluso “ci sono strade che, come indicato dalla Uisp, si possono seguire”.

Piccoli segnali di apertura si registrano, anche se ancora c’è molto da fare. Veronica Vasarri, presidente Chimera Arcobaleno Arcigay Arezzo, ha evidenziato come nel corso di questi anni ci sia stato spazio per manifestazioni come gli Eurogames (evento sportivo europeo creato dalla comunità LGBT), aggiungendo che il Coni ha recepito e fatto proprio l’impegno per lottare contro ogni forma di discriminazione sessuale. Purtroppo ad oggi nessuna federazione ha fatto propria questa decisione.
Matteo Borghi, giocatore dello Unicorn team volley Siena e delegato nazionale Arcigay, ha raccontato la sua esperienza, sottolineando come la squadra e i tornei organizzati si siano aperti a formazioni miste. Un segno che il mondo dello sport è ben disposto ad aprirsi. Niccolò Giannini  del Revolution Soccer Team Firenze, ha portato la sua esperienza personale: “A 14 anni ho smesso di giocare a calcio per la paura di essere scoperto. Ho ripreso a giocare nel 2013 quando ho scoperto l’esistenza di questo team gay friendly dove vengono a giocare anche i nostri amici etero”. Partendo da questa esperienza ha ricordato le tante iniziative condotte dal Revolution Soccer Team negli anni e la sfida più grande di oggi: organizzare un torneo importante coinvolgendo la Figc.

Dai numerosi interventi e dalle testimonianze tra le quali anche quella della dott.ssa Monica Fabbri medico della Nazionale Italiana di Calcio Femminile che ha raccontato la sua esperienza personale, è emersa la volontà di promuovere sempre più iniziative di sensibilizzazione tra i giovani e una formazione accurata tra gli operatori del settore sportivo. Da parte sua l'Uisp è pronta a dare un contributo concreto affinchè lo sport sia davvero per tutti, nessuno escluso. (redazione Uisp Firenze)

 

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