Nazionale

La scomparsa di Enrico Spinozzi, il ricordo dell’Uisp

Si è spento a Roma Enrico Spinozzi, 85 anni, colonna dell’atletica romana e della Fidal, dirigente dell’atletica leggera Uisp negli anni ‘60. Il ricordo di Sergio Giuntini

 

Venerdì 29 novembre si è spento a Roma, all’età di 85 anni, Enrico Spinozzi, colonna dell’atletica romana e della Fidal, e dirigente dell’atletica leggera Uisp negli anni ’60. Fu anche mezzofondista di grande talento e fece parte della nazionale azzurra. L’Uisp si unisce al lutto dei suoi cari ed esprime cordoglio per la sua scomparsa.

Enrico Spinozzi è stato dirigente Uisp negli anni ‘60 e diede un grande aiuto nell’organizzazione del Primo Meeting dell’amicizia post olimpica, subito dopo i Giochi di Roma del 1960, che si svolse in settembre allo Stadio delle Terme di Caracalla. Insieme a lui c’erano altri autorevoli dirigenti Uisp, come Mario Gulinelli Alfredo Berra e Giorgio Lo Giudice. Era il gruppo dirigente nazionale dell’atletica leggera Uisp. Dal 1963, gli anni in cui era atleta azzurro, Spinozzi iniziò a collaborare stabilmente con la redazione de Il Discobolo, la rivista nazionale Uisp, divenendone caporedattore nel 1968, con direttore responsabile Ugo Ristori.

Pubblichiamo il ricordo dello storico Sergio Giuntini.

“Ricordare Enrico Spinozzi, nato a Roma il 15 giugno 1934, significa tornare ai tempi, per così dire “eroici” dell’Uisp popolare. E a un’atletica leggera romana che, sotto le insegne dell’Uisp, recitava un ruolo di assoluto spessore anche in campo nazionale a livello federale. Spinozzi si formò nella Polisportiva romana “Fiori” e, dal 1952 al 1954, fu tesserato per la Uisp Roma, dal 1955-’56 per l’”Amatori”, nel 1957-’58 per il “Capitolino 1919” e dal 1959 per il “Club Atletico Centrale”. Tutti sodalizi della capitale che gravitavano nell’orbita uispina: di una Uisp che, in quegli anni ’50, con sede in via Sicilia, nei locali del Liceo “Tasso”, aveva per presidente Mario Vivaldi, per suo vice Alfredo Ferri e per segretario Mario Sornaga.

L’atletica Uisp fece il suo salto di qualità con l’avvento, nell’agosto 1951, di Alfredo Berra, figura carismatica, di grandi capacità organizzative e tecniche e in seguito firma eccellente de “La Gazzetta dello Sport”. Egli seppe raccogliere attorno all’Uisp le tante vivaci esperienze dello sport romano di base (“Mallozzi”, “Virtus” Salario, “Lungaretta”, “Fiori”, “Prenestino”, “Progresso Nomentano”, “Visconti”, “Vis”, “Monte Mario” ecc.) e, divenuto nel 1959 presidente della Lega Nazionale di Atletica Leggera dell’Uisp, nello stesso anno fondò e presiedette il “Centrale”. Una società che, oltre a lui, vantava un consiglio direttivo così composto: Gaetano Quattrucci (presidente onorario); Enrico Spinozzi (segretario); consiglieri: Oscar Barletta, Luciano Barra, Renato Biagioli, Milziade De Grandis, Giuseppe Fara, Felice Gorini, Mario Gulinelli, Franco Milani, Mario Pescante; allenatori Barletta, Gorini. Ogni commento, di fronte a questi nomi, appare davvero superfluo. Si trattava di una larga fetta di futura “classe dirigente” dello sport, dell’atletica leggera e dell’Uisp nazionali. Di questa formidabile stagione Spinozzi fu dunque uno dei protagonisti, lasciando tuttavia il segno, in primo luogo, in campo agonistico.

Diciassette volte “azzurro”, dal 1955 al 1965, Spinozzi cominciò a mettersi in luce a Milano, il 30 settembre 1955, nei campionati italiani FIDAL, nei quali sugli 800 m. giunse 3°, in 1’55”9, alle spalle di Giovanni Scavo e Gianfranco Baraldi. Un piazzamento migliorato l’anno dopo, il 30 settembre 1956, sino al 2° posto sui 400, in 48”7, alle spalle di Renato Panciera, negli Assoluti di Roma. Il 6 luglio 1957 migliorò il suo personale sugli 800, scendendo a Milano, il 6 luglio, sino a 1’51”2; nel 1961, a Torino, lo portò a 1’50”9; e, il 24 giugno 1962, a Roma, arrivò a correre la distanza in 1’50”1. Ma non basta, fu pure un valido miler. Sui 1500 si classificò 3°, in 3’47”4, nei campionati “tricolori” di Roma dell’11 luglio 1965 (1° Francesco Bianchi 3’45”5, 2° Gianfranco Sommaggio 3’46”7), e nel celebre meeting di Zurigo, il 29 giugno 1965, finendovi 5°, limò il suo personale a 3’46”. Sui 3000 m., infine, diede il meglio di sé in Francia, a Saint Maur, dove il 3 giugno 1964 li ultimò in 8’11”2; e sui 3000 siepi a Roma, l’11 settembre 1965, realizzando un non disprezzabile 9’09”8. Di più, il 10 luglio 1960, a Siena, con Vincenzo Lombardo, Francesco Bettella e Panciera, Spinozzi stabilì altresì il record nazionale della 4x400 in 3’10”8.

L’intenso rapporto intessuto da Spinozzi con l’Uisp si evince comunque, soprattutto, rammentando che dal numero di maggio 1963, cioè da quando riprese le sue pubblicazioni dopo una lunga parentesi, egli ricoprì l’incarico di caporedattore e impaginatore del “Discobolo”. Un ruolo che assolse sempre con estrema passione e competenza. La sua scomparsa apre pertanto un altro grande vuoto nella “famiglia” dell’Uisp. Se ne va, con lui, un altro pezzo della sua storia carica di entusiasmo e, oggi, di sottile malinconia”.            

 

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