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Lo sport sociale parte di una nuova cooperazione di sistema

L’Uisp ha organizzato una tavola rotonda nel contesto della Conferenza nazionale sulla cooperazione allo sviluppo, svolta a Roma

 

Se la nuova impostazione che si vuole dare alla cooperazione allo sviluppo in Italia è quella di una cooperazione di sistema che dia pari dignità a tutti gli attori in campo, l’Uisp è presente a pieno titolo all’interno della Conferenza nazionale della Cooperazione allo sviluppo, che si è svolta a Roma il 24 e 25 gennaio. Mercoledì 24 l’Uisp ha proposto, tra gli eventi della Conferenza, una tavola rotonda dal titolo “Sport for all - Sport for dignity. Esperienze di cooperazione italiana in Libano”, che ha messo al centro della riflessione il valore dello sport nell’affermazione dei diritti delle persone in ogni parte del mondo.

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“Lo sport costruisce occasioni di cittadinanza attraverso l’attività motoria – ha detto Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp -  L’Uisp, come organizzazione promotrice di interventi di solidarietà e cooperazione in Paesi svantaggiati, al fianco di popolazioni vittime di crisi sociali e di guerre, si pone come baluardo e avanguardia nella difesa dei diritti. Lo sport è ancora considerato un ambito strettamente legato al tempo libero, allo svago, ma un terzo delle associazioni di terzo settore del nostro paese utilizza lo sport come strumento di affermazione dei diritti, promozione di cittadinanza e partecipazione attiva. La nostra solidarietà internazionale si esprime attraverso percorsi di emancipazione, formazione per operatori locali, educazione al gioco, creazione di reti con realtà italiane, internazionali e locali, al fine di contribuire allo sviluppo di una nuova autonomia per le popolazioni con cui interagiamo”.

"Lo sport, che spesso viene inteso come fenomeno olimpico o campionismo, per noi è uno strumento di inclusione  - ha detto Raffaella Chiodo, coordinatrice progetto ActiveVoice Uisp - e diventa una forma di cooperazione quando lo proponiamo nei paesi in cui interveniamo per dare un contributo, come accade da undici anni in Libano e nei campi profughi palestinesi. La nostra attività si svolge anche attraverso il progetto Active Voice per affermare il concetto di sport come strumento per raggiungere il benessere delle persone e via per la realizzazione degli esseri umani".

“Lo sport è libertà, una delle massime espressioni di movimento, scelta, espressione, lo è per i giovani ma anche per gli anziani, è la vera rappresentazione del recupero di possibilità, socialità, aggregazione – ha detto Silvia Stilli, portavoce AOI-Associazione ong italiane – C’è un tema culturale importante da affrontare, perché a molti risulta ancora difficile intendere il valore sociale dello sport e della cultura. La costruzione di una cooperazione di sistema efficace, però, passa dal costruire un partenariato di tutto il nostro mondo, a pari dignità, con il resto degli attori”.

La tavola rotonda è stata l’occasione per evidenziare l’impegno decennale dell’Uisp in Libano che, attraverso progetti condotti in partnership con ong presenti nel Paese ha promosso negli anni interventi di formazione per operatori locali, riqualificazione di spazi sportivi abbandonati, restituzione alla popolazione di luoghi di condivisione e convivialità.

“L’espressione corporea, soprattutto in certi ambiti riguardanti i bambini in situazioni traumatiche di guerra e post guerra, instaura relazioni importanti da cui possono uscire emozioni fortissime – ha detto Carlo Balestri, responsabile politiche internazionali Uisp – che, se trattate con professionalità e sensibilità, possono permettere di sciogliere dei nodi e facilitare la comunicazione. Su questo, con i nostri operatori abbiamo svolto, negli anni, numerosi percorsi di formazione”.

“La prima Vivicittà organizzata a Beirut insieme all’Uisp è una delle cose più emozionanti della mia esperienza di cooperazione – ha ricordato Alessandra Testoni, dell’AICS-Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo - Cosa c’è di più semplice dello sport per far incontrare le persone, far ricominciare un dialogo che sembrava impensabile nel 2006, libanesi e palestinesi fianco a fianco. La collaborazione con l’Uisp è stata fondamentale”.

L'evento è parte integrante del progetto Active Voice, inserito nel programma Erasmus+ della Commissione Europea, finalizzato al rafforzamento delle capacità di advocacy nella promozione dell'attività fisica. (Elena Fiorani)

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