Nazionale

L’Uisp su Radio Vaticana con l’attività nelle carceri

Stefano Pucci, responsabile politiche per la salute e l’inclusione Uisp, è stato intervistato per presentare le proposte sportive realizzate nelle carceri italiane

 

"I Cellanti" è l’appuntamento settimanale di Radio Vaticana dedicata alla vita dentro il carcere: all’interno della trasmissione è intervenuto Stefano Pucci, responsabile politiche per la salute e l’inclusione Uisp, per presentare le molteplici attività e i progetti promossi dall’Uisp in molte carceri italiane.

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Non tutte le realtà degli istituti di pena nazionali prevedono la possibilità di praticare attività motoria all’interno delle mura ma, fortunatamente, si tratta di un approccio sempre più diffuso, grazie ad associazioni sportive che promuovono progetti finalizzati all'educazione e all'inclusione dei detenuti. Di norma sono favoriti gli sport di squadra come il calcio, la pallavolo o il basket, ma trovano spazio anche quelli individuali come l'atletica, fino ad arrivare a proposte più singolari come l'equitazione, che fa parte, ad esempio, di un progetto promosso all'interno del carcere milanese di Bollate dall’Uisp.

“Da diversi anni abbiamo avviato un’esperienza a Bollate supportando un’associazione nostra affiliata – ha raccontato Pucci - nella gestione di un maneggio nel quale vengono ricoverati cavalli maltrattati o confiscati alle mafie. Questo maneggio viene gestito in collaborazione con un gruppo di detenuti che quindi svolgono un'attività lavorativa durante la giornata e lo fanno con un approccio innovativo: i detenuti si autorganizzano in appuntamenti di confronto tra di loro sui fondi a loro disposizione per gestire le attività, non solo quelle rivolte ai cavalli ma anche tutti gli interventi di manutenzione. Il risvolto sociale di questa collaborazione è rilevante sia dal punto di vista dell’occupazione lavorativa sia da quello della responsabilità attribuita ai detenuti, che imparano a confrontarsi e a gestire dei budget in funzione delle esigenze della struttura. Soprattutto, questo impegno, ha un risvolto molto importante sull'umore delle persone coinvolte”.

Quali sono gli sport più diffusi nelle carceri italiane?
“Prima di tutto sicuramente il calcio, perchè parla un linguaggio universale e va incontro all’esigenza di integrazione sociale all'interno degli istituti, necessaria vista la multietnicità delle presenze. Poi ci sono tennis, pallavolo, pallacanestro e tante altre specialità, come la corsa. Infatti, l’Uisp organizza all'interno degli istituti una grande manifestazione internazionale che abbiamo lanciato oltre trent'anni fa, Vivicittà. Si tiene contemporaneamente in oltre 20 istituti penitenziari e minorili sul territorio nazionale ed ogni anno apre le porte delle carceri per far entrare la società civile dall'esterno. La corsa si svolge in decine di città d’Italia e del mondo, mettendo virtualmente in comunicazione detenuti e cittadini comuni. Nel 2020 Vivicittà si terrà il 19 aprile”.

Secondo i dati, però, meno di un detenuto su tre pratica sport in carcere, cosa si può fare per incrementare questi numeri?
“Le dinamiche di funzionamento degli istituti di pena sono complesse e le situazioni delle carceri in Italia sono difficili, perché sono sovraffollate ed hanno strutture che necessitano di manutenzione. Quindi anche l'accesso dei detenuti alle attività sportive incontra difficoltà: quello che possiamo fare è continuare a lavorare d’intesa con il ministero della Giustizia perché crediamo che un lavoro in sinergia con le istituzioni possa facilitare lo sviluppo delle attività sportive all'interno degli istituti. Da parte del ministero c'è stata una grande disponibilità, l’impegno per il futuro sarà trovare le strategie migliori per ampliare la fruizione dell'attività sportiva e quindi andare incontro alle esigenze di accesso all'attività”.

Lo sport è un grande veicolo della cultura del rispetto, è ancora più vero in carcere? “L'attività sportiva prevede come elemento insito in sé il rispetto dell'altro, quindi è certamente un elemento utile soprattutto negli istituti di pena minorili. La risposta dei detenuti alle proposte di attività motorie e sportive è straordinariamente positiva, lo sport è uno strumento trasversale e comune a tutti, un elemento fondamentale per migliorare la qualità della vita delle persone detenute”.

 

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