Nazionale

MontagnaUisp 2017 si conclude domenica 26 febbraio sulle Alpi Liguri

La manifestazione ha proposto un programma ricco di attività e momenti di riflessione, nella località candidata patrimonio Unesco. Parla S. Cannavò
 
 
Si chiude domenica 26 febbraio l’edizione 2017 di Montagna Uisp. Il contenitore di attività sportive promosso dall'Uisp Montagna, in collaborazione con Uisp Liguria e Uisp Imperia, ha avuto il suo centro nodale in Valle Argentina, in uno dei contesti più affascinanti del Parco delle Alpi del Mare. Alla manifestazione hanno aderito oltre cento partecipanti giunti da ogni angolo d’Italia.
 
 
Assieme a quello dell’aggregazione, dell’attività sportiva, della sensibilizzazione ambientale e naturalistica, valorizzare il territorio rimane uno dei principali obiettivi dell'evento.  "In linea con le precedenti edizioni abbiamo scelto una località non ancora sfruttata dal turismo di massa, con interessanti connotati culturali, storici e ambientali", ha spiegato Santino Cannavò, responsabile nazionale Uisp Montagna durante la tavola rotonda che si è svolta giovedì 23 febbraio a Triora (Im), in cui si è posto l’accento sul ruolo che possono avere le Associazioni sulla candidatura del Parco delle alpi Liguri a Patrimonio Unesco. "Proponiamo la scoperta del territorio attraverso le pratiche sportive di montagna. Al centro dell’iniziativa c’è sempre il territorio, con le persone che lo vivono e le politiche adottate localmente. Il programma ha previsto momenti conoscitivi, in cui il territorio si racconta e occasioni di contatto e relazione tra amministrazioni, cittadini e mondo associativo, per cercare di dare vita a nuove strategie. Abbiamo riflettuto insieme su come sia possibile dare un futuro a territori fuori dalle rotte commerciali del turismo, che tendono ad essere abbandonati, ma conservano un capitale naturale e sociale rilevante, formulando proposte che siano replicabili in altre parti d’Italia. Il 55% del nostro territorio è montagna: una strategia di promozione della montagna è necessaria". 

"Una rivalutazione del territorio rappresenta una risposta in termini di benessere per le popolazioni locali – ha proseguito Cannavò – E’ necessario mettere in campo strategie capaci di attivare sinergie tra varie funzioni. Le condizioni meteo climatiche, in Liguria in modo particolare, permettono di svolgere attività destagionalizzate: evidentemente queste sono le chiavi di lettura per un nuovo sviluppo economico. E' deleterio pensare di utilizzare modelli che per anni hanno portato all’abbandono della montagna, se pensiamo che la montagna in Italia rappresenta il 55% del territorio nazionale. Anzi, è strano che non esista una legislazione apposita, che guardi alle montagna con un’attenzione particolare. Montagna non solo come territorio, ma anche come patrimonio che ha un significato in termini di produzione dell’energia. Nella lotta per il cambiamento climatico le montagne diventano un elemento importantissimo, le comunità locali sono quelle che ne garantiscono la resistenza. E' ormai dimostrato che l’abbandono del territorio in Liguria, con situazioni climatiche eccezionali, provochi danni paesaggistici ed umani. E’ un’emergenza non solo di carattere economico, ma di protezione civile".

 

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