Nazionale

Per ripartire puntiamo sul movimento quotidiano e all'aperto

Maria Teresa Menzano, del ministero della Salute, ha evidenziato le conseguenze fisiche e psichiche della pandemia, fissando dei punti fermi da cui ripartire

 

“L’emergenza attuale e le restrizioni che ci sono state imposte hanno inciso profondamente sul nostro stile di vita, non solo in merito all’attività fisica, ma anche più in generale sulle abitudini alimentari o sul consumo di sigarette. Ha causato, quindi, conseguenze importanti sullo stato di salute fisico e psichico, con un forte peggioramento legato all’aumento dello stress, al senso di disorientamento e frustrazione, aggravati dal perdurare di questa situazione”. Così Maria Teresa Menzano, Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute, ricostruisce gli effetti principali di questa lunga emergenza sanitaria, che viviamo da un anno e mezzo. La dottoressa Menzano ha partecipato al webinar nazionale organizzato dalle Politiche nazionali Uisp per la Promozione della Salute, nella mattinata di mercoledì 28 luglio, in cui sono stati affrontati i temi all’ordine del giorno in merito all'impegno Uisp per il benessere di tutti i cittadini e fissati i prossimi step strategici. 

INTERVISTA VIDEO a Maria Teresa Menzano, Ministero della Salute 

Maria Teresa Menzano ha evidenziato come alcune categorie siano state più danneggiate di altre, come agli anziani, che hanno pagato in termini di vite umane ma anche di isolamento e perdita di relazioni sociali; i malati cronici che hanno avuto difficoltà ad essere seguiti nei percorsi di cura e riabilitazione; infine, gli adolescenti, penalizzati dall’aumento di sedentarietà forzata, dal perdurare della didattica a distanza e quindi dalla diminuzione di occasioni di fare sport e relazionarsi con i propri coetanei. “Questa situazione ha imposto una riflessione su come rimettere in moto la popolazione e incrementare le occasioni e le iniziative di attività fisica, da impostare su nuove caratteristiche: flessibilità e accessibilità, con particolare riguardo per le fasce di popolazione più svantaggiate”.

Quale può essere il ruolo dell’Uisp in una fase di ripartenza, complessa e delicata come quella attuale?
“La Uisp, come associazione di promozione sociale e sportiva, è un partner del settore sanitario da molti anni, confermando che la logica vincente è sempre quella dell’intersettorialità. Parliamo di temi complessi e ambiziosi che richiedono un intreccio intersettoriale, il settore sanitario non può procedere da solo ma ha bisogno di stakeholder che con le proprie specificità portino valore aggiunto. La strategia vincente è la sinergia di politiche, lavorare insieme su obiettivi condivisi a vari livelli, nazionale regionale e territoriale. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che le politiche per la promozione della salute che mettiamo in atto vanno poi ad influire anche in altri settori, come l’urbanistica o i trasporti, e viceversa. L’Uisp è impegnata da molto tempo, è stata uno dei primi alleati anche nell’ambito del programma Guadagnare salute e questa partnership deve proseguire: ricordiamo, infatti, che le associazioni come l’Uisp possono e devono partecipare alla realizzazione dei Piani regionali della prevenzione, come già accaduto in passato”.

La dottoressa Menzano ha raccontato che il Piano nazionale della prevenzione è stato ripensato alla luce degli effetti della pandemia, dando maggiore impulso ad alcuni aspetti che vanno particolarmente curati. Oltre ai programmi predefiniti, come quello denominato “Comunità attive”, l’attività fisica viene presentata non solo come strumento di benessere fisico ma anche di inclusione e solidarietà: “Uisp lavora in questa prospettiva, valorizzando le dimensioni dell’attività fisica di cui più abbiamo bisogno. Portare avanti iniziative tra le persone con disabilità, ad esempio, è fondamentale, perchè si traduce in interventi di contrasto all'isolamento e promozione della partecipazione. Alla luce dei Piani regionali il ruolo dell’Uisp emerge con importanza, al fine di raggiungere risultati che legano aspetti sociali e sportivi, da privilegiare in questa fase alla luce delle forti disuguaglianze rilevate, preesistenti al Covid ma ulteriormente amplificate dalla pandemia”.

Quali sono le aspettative per i prossimi mesi?
“Noi siamo ottimisti, è necessario ripartire e rimettere in moto la popolazione sotto ogni punto di vista: dagli screening fino alle iniziative di attività fisica, perchè questo significa promuovere anche benessere psicologico. L’Oms parla da tempo della pandemic fatigue, un esaurimento delle risorse fisiche e psichiche, che si manifesta in situazioni come quelle che stiamo vivendo, lasciando cicatrici a lungo termine. E’ quindi importante lavorare per contrastare tutto questo, ripensando le proposte precedenti per cogliere le opportunità del contesto nel quale ci troviamo ad operare: incrementare le collaborazioni tra stakeholder, sensibilizzare la popolazione sull'importanza di uno stile di vita attivo, privilegiare le iniziative che si svolgono all'aperto; per quanto riguarda i giovani permettere loro di esprimersi attraverso attività informali e destrutturate, restituendo quel senso di libertà, creatività e appartenenza al gruppo di cui hanno bisogno. Ogni passo conta, quindi iniziamo dalle occasioni di movimento quotidiane, di prossimità e all’aperto, ma ripartiamo”. (Elena Fiorani)

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