Nazionale

Prosegue la corsa di Vivicittà, con Porte Aperte nelle carceri

La corsa rivolta ai detenuti si è svolta a Quartucciu (Ca), Livorno e Catanzaro. L’intervista a Enrico Zucca, vice direttore dell'IPM cagliaritano

 

La corsa più grande del mondo non si ferma mai, alle manifestazioni cittadine, che nei giorni scorsi si sono svolte ancora ad Avellino (GUARDA IL VIDEO) e Lucca, si stanno aggiungendo molte tappe negli istituti penitenziari e minorili di tutta Italia. Sabato 13 aprile si è corso a Cagliari nell’Istituto penitenziario minorile di Quartucciu, mercoledì 17 nell’istituto minorile di Catanzaro e nella Casa circondariale le Sughere di Livorno.

Il calendario di Vivicittà Porte aperte prosegue a Roma domenica 5 maggio a Rebibbia nuovo complesso e mercoledì 8 maggio al femminile. Giovedì 9 maggio si correrà nella Casa circondariale di Civitavecchia e venerdì 10 nella Casa di reclusione “San Michele” di Alessandria. Per il calendario completo clicca qui

La corsa cagliaritana ha visto una grande affluenza di pubblico: gli ospiti della struttura hanno trascorso una giornata diversa, all’insegna degli ideali di sport per tutti, integrazione e partecipazione che da sempre costituiscono il fondamento dell’Uisp. La manifestazione è iniziata con una gara di atletica, nella quale i giovani detenuti, assieme ad una ventina di corridori appartenenti a diverse società affiliate alla Uisp Cagliari, hanno corso su una pista ricavata all’interno del perimetro del penitenziario. La giornata di festa è proseguita con una partita di calcetto tra gli ospiti della struttura e una rappresentativa del comitato Uisp. A fine partita, vinta di larga misura dalla squadra di casa, è andato in scena il terzo tempo sotto forma di rinfresco, durante il quale ragazzi e organizzatori hanno avuto modo di conoscersi meglio e scambiare i propri punti di vista sul valore dell’esperienza appena vissuta.

In questa occasione la redazione dell’Uisp Cagliari ha intervistato Enrico Zucca, vice direttore dell’IPM di Quartucciu, che pubblichiamo di seguito.

Vivicittà Porte Aperte è un progetto che cerca di favorire, attraverso lo sport, la riabilitazione e l’inclusione dei ragazzi dell’Istituto Penale di Quartucciu. È un’attività che l’Uisp svolge già da diversi anni. Qual è la risposta dei ragazzi a questo tipo di iniziativa? “Abbiamo questa collaborazione con la Uisp già da diverso tempo e posso dire che sia un’attività molto gradita dai ragazzi: infatti partecipano sempre volentieri a momenti sportivi di questo tipo. Tra le tante discipline amano soprattutto il calcio, è quella che praticano indubbiamente più volentieri”.

A parte il calcio e la corsa, protagoniste di questo pomeriggio, i ragazzi sono coinvolti anche in altre attività sportive durante le loro giornate? “Grazie al supporto dell’Uisp Sardegna abbiamo attrezzato una palestra e dato la possibilità ai ragazzi di allenarsi, seguiti da operatori qualificati e disponibili a dare tutte le indicazioni per poter svolgere gli esercizi in autonomia. In più, parallelamente alle attività con la Uisp, abbiamo collaborazioni con altre associazioni e fondazioni che ci permettono di sviluppare altre discipline e iniziative di diversa natura”.

Lo sport quindi come strumento di apprendimento e relazione. Quanto tempo dedicate alle attività sportive seguite dalla Uisp? “L’attività sportiva si svolge due volte a settimana per un totale di 6 ore settimanali seguiti dagli operatori”.

Qual è la giornata tipo dei ragazzi che accogliete? “Quando arrivano qui i ragazzi solitamente sono abituati a un ritmo piuttosto sregolato, le mansioni notturne e diurne sono quasi sempre invertite. Cerchiamo di ridare ordine al giorno e alla notte in modo tale da ristabilire una regolarità. Le ore nelle camere di pernottamento si riducono al minimo e per tutto il resto della giornata i ragazzi sono occupati con le attività, a cui si cerca di dare sempre valenza formativa-educativa. La mattina è dedicata allo studio e alla didattica, in modo tale che i ragazzi possano riprendere in mano, o sviluppare, il loro percorso di studi. Il pomeriggio, invece, è occupato da attività ricreative come sport, musica e teatro”.

Le attività quindi sono trasversali in modo tale che i ragazzi possano, un giorno, riappropriarsi del proprio futuro. In questo senso come riuscite a prepararli a un eventuale rientro in società? “All’interno dell’Istituto abbiamo moltissimi corsi di formazione che danno la possibilità di sviluppare le potenzialità del singolo e metterle attivamente in pratica un domani: abbiamo il corso di falegnameria e riciclo, quello di giardinaggio, abbiamo avuto il laboratorio di pizzeria e il corso per aiuto cuoco. Inoltre, disponiamo di una lavanderia, gestita da una cooperativa esterna che, in maniera ormai continuativa da qualche anno, dà l’occasione di approcciarsi concretamente a questo lavoro. E, con soddisfazione, uno dei nostri ragazzi è stato assunto proprio dalla cooperativa che gestisce la lavanderia”.

Secondo lei lo sport in che modo può rappresentare un supporto e una crescita per chi deve seguire un percorso in un Istituto penitenziario?  “Lo sport è importantissimo ma soprattutto sono importanti occasioni come quella di oggi, perché ci si mette in gioco, da una parte e dall’altra. Dopo una partita a calcetto, un laboratorio o un corso c’è sempre un momento di convivialità che educa allo stare insieme, al confronto e all’accoglienza reciproca”. (A cura della redazione Uisp Cagliari: Michele Pitzalis, Silvia Corgiolu e Francesca Chia)

Nella foto: la corsa che si è svolta nel carcere di Ferrara

 

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