Nazionale

Quando si parla di bici, sostenibilità e sicurezza pedalano insieme

La bicicletta è al centro di molte riflessioni su mobilità alternativa e sostenibilità ambientale, Ma non va mai slegata dalla sicurezza. Parla U. Capozuccco

 

Con questo articolo iniziamo un'inchiesta su biciclette e sicurezza, curata da Roberto Babini, della redazione Uisp Ciclismo. Quest'anno l’Urban Award 2019 è stato vinto da Pescara: si tratta di un premio che viene assegnato alla città più meritevole nel campo della mobilità sostenibile. La città abruzzese si è aggiudicata il titolo con un giudizio unanime, grazie al progetto Pesos-Pescara Sostenibile, che propone iniziative e incentivi per coloro che si recano al lavoro in bicicletta e bike trial e mette a disposizione ai dipendenti di aziende locali l’utilizzo di biciclette a pedalata assistita per recarsi al lavoro.
Secondi e terzi classificati rispettivamente il comune di Fiumicino e Grisignano di Zocco, in provincia di Vicenza, che si sono distinti per la scelta di progetti di mobilità integrata incentrata sulla bicicletta. Parlando strettamente di bici il comune laziale ha promosso la realizzazione di 25 chilometri di piste ciclabili, 22 stazioni di ricarica per veicoli elettrici, stazioni di ricarica di e-bike sharing. Grisignano è stato invece premiato per la realizzazione di otto chilometri di ciclovia, con annessa ippovia, all’interno del progetto della regione Veneto “Green Tour Verde in Movimento”.

Bicicletta e sostenibilità sono temi che ci appassionano e seguiamo da tempo perciò abbiamo proposto il tema proprio all'Abruzzo, parlando con Umberto Capozucco coordinatore regionale del ciclismo Uisp. "Certo come Uisp Abruzzo-Molise siamo felici per il premio conseguito da Pescara e per le iniziative messe in campo, tese allo sviluppo di una mobilità sostenibile alternativa alle quattro ruote. Incentivare l'utilizzo della bici non può che trovarci d'accordo. Per noi si tratta però solo di un primo passo, anche se importante, soprattutto in vista della conclusione dei lavori della "via verde", la ciclopedonale più lunga d'Europa che offre prospettive turistiche rilevanti. L'auspicio è che l'esempio di Pescara venga seguito anche da altre realtà per costruire una sinergia "verde" che proietti l'Abruzzo tra le regioni più virtuose d'Italia. La mobilità alternativa ecosostenibile sarà il tema dominante del prossimo futuro in un'ottica di sviluppo e progresso in cui il movimento all'interno dei centri urbani dovrà necessariamente passare per la promozione e l'incentivo all'uso delle due ruote. La mobilità alternativa consente ad una città di diminuire le emissioni di gas, l'inquinamento acustico e la congestione all'interno del proprio centro urbano, migliorando sensibilmente la vita dei cittadini. Inoltre, lo stile di vita di molte persone sarà rivoluzionato da un approccio più salutistico, oltre che avvicinare più persone ad una vita sana e sportiva, propugnata da sempre in maniera attiva proprio dalla nostra associazione. Sottolineo con orgoglio e piacere che con Bicincittà si fa molto per la mobilità e la sensibilizzazione: in occasione del tradizionale appuntamento il centro delle città si popola di biciclette e diventa un altro mondo".

Si parla spesso di sostenibilità ma si trascura un tema che è fondamentale e non disgiunto: per noi sostenibilità deve andare in sintonia con sicurezza. E' un tema difficile, in Italia muore un ciclista ogni 30 ore. E' praticamente  un bollettino di guerra, che pare faccia sensazione solo quando a farne le spese è un nome di spicco ma sono tutte vite in sella ad una bici e tutte ugualmente importanti. Recente la disavventura di Alessandro De Marchi, raccontata in un suo critico post su Facebook, e gli infortuni occorsi alle azzurre Letizia Paternoster e vittoria Bussi investite durante allenamenti su strada. Recente il commento di Vincenzo Nibali: "L'automobilista ci vede solo come intralcio...". Meno recente ma ancora nella nostra memoria la morte di Vincenzo Scarponi nel 2017, investito da un furgone durante un allenamento.

Abbiamo preso in esame la questione partendo dal prefetto Roberto Sgalla, già direttore centrale delle specialità della Polizia di Stato, uno dei massimi esperti in Italia di sicurezza stradale. Insieme al suo gruppo di lavoro, sta cercando di far modificare il codice della strada, attualmente fermo al 1992, al fine di poter rendere la strada più sicura per ciclisti e pedoni. In un'intervista realizzata durante la trasmissione radiofonica “Ultimo Chilometro”, Roberto Sgalla torna a parlare degli episodi recenti, per affrontare più in generale il discorso della sicurezza. ASCOLTA L'AUDIO
“La gente ha paura di pedalare in strada, invece il ciclismo è un settore incredibile in un mondo che si fa sempre più green. Il codice della strada è fermo al 1992, addirittura si parla ancora di biciclette come di velocipedi: le strade e il traffico sono cambiati molto nel corso di questi anni, ed è giusto continuare a battersi per una riforma del codice". (Roberto Babini, redazione Uisp Ciclismo)

(1-continua)

 

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