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Riforma dello sport: entriamo nel merito dei cinque decreti approvati

Ecco di che cosa si occupano i Decreti approvati dal Consiglio dei Ministri, presentati dal ministro Spadafora durante la sua conferenza stampa

 

Il Consiglio dei ministri si è riunito martedì 24 novembre 2020, alle ore 20.35, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro.
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, ha approvato, in esame preliminare, cinque decreti legislativi di riforma dell’ordinamento sportivo, in attuazione di altrettanti articoli della legge delega 8 agosto 2019, n. 86, in materia di lavoro sportivo e di semplificazioni e sicurezza in materia di sport. Il decreto legislativo relativo al riordino e alla riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici nonché di lavoro sportivo è stato approvato, in esame preliminare, anche su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo.

Non è stato approvato il cosiddetto Decreto Uno, relativo al nuovo assetto della governance sportiva. Ora i Decreti approvati passeranno al vaglio del Consiglio di Stato, della Conferenza Stato Regioni e delle commissioni parlamentari prima del varo definitivo.

Ecco una sintesi dei cinque Decreti approvati (fonte: comunicato stampa Palazzo Chigi, Consiglio dei ministri):

1. Attuazione dell’articolo 5 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici nonché di lavoro sportivo (decreto legislativo – esame preliminare) (Ministro del lavoro e delle politiche sociali)

Il decreto, in attuazione dell’articolo 5 della legge delega, introduce una revisione organica e della definizione del “lavoratore sportivo” in tutte le sue forme e prevede, per la prima volta, tutele lavoristiche e previdenziali per i lavoratori sportivi sia nel settore dilettantistico sia nel settore professionistico.


Tra le principali novità, si prevede: l’abolizione del vincolo sportivo, inteso come limitazione alla libertà contrattuale dell’atleta, anche nel settore dilettantistico, entro il mese di luglio 2022; il riconoscimento all’attività di associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno formato l’atleta, alle quali è assicurato da un premio di formazione; l’affermazione delle pari opportunità per lo sport femminile, professionistico e dilettantistico; il riconoscimento di pari diritti delle persone con disabilità nell’accesso alla pratica sportiva di tutti i livelli; la tutela dei minori e dei cittadini con disabilità nell’ambito della pratica sportiva; la tutela e il sostegno del volontariato sportivo; l’istituzione di un “Fondo per il professionismo negli sport femminili”; l’istituzione della figura professionale del chinesiologo di base, di quello sportivo e del manager dello sport.
Si prevede che le associazioni sportive dilettantistiche e le società sportive dilettantistiche possano svolgere anche attività commerciali, solo se secondarie rispetto all’attività sportiva e strumentali all’autofinanziamento, e che possano distribuire una parte dei dividendi con limiti stringenti a tutela della vocazione sportiva.


Tali interventi sono volti a rafforzare il sostegno alla pratica sportiva di base portata avanti dall’associazionismo sportivo.
È stata inoltre introdotta una normativa unitaria in termini di tutela dei diritti degli animali impiegati in attività sportive, prevedendo obblighi per proprietari, conduttori, operatori, istruttori, organizzatori di manifestazioni e competizioni, i quali sono tenuti a preservarne il benessere, in termini di alimentazione, cura della salute e accudimento.

 

2. Attuazione dell’articolo 6 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante misure in materia di rapporti di rappresentanza degli atleti e delle società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo (decreto legislativo – esame preliminare)

Il decreto attua l’articolo 6 della legge delega e disciplina per la prima volta, in modo organico, la figura dell’agente sportivo in termini di requisiti di accesso alla professione, compensi e incompatibilità, allo scopo di garantire imparzialità, indipendenza e trasparenza nell’attività, con particolare riguardo alla tutela dei diritti dei minori. Viene istituito presso il CONI uno specifico Registro nazionale al quale dovranno essere iscritti gli agenti.

3. Attuazione dell’articolo 7 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante misure in materia di riordino e riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi e della normativa in materia di ammodernamento o costruzione di impianti sportivi (decreto legislativo – esame preliminare)

Il decreto di attuazione dell’articolo 7 della legge prevede l’aggiornamento delle norme tecniche e la semplificazione delle procedure amministrative in ordine alla realizzazione e manutenzione degli impianti sportivi. Obiettivo è quello di assicurare un effettivo ammodernamento delle strutture, soprattutto in termini di accessibilità, efficientamento energetico e sicurezza, in linea con la normativa internazionale e gli standard europei.

4. Attuazione dell’articolo 8 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante semplificazione di adempimenti relativi agli organismi sportivi (decreto legislativo – esame preliminare)

Il decreto attua l’articolo 8 della legge delega e interviene sia nell’ambito della semplificazione burocratica sia in quello del contrasto alla violenza di genere.
Sul primo fronte si interviene con la creazione di un Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche presso il Dipartimento per lo sport, gestito con modalità telematiche avvalendosi della società Sport e salute S.p.a, nel quale sono iscritte le società e le associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attività sportiva, compresa l’attività didattica e formativa, operanti nell’ambito di una federazione sportiva nazionale, disciplina sportiva associata o ente di promozione sportiva.
Sul fronte del contrasto alla violenza di genere il decreto definisce modalità e tempi per la redazione di apposite linee guida, con validità quadriennale, per la predisposizione dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione prevista per ragioni di etnia, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale da parte di federazioni sportive discipline sportive associate, enti di promozione sportiva e associazioni benemerite.

5. Attuazione dell’articolo 9 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante misure in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali (decreto legislativo – esame preliminare)

Il decreto attua l’articolo 9 della delega e interviene in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali.
In particolare il provvedimento detta norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo, stabilendo i principi fondamentali per la gestione in sicurezza delle aree sciabili. Il decreto disciplina i criteri e le modalità previsti per la segnalazione del grado di difficoltà delle piste e per la delimitazione dei bordi delle medesime commisurato alla pendenza. É fatto, peraltro, obbligo per il gestore di apporre una mappa delle piste in prossimità dei punti di accesso agli impianti e delle biglietterie con indicazione del grado di difficoltà. Vengono definite specifiche norme di comportamento per gli utenti e l’obbligo per i minori del casco protettivo.

Il ministro Spadafora ha illustrato i cinque decreti dalla sua pagina Facebook ufficiale, attraverso una conferenza stampa nella mattinata di mercoledì 25 novembre.

Rispetto al cosiddetto Decreto Uno, quello sulla governance, non approvato, il ministro Spadafora ha detto che sono state estrapolate due norme inserite negli altri decreti approvati. La prima obbliga il Coni a promuovere la parità di genere a tutti i livelli e in ogni struttura, favorendo l’inserimento delle donne in ruoli di gestione e responsabilità, stabilisce inoltre che con un regolamento da emanare nei prossimi sei mesi dall’entrata in vigore della legge, tutte le discipline dovranno adattare i principi delle discipline con le nuove indicazioni alle quali dovranno attenersi tutti obbligatoriamente. Un’altra norma riguarda l’accesso degli atleti parolimpici nei corpi civili dello stato, anche questa è una rivoluzione culturale molto importante.

Inoltre il ministro Spadafora, su questo Decreto non approvato dal Consiglio dei ministri, ha aggiunto che: “In assenza di tale decreto restano le competenze attuali che sono attribuite a ciascun ente sportivo, a ciascun organismo sportivo. Innanzitutto il Coni, ovviamente secondo me resta un problema da risolvere perchè se da un lato ribadisco che non è in nessun modo intaccata la piena funzionalità del Coni, esiste però un problema nell’attribuire e riconoscere al Coni la piena autonomia che merita e sulla quale più volte il CIO ci ha richiamato, ed il quale abbiamo più volte rassicurato in merito. Non esiste però un tema di funzionalità, sono certo che il Presidente del Coni Malagò e il Presidente di Sport e Salute Cozzoli non vedono l’ora di rivedersi in questi giorni per rinnovare il contratto di servizio che consentirà al Coni di poter portare avanti il proprio impegno e la propria attività. Ovviamente ho provato fino all’ultimo a garantire determinate cose estremamente importanti, che erano presenti nel decreto 1 come ad esempio la pianta organica per il Coni ma non solo. Purtroppo non c’è stata la giusta sintesi tra le forze politiche e io credo che superata la possibilità di affrontare e risolvere questa questione con un intervento governativo ovviamente io mi rimetterò alle forze di maggioranza che qualora avessero intenzione di trovare una sintesi hanno la mia piena disponibilità".

A proposito del Decreto sul lavoro sportivo il ministro Spadafora ha detto: Questi mesi di emergenza sanitaria hanno fatto emergere la difficoltà di questo mondo, che ha oltre 500 mila lavoratori secondo l’Agenzia delle Entrate che non hanno nessun tipo di tutela, che non hanno nessun tipo di garanzia. Nel momento in cui c’è stata un’epidemia così complicata non avevamo dati di nessun tipo per poter dare degli aiuti, dei sussidi in tempi rapidi ma non sarà più così. I lavoratori sportivi subordinati a prescindere dal settore professionistico o dilettantistico, e nei settori professionistici anche i lavoratori con collaborazioni coordinate e continuative che sono iscritti al fondo pensione gestito dall’INPS che diventerà il fondo pensione di tutti i lavoratori sportivi. Ci saranno delle differenze a seconda delle varie figure, nelle prossime ore forniremo tutti i dettagli in merito, ma è importante dire che dal 2021 al 2024 ci sarà un graduale allineamento a questa contribuzione che porterà l’aliquota pensionistica già stabilita nella misura del 20% per l’anno 2021, 24% per l’anno 2022, 30% per il 2023 e contribuzione ordinaria al 33% a partire dal 2024.

Non bisogna fare terrorismo psicologico sul fatto che proprio in questo momento post emergenza sanitaria le Federazioni, le Associazioni, le Società Sportive possano non essere in grado di sostenere il costo di questa riforma, allora noi abbiamo già approvato in legge di stabilità un fondo da 100 milioni di Euro valido per il 2021 e il 2022 per consentire un esonero contributivo, stiamo lavorando inoltre per trovare le risorse per arrivare almeno fino al 2023 o se possibile anche fino al 24 quando poi sarà introdotta la contribuzione ordinaria.

Questo fondo sarà sicuramente sufficiente perchè la riforma entrerà in vigore il 1 settembre e questo l’abbiamo fatto perchè volevamo superare questa fase emergenziale complicata che sta provocando gravi danni al mondo dello sport come a tantissimi altri settori produttivi. Iniziando il 1 settembre noi avremo 4 mesi, fino al 31 dicembre, per capire di quali numeri stiamo parlando perchè secondo l’Agenzia delle Entrate il valore medio dei contratti sportivi non è altissimo, ovviamente noi speriamo che questa riforma serva anche a far emergere situazioni che oggi sono sommerse e non sono regolarizzate nel modo giusto. Proprio per questo crediamo che i 50milioni previsti per il 2021 saranno più che sufficienti per questo esonero e spostare eventuali risorse nel 2022, così saremo certi in questi due anni di aiutare le Federazioni e i lavoratori sportivi in questo percorso”.

Sul professionismo femminile il ministro Spadafora ha detto: “E’ importante anche a livello culturale superare questo scoglio, attualmente l’attività si svolge tutta all’interno del settore dilettantistico ma si gioverà praticamente della totale equiparazione ai settori professionistici e dilettantistici in materia di tutele lavoristiche, tutele previdenziali e assicurative, con diritto alla malattia, infortuni, maternità. Si rompe in qualche modo quel tetto di cristallo che, ogni volta che ho incontrato le atlete del nostro paese, mi ricordavano esserci non solo nello sport ma anche in altri settori. Inoltre ogni disciplina sportiva opererà senza più distinzione di genere, ovviamente c’è un primo fondo che è stato istituito proprio per il passaggio al professionismo anche se alcune federazioni come la FIGC si erano già portate avanti in tal senso”.

“Istituzione di una norma sull’istruttore qualificato, questo da ancora maggiore forza e tutela ad un settore dove molte volte alcuni accusano la presenza di persone non estremamente qualificate in un settore così strategico. Con due nuove norme, una che riguarda gli istruttori qualificati e la loro presenza in varie strutture e l’istituzione di figure professionali come il kinesiologo di base, il kinesiologo sportivo e il manager dello sport, andiamo a mettere delle puntellature molto chiare e ferme su tutta una parte di competenze che vanno sempre più migliorate e incentivate.

I corsi e le attività motorie offerte all’interno di palestre, centri sportivi e qualunque altro tipo di impianti sportivi devono essere svolti sempre con il coordinamento di un istruttore qualificato, dove per istruttore qualificato parliamo di persone che devono possedere il diploma rilasciato dall’Istituto Superiore di Educazione Fisica o la Laurea in Scienze Motorie, oppure titoli di studio equipollenti conseguiti all’estero e riconosciuti dallo stato italiano. Altro aspetto importante che vorrei sottolineare è l’istituzione del kinesiologo di base per il quale noi specifichiamo bene quali tipi di percorsi di studi e di titoli devono essere stati conseguiti, il kinesiologo sportivo che ovviamente ha alcune differenze tecniche anche nel percorso fatto e quella del manager sportivo per il quale si specifica in modo chiaro di quali titoli devono essere in possesso. Tutto questo incentiverà anche l’attività delle cosiddette palestre della salute che sono una novità davvero importante.

ASD e SSD potranno svolgere anche attività commerciale solo se secondarie all’attività sportiva e utili al sostentamento della stessa (autofinanziamento). Le società potranno inoltre distribuire una parte dei dividendi con i limiti stringenti a tutela della vocazione ovviamente sportiva”.

“Nuove regole per il tesseramento degli atleti minorenni, con l’introduzione di importanti modifiche e nello specifico dal compimento del 12° anno di età l’atleta minorenne non può essere tesserato se non presta personalmente il proprio assenso, ma una ulteriore significativa misura disciplina il tesseramento di atleti minori che non sono cittadini italiani purchè residenti su territorio italiano dal compimento di almeno il 10° anno di età. Questa misura va a colmare una lacuna, consentendo a tante realtà di far giocare atleti minorenni stranieri. Sempre sul tema dei minori e sul lavoro, arriva un’abolizione dovuta e necessaria del vincolo sportivo. Ovviamente non dalla prossima stagione ma da quella sportiva, per dare il tempo di poter accompagnare questa abolizione così importante che avrà sicuramente un impatto importante.

Ovviamente in mancanza di intervento da parte delle federazioni sportive nazionali il vincolo sportivo (le varie federazioni hanno un tempo per mettere in atto tutto questo) si intenderà abolito. Il giusto riconoscimento alle ASD e SSD è però assicurato da un premio di formazione che le società professionistiche sono tenute a corrispondere al momento della sottoscrizione del primo contratto da professionista dell’atleta a tutte le ASD e SSD presso le quali quest’ultimo ha svolto attività giovanile.

Tutela del benessere degli animali, non solo del cavallo o cavallo atleta ma di tutti gli animali che vengono utilizzati nelle discipline per preservarne il benessere in termini di alimentazione, cura della salute, accudimento nel rispetto delle esigenze degli stessi”.

A proposito dell’introduzione di norme di sicurezza per gli impianti sportivi, il ministro Spadafora ha detto che “ si prevede l’aggiornamento di norme tecniche e semplificazione delle procedure amministrative in ordine alla realizzazione e manutenzione degli impianti sportivi al fine di assicurare un ammodernamento delle strutture, soprattutto in termini di accessibilità, efficientamento energetico e sicurezza in linea con la normativa internazionale, previsti progetti per costruzioni di strutture complementari. Al fine di valorizzare in termini sociali e occupazionali, ma anche di sostenibilità energetica nel territorio su cui insistono, si prospetta ed è prevista nel progetto di fattibilità la costruzione di immobili con destinazioni d’uso differenti da quella sportiva purchè siano comprese nell’ambito del territorio urbanizzato e comunale se non comunque complementari e funzionali alla fruibilità dell’impianto sportivo”.

Rispetto al Decreto sulle semplificazioni, il ministro Spadafora ha detto che ci sarà l’ introduzione del Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche presso il Dipartimento per lo Sport che verrà gestito totalmente in modalità telematica. Un altro tema particolarmente importante è il contrasto alla violenza di genere, si definiscono le modalità e i tempi per l’istituzione di apposite linee guida con validità quadriennale per introdurre dei codici di condotta per la tutela dei minori e per la prevenzione delle violenze di genere e di ogni altra condizione di discriminazione.

Sulla sicurezza degli sport invernali, tema caldo in queste ore, vengono dettate norme in materia di sicurezza per gli sport invernali, ha detto il minsitro Spadafora, da discesa e fondo compresi i principi fondamentali per la gestione in sicurezza delle aree sciabili. ll decreto disciplina inoltre le modalità previste per la segnalazione del grado di difficoltà delle piste, delle limitazioni delle medesime commisurato alla pendenza. Vengono poi introdotte una serie di norme molto specifiche e molto pratiche per gli utenti, come per esempio l’obbligo per tutti i minori di 18 anni di svolgere la pratica dello sci alpino, snowboard, slitta e slittino con casco protettivo.

Al termine della conferenza stampa via Facebook, il mnistro Spadafora ha detto che si è trattato di una “tra le riforme più partecipate del Governo, una conquista importante che va ad aggiungersi alla Riforma Olimpica che è fondamentale per le Olimpiadi di Cortina, ringrazio chi in questo anno difficile si è prodigato per questa riforma. Abbiamo affrontato una crisi sanitaria senza precedenti ma non abbiamo dimenticato lo Sport, voglio precisare che questa non sarà una riformina ma sono norme che al termine dell’emergenza sanitaria avranno un impatto enorme. Il valore politico e sociale di questa riforma è molto alto, l’obiettivo era risolvere i problemi delle persone ad ampio raggio”. (a cura di Ivano Maiorella)

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