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Settembre: il punto di Tiziano Pesce sulla ripartenza dello sport

La ripartenza del mondo dello sport tra normative, risorse ed obbligo di Green Pass. L'analisi di Tiziano Pesce, presidente Uisp, a Telegenova

 

Settembre è il mese della ripartenza e a rimettersi in moto, in questi giorni, è anche il composito e variegato mondo dello sport. Una ripartenza tutt'altro che semplice e resa più complicata dagli strasichi della pandemia, dai protocolli e dalle normative, dall'utilizzo del Green Pass che, se da parte è un mezzo necessario per la ripartenza in sicurezza, dall'altra si accompagna a numerose incognite. A fare il punto è Tiziano Pesce, presidente Uisp nazionale, intervistato a Telegenova. "Settembre rappresenta ogni anno l'avvio della stagione sportiva, di pari passo con l'inizio della stagione scolastica. Un mese che vede il mondo dell'associazionismo di base, dei dirigenti e dei tecnici, alle prese con varie proposte di attività; con nuovi programmi che gli enti di promozione sportiva mettono in campo; con nuovi progetti", ha detto Pesce sottolineando il delicato momento vissuto dalle associazioni, alle prese con difficoltà di carattere economico, con normative e con l'obbligatorietà del Green pass per svolgere attività sportiva al chiuso.

"Vedo molto positivamente il percorso della vaccinazione, ma colgo l'occasione per sottolineare questo aspetto: c'è bisogno di maggiore coerenza dal punto di vista normativo, di avere maggiori certezze. Le nostre associazioni sono costrette ad adeguarsi di volta in volta, e in poco tempo, a nuove circolari, nuove norme, nuovi aggiornamenti. C'è un'incoerenza di fondo tra attività sportiva giovanile al chiuso, che richiede il Green Pass, e il mondo della scuola, che non pone ai minorenni necessità di vaccinazione per accedere alle attività scolastiche", ha detto Tiziano Pesce. Lo sport dal "basso", quello di base, è un mondo composito, con un tessuto associativo che rappresenta 100mila realtà, fra associazioni e società sportive dilettantistiche, disseminate sul territorio. "Le città sarebbero più povere se si ritrovassero senza società sportive. Parliamo di un Dna importante del nostro tessuto sociale, danneggiato dall'ultimo anno. Certo, sono arrivati sostegni da parte di amministrazioni locali e dal governo, ma le risorse non sono sufficienti per il futuro. Abbiamo già registrato un calo di associazioni che non riescono più a ripartire", ha riferito il presidente Uisp sollevando un'altra importante questione circa l'impiantistica pubblica, la cui gestione è lasciata alle singole associazioni che si fanno carico della manutenzione ordinaria e dei costi straordinari degli impianti.

Serve un cambio di passo, un giro di boa, che parta proprio dal riconoscimento del valore sociale dello sport come politica pubblica. "Va riconosciuta non solo la socialità dello sport, ma anche la sua funzione di prevenzione e promozione della salute, come mezzo per un possibile percorso di risparmio sulla spesa sanitaria. C'è bisogno di passare dal dire al fare, ci sono modelli in altri paesi del mondo che potremmo seguire e copiare. La spesa dello sport, giovanile, ricade nel nostro Paese nel 75% sulle famiglie", fa notare Tiziano Pesce. Come fare, dunque, a valorizzare lo sport dal basso che sembra non avere una linea netta nel passato e nel futuro? "E' centrale il tema delle risorse economiche, specie nel terzo settore. Lo sport di base ha alle spalle la forza del volontariato ma ha anche un forte carico di responsabilità e di lavoro. Nel nostro Paese ci sono circa 200mila persone che lavorano nel mondo dello sport, ma manca la tutela previdenziale", è il bilancio di Tiziano Pesce. Ci vuole un'inversione di tendenza, dal momento che la mancanza di risorse si traduce in difficoltà degli organismi ad operare. "Non ci sono contrapposizioni tra sport di base e sport di vertice - prosegue Pesce - e l'estate è stato un periodo d'oro per lo sport italiano, a partire dagli Europei. Se parliamo di Olimpiadi e Paralimpiadi, quel sistema gira intorno ad una situazione paradossale. Tutti questi atleti non potrebbero arrivare a giocare così in alto se non fossero supportati da gruppi sportivi militari. E' un unicum rispetto agli altri paesi". 

A frenare una ripartenza serena sono anche le preoccupazioni dei genitori. Ma lo sport è un mondo sicuro, ribadisce Pesce. "Le nostre associazioni sono state attente a tutte le prescrizioni, ai protocolli, ai decreti. Gli impianti sportivi e le palestre sono luoghi sicuri. Mandate i vostri figli a fare sport, con tranquillità", ha concluso Pesce ribadendo la valenza educativa dello sport, momento di socialità e di incontro. Uno sguardo al futuro, quello del presidente Uisp, che resta ottimista e propositivo. 

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