Nazionale

Sport di base attivatore di nuovi processi rigenerativi

Al Festival di Trento si è parlato di beni comuni e rigenerazione urbana, mettendo al centro le potenzialità dello sport. Parla T. Iori

 

Un patto di collaborazione teso alla promozione dello sport come bene comune, elemento centrale nella vita di una persona, fattore essenziale di benessere ma anche strumento educativo e formativo, di aggregazione, di inclusione sociale e di rigenerazione urbana. È stato questo lo spirito che ha caratterizzato la presenza Uisp al Festival dello sport di Trento, che si è concretizzata nella gestione de "La Piazza dei beni comuni: sport, un bene in comune", da venerdì 11 a domenica 13 ottobre con iniziative di avvicinamento allo sport, di gioco e movimento, di promozione di sani stili di vita, e la conferenza dal titolo "Sport e beni comuni: a che punto siamo?", che si è svolta sabato 12 ottobre.

Alla proposta hanno aderito diverse realtà locali e nazionali, come il Trento Film Festival, Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà, il Centro servizi volontariato Trentino, e l'Alleanza #daimuoviamoci, sottoscritta l’anno scorso da Comune di Trento, A.P.S.S., P.A.T. - Dipartimento salute e solidarietà sociale, Associazione A.M.A., Forum delle Associazioni Familiari del Trentino, Uisp del Trentino, CONI – Comitato provinciale per la promozione di stili di vita sani.

“Il patto di collaborazione sottoscritto con il Comune di Trento è lo strumento operativo del regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni e lo abbiamo utilizzato per portare la questione dei beni comuni dentro il Festival – racconta Tommaso Iori, responsabile Uisp Politiche per l’impiantistica e i beni comuni – ed è il primo in cui è presente come parte attiva, e non solo come promotore, Labsus. In questa occasione, alla parte sportiva e di sensibilizzazione della cittadinanza sui temi della sostenibilità  e dei corretti stili di vita, condotta in piazza, è stata affiancata una parte seminariale organizzata con i nostri partner, in cui è stato realizzato un inquadramento teorico del tema sport e beni comuni e sono state presentate esperienze significative da tutta Italia. Tra queste c’è stato il progetto Uisp Open Space, attraverso il racconto della realtà di Empoli, che ha coinvolto decine di giovani dando vita ad un'associazione, Empoli Skate Agorà, che sta realizzando uno skate park. È stata illustrata anche l’esperienza di Brindisi, in cui diverse realtà locali, tra cui anche l’Uisp, stanno lavorando al progetto di rigenerazione di un centro sportivo di proprietà pubblica che è stato abbandonato, per cui il comitato propone un modello di gestione partecipata”.

Alla conferenza sono intervenuti:  Chiara Maule, assessora con delega per le materie della partecipazione, innovazione, formazione e progetti europei del Comune di Trento; Giorgio Casagranda, presidente CSVTrentino - Non Profit Network; Pasquale Bonasora, LABSU; Stefano Romano, operatore Case di Quartiere- Torino; Jacopo Sforzi, Euricse; Eugenio Petz, direzione Servizi Civici, Partecipazione e Sport, Comune di Milano; Filippo Lebri, Uisp EmpoliValdelsa; Daniele Guadalupi, rappresentante Comitato Parco Buscicchio. Tommaso Iori, ha moderato l’incontro.

“Nel seminario abbiamo voluto trattare il ruolo dello sport come elemento di trasformazione della città, sia nell’ambito della rigenerazione sia nei processi di inclusione - prosegue Iori - Abbiamo potuto conoscere esperienze che si tanno sviluppando in diversi contesti che sono importanti come riferimento, ad esempio Milano e Torino, e siamo entrati nel merito della sostenibilità anche in senso economico: quali risorse possono emergere da questi processi di collaborazione nella cura e rigenerazione degli spazi urbani, sia in termini di capitale sociale sia di risorse per rendere sostenibili i processi? Ci siamo incontrati per fare il punto ma anche per iniziare a costruire alleanze strategiche sia a livello nazionale che sul territorio con soggetti di terzo settore interessati ad individuare insieme nuovi modelli di intervento".

"La mia opinione è che qualcosa si stia cominciando a muovere - conclude Tommaso Iori - dalle esperienze raccontate vengono fuori linee di tendenza molto simili e la domanda sociale di nuovi luoghi per lo sport, fuori dai contesti dell’impiantistica sportiva tradizionale. Queste sperimentazioni di modelli alternativi possono funzionare, però, solo in presenza di un dialogo virtuoso tra amministrazione pubblica e associazionismo sportivo. Il nostro impegno deve essere volto a mettere in rete queste esperienze, farle dialogare e farle conoscere, si sta aprendo una stagione importante su questo fronte, dobbiamo riflettere su che ruolo deve avere l’associazionismo sportivo e come coinvolgere ed agevolare le società sportive di base per poter cogliere le opportunità che si aprono”. (Elena Fiorani)

 

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