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Sport e lotta a razzismo: l'Uisp nel nome di Jerry Masslo

E' passato un quarto di secolo dal 25 agosto 1989 quando Jerry Masslo, 29 anni, rifugiato sudafricano in Italia da poco più di un anno, viene ucciso dall’assalto di una banda di rapinatori mentre dormiva insieme a molti altri in una stalla di Villa Literno (Caserta) dove lavorava come raccoglitore di pomodori.
Questo tremendo delitto fece scoprire all'Italia l'importanza di combattere il razzismo e apri' la strada ad un impegno costante di cittadini e associazioni per i diritti di tutti e contro le discriminazioni. In questi 25 anni l'Uisp ha fatto della lotta al razzismo nello sport e nella società' una delle sue bandiere principali, a cominciare dalla grande manifestazione antirazzista a Roma del 7 ottobre 1989 che l'Uisp, con altre associazioni, contribui' ad organizzare. 
Gianni Mura ricorda che "A Roma quella volta arrivò Tommie Jet Smith, invitato dall’Uisp, e molti giornali parlarono dell’Uisp, perché Smith non era un mister Smith qualunque, ma il vincitore dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ’68. Ricordiamo tutti il podio della premiazione: Smith e John Carlos, il terzo classificato, a testa bassa, senza scarpe, un pugno chiuso guantato teso in aria, nessuna gioia".
 
L'Uisp ha sempre intrecciato nello sport l'impegno contro il razzismo e quello per i dirtti dei migranti: dalla fine degli anni '80 vengono organizzati sistematicamente in tutta Italia attivita' sportive con finalita' interculturali, con partecipazione di squadre di migranti e di richiedenti asilo.  Dall'inizio degli anni '90 prende avvio la campagna nazionale Uisp "sport per nuovi cittadini" e si moltiplicano le iniziative: a Siena nell'aprile del 1993 si tiene il torneo per rappresentative di migranti e al termine viene consegnato il premio jerry Masslo a Valentino Nogali, italo somalo, sopravvisuto ad un raid razzista. I Mondiali Antirazzisti Uisp in Emilia Romagna, nati dal progetto Ultra', fanno da catalizzatore negli anni per molte iniziative dell'associazione in varie citta'.
 
Nell’anno dei Mondiali di calcio in Sudafrica, nel 2010, e nell’anniversario della prima manifestazione anti razzista in Italia, il 7 ottobre 1989, il Centro Benny Nato insieme all’Uisp e all’Archivio Immigrazione organizzarono nella sede Fnsi a Roma un convegno e la consegna del premio Nelson Mandela dedicata a Jerry Masslo, dal titolo "Italia e Sudafrica, ieri e oggi contro il razzismo". 
In questa occasione viene proiettato il video che  Massimo Ghirelli nel 1988 aveva realizzato per la trasmissione “Nonsolonero”, con intervista a Jerry Masslo, a cui Ghirelli dedicò' anche questo video: 
 
 
“Quello che ho sperimentato in Sudafrica non voglio provarlo mai più da nessuna parte. – questo diceva Jerry Essan Masslo nell’intervista a Ghirelli - Ogni nero sudafricano ha provato il razzismo sulla propria pelle, e si pensa che qui in Italia sia diverso. Ma purtroppo non è così: a molta gente non piace il colore della nostra pelle, con questo colore ovunque vai vieni trattato male, ma noi siamo uomini come glia altri, abbiamo un cuore e un cervello. Io ho un naso, tu hai un naso… cosa c’è di diverso? Io non riesco a capirlo. […] In Sudafrica oggi il razzismo è una legge delle stato, io sono nato nell’apartheid, ma noi lo combatteremo e lo fermeremo. Non sarà così per sempre in Sudafrica. Noi lo fermeremo”.
 
Oggi su Repubblica lo scrittore Roberto Saviano sulla morte di Jerry Masslo scrive: "Avevo dieci anni quando uccisero Jerry Masslo a Villa Literno. A colpirmi non fu tanto la morte di un ragazzo sudafricano ammazzato mentre difendeva il suo salario da una rapina, quanto la fiumana dei duecentomila che per lui sfilò poi a Roma. Sfilavano per un uomo ammazzato nel casertano. La sera in casa accendevamo il telegiornale e lì dentro si parlava di Villa Literno. Per me era come se il mondo ci avesse scoperto, come se avesse d'improvviso saputo che esistevamo e che campavamo in un territorio feroce. A quella manifestazione partecipò Tommie Smith, medaglia d'oro nel 1968 a Città del Messico, quello che assieme a Lee Evans era salito sul podio olimpico senza scarpe e alzato il pugno con il guanto nero al cielo. Era venuto apposta dagli Stati Uniti per sfilare in nome di Jerry Masslo".
 
 
 
 
 

 

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