Nazionale

Sport e terzo settore: le richieste dei cittadini alla regione Emilia Romagna

Le reti territoriali dell’impegno civico e del terzo settore chiedono alla politica e alle istituzioni nuovi impegni per rilanciare coesione sociale e territoriale

 

Le reti territoriali dell’impegno civico e del terzo settore, dalla promozione sociale a quella sportiva, chiedono alla politica e alle istituzioni nuovi impegni per rilanciare coesione sociale e territoriale, collaborazione tra istituzioni e terzo settore, coprogettazione e coprogrammazione. Le recenti riforme del terzo settore e del sistema sportivo sono rimaste sostanzialmente a metà, lasciando gran parte di questo mondo che muove energie volontarie e lavoro, senza risposte precise. La Regione Emilia Romagna è stata sempre all’avanguardia e ha proposto buone pratiche di coprogrammazione, che molto spesso hanno fatto scuole nelle politiche pubbliche italiane, sia nello sport sociale e per tutti, sia nel terzo settore. Sabato 11 gennaio, a Cesenatico, si è svolto l'incontro tra Stefano Bonaccini, il mondo dello sport del territorio e il terzo settore. Sono intervenuti: Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, Damiano Lembo, coordinatore nazionale enti di promozione sportiva, Maurizio Mumolo, direttore nazionale Forum Terzo settore.

Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, giudica decisiva questa fase storica di innovazioni legislative nello sport e nel terzo settore per i futuri ordinamenti giuridici di riferimento: “É necessario - ha detto - fissare, da parte del decisore pubblico, il ruolo e i compiti dei soggetti associativi, come l’Uisp, presenti a livello nazionale e territoriale, di attivismo e protagonismo sociale. Istituzioni e politica devono fissare standard di qualità e di verifica, strategie e obiettivi sociali rispetto ai quali assegnare strumenti e risorse. Il valore sociale dello sport, in termini di salute, relazioni, ambiente ed educazione per i giovani è un obiettivo comune che va assegnato a chi dimostra di avere qualità, esperienze e storia comprovata in questo ambito”.
Tanti sono stati i punti toccati data l’ampiezza e l’importanza degli argomenti.

Damiano Lembo, presidente nazionale UsAcli, ha sottolineato la necessità di fare maggiore chiarezza nella riforma dello sport, gli enti di promozione svolgono attività sociale importante, è la loro “mission” e fungono da collante tra la società civile e le istituzioni. Lo sforzo necessario è proprio quello di far comprendere alle istituzioni che si desidera poter contribuire alla costruzione di questa fase.

Maurizio Mumolo, direttore del Forum nazionale del Terzo settore, ha evidenziato ulteriormente l’importanza dello sport sociale che non costituisce, come molti sembrano pensare, una nicchia ma è una parte cospicua della società civile e dell’impegno associativo dei cittadini. Mumolo ha sottolineato l’importanza delle Regioni in questo settore poiché rappresentano un nodo di raccordo tra politiche nazionali e territoriali. Sono le Regioni, alle quali viene affidato un ruolo importante nello sport in Costituzione, a dover contribuire al buon funzionamento e alla condivisione di obiettivi sociali per rafforzare le comunità e contribuire al benessere del territorio e dei cittadini.
Secondo Stefano Bonaccini, la riforma costituisce una grande opportunità di innovazione e vicinanza tra cittadini e istituzioni, in quanto lo sport svolge un ruolo di coesione della comunità, attraverso la presenza capillare di migliaia di società sportive sul territorio, autentici presidi di partecipazione, di integrazione e di stili di vita attivi. Anche la scuola deve saper valorizzare il ruolo dello sport in funzione educativa e di salute. Bonaccini ha ricordato l’azione sino qui svolta, anche in ambito di finanziamenti nel turismo sportivo in regione Emilia-Romagna, come volano importante per il ritorno economico.
Il rapporto tra sport e turismo è stato ripreso anche da Davide Ceccaroni, responsabile nazionale Uisp Ciclismo: “C’è la necessità di lavorare in regione per una codifica della figura di accompagnatore ciclo-turistico. Data la richiesta e la necessità sempre crescente di figure di questo tipo in ambito turistico, servirebbe una legge che configuri ed inquadri questa esigenza molto sentita”.
L’incontro, al quale son intervenuti numerosi dirigenti di società sportive del territorio, è stato coordinato da Leonardo Belli, presidente di Assiprov.

 

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