Nazionale

Uisp Rimini: donne nel pallone, giocare per i diritti

Il comitato Uisp ha dato il via ad un progetto rivolto alle scuole per promuovere ed incentivare il calcio femminile

 

La Uisp di Rimini, in collaborazione con l'Associazione "Rompi il silenzio", ha dato il via ad un progetto interno alle scuole volto a promuovere ed incentivare il calcio femminile, ma anche ad abbattere le barriere che dividono lo sport maschile da quello femminile.

La rete locale PuntogoldSport TV ha realizzato un servizio sul progetto, intervistando Claudia Petrosillo, presidente Uisp Rimini, Raffaella Fabbri e Maria Elsa Toni, docenti di educazione fisica dell'Istituto Comprensivo Marvelli di Rimini e Ivan Tonelli e Samanta Mughetti, collaboratori Uisp Rimini. GUARDA IL VIDEO

Tra scuole medie ed elementari gli operatori Uisp si impegnano a promuovere l'attività calcistica indistintamente tra maschi e femmine: “Anche quest'anno siamo partiti con il progetto di calcio femminile all'interno delle scuole, all’istituto Marvelli lavoriamo con trenta classi, dando vita così ad un calcio misto - dice Petrosillo - Con l'aiuto dei ragazzi insegniamo il calcio alle femmine ma dietro c’è una valenza politico-sociale: educhiamo i giovani al rispetto delle donne, dentro e fuori dal campo. Diamo un pallone a queste ragazzine per far sentire loro che possono giocare senza problemi, che nessuno le giudica nè perché non sanno fare una cosa nè perché sono donne. Sono tre anni che portiamo questo progetto nelle scuole medie e vedo grande entusiasmo da parte di tutti”.

Anche le insegnanti coinvolte esprimono grande soddisfazione: “È un progetto al quale io ho creduto molto da subito – dice Raffaella Fabbri - mi piace la didattica inclusiva che propongono gli educatori e gli istruttori Uisp, che sono molto qualificati. Le ragazze si sono divertite: inizialmente hanno giocato tra di loro, mettendosi in gioco tra ragazze e non subito a confronto con i maschi. Dopo aver acquisito maggiore sicurezza sono state in grado di confrontarsi con i propri compagni di squadra ma con una marcia in più rispetto alla loro posizione di partenza e alle loro caratteristiche iniziali, questo ha permesso loro di integrarsi e di relazionarsi molto più positivamente con i propri compagni”.

“Secondo me è un’iniziativa molto valida soprattutto nel momento storico che stiamo vivendo – aggiunge Ivan Tonelli - è molto importante usare lo sport come aggregatore sociale e per far capire ai ragazzi che tutti possono fare tutto. Non conta il genere come non conta il colore della pelle, lo sport è libero”. (A cura di Elena Fiorani)

 

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