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In testa alla classifica: Mistral Garzoglio

Con 107 punti segnati in mezzo ai pali l’apertura di Benacense è inarrestabile quando si tratta di trasformazioni e piazzati

 

 

Il campionato ancora non è concluso ma Mistral Garzoglio è matematicamente vincitore del premio di miglior calciatore di questa stagione. I suoi inseguitori in classifica, Umberto Pontieri dei Barbarossa e Giovanni Armellini dei Cinghiali del Setta, hanno segnato rispettivamente 47 e 43 punti mentre Mistral finora ha regalato ben 107 punti al tabellone di Benacense. Lo abbiamo intervistato, per parlare un po' di rugby dentro e fuori dal campo.

 

Ciao Mistral, raccontaci del tuo primo incontro con la palla ovale... come hai iniziato a giocare a rugby?

Sono relativamente nuovo nel rugby visto che ho giocato per 21 anni a calcio. Quando mi sono trasferito in Trentino ho voluto provare questa nuova esperienza, visto che già stimavo molto la mentalità rugbistica: un gioco rude, d’impatto, ma con dei valori. Perciò ho detto proviamo a fare il salto… ed è stato amore a prima vista. Ho cominciato nella squadra Lagaria Rugby di Rovereto in C2, poi la squadra si è sfaldata e alcuni di noi si sono spostati in Benacense Rugby. Ora gioco a rugby dal 2014, e sono in Benacense da febbraio scorso.

In che ruolo giochi principalmente e con che filosofia di gioco scendi in campo?

Gioco apertura, numero 10. La mia filosofia è che c’è sempre da imparare, ogni nuovo avversario mi dà possibilità di conoscere, mi offre situazioni diverse. Non c’è un copione, certe volte devo giocare più alla mano, altre al piede, anche se personalmente mi piace attaccare e non ho paura del contatto fisico, quindi non disdegno attaccare gli spazi.

Hai qualche figura sportiva di riferimento?

Ognuno dei miei compagni a modo suo mi ispira in qualcosa, tanto dalla mischia quanto dai tre quarti, ognuno ha qualcosa di buono con cui aumentare l’esperienza. Se invece parliamo dei più grandi il mio ispiratore è O’Driscoll: anche quando giocavo a calcio per me era un punto di riferimento, per la mentalità, nonostante non fosse un gigante ci metteva la faccia e accettava le sfide.

Qual è la tua tecnica per calciare?

So usare bene il piede già da quando giocavo a pallone ma non ho una tecnica vera e proprio né un rito. Prima di andare alla piazzola cerco di curare bene la respirazione, che magari ho ancora l’affanno dall’azione precedente, poi provo a visualizzare il centro dei pali e calcio. Tengo la piazzola bassa, la palla inclinata… e poi il resto viene da sé. Ovvio è fondamentale allenarsi, quando ho la giornata libera vado a fare un’oretta di calci piazzati.

Grazie davvero per il tuo tempo Mistral. Per concludere l’intervista, ci salutiamo con un pensiero sulla tua esperienza rugbistica?

Ho letto una frase sul rugby che mi piace molto, e dice che il rugby rende i bambini adulti più in fretta e mantiene un po’ più bambini gli adulti. Secondo me è un pensiero divertente ed è anche un po’ vero… quest’anno alleno l’under 10 della Benacense ed è bello vedere come giocano i bambini a questo sport.

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