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Genova

UISP, a Genova il carcere di Marassi apre le porte a Vivicittà Porte Aperte

A 42 anni dalla prima edizione su scala nazionale, grazie alla preziosa collaborazione della Casa Circondariale di Marassi e alla partecipazione di podisti esterni, è andata in scena questo pomeriggio a Genova Vivacittà Porte Aperte, manifestazione organizzata da UISP nel capoluogo ligure dal 2012.

A Genova si sono svolte una gara podistica con partecipanti 14 detenuti della casa circondariale di Marassi e podisti esterni. 

 

Poi, sul campo da calcio a cinque interno allo stesso carcere, è andato in scena un quadrangolare con due squadre di detenuti (16 in totale), una formazione della CDM Futsal e una dell’ASD Atletico Quarto.

 

Per UISP erano presente non soltanto gli organizzatori e gli operatori dell’evento, da Fabrizio De Meo a Laura Millace a operatori e arbitri di campo, ma anche il Presidente Nazionale, Tiziano Pesce, e il Presidente Regionale, Tommaso Bisio.

 

Ad aprire le porte della casa circondariale la Direttrice Tullia Ardito. Presente anche l’Assessore comunale a Mobilità e Trasporti, Emilio Robotti, che ha portato i saluto del Comune di Genova e della Sindaca.

 

Diversi podisti esterni hanno partecipato alla gara. Tra di loro, come l’anno scorso, Emma Quaglia, già maratoneta, mezzofondista e siepista italiana detentrice di tre titoli italiani sui tremila siepi e di una medaglia d'oro nella Coppa Europa di maratona agli Europei di Zurigo 2014.

 

GLI INTERVENTI | Tiziano Pesce, presidente UISP Nazionale: “UISP sull'intero territorio nazionale entra in istituti penitenziari, case circondariali, case di rinclusione, istituti minoritari da ormai più di 40 anni. Vivicittà porte aperte è un po' la manifestazione simbolo. Lo sport sociale, lo sport per tutti e tutte come diritto, come promozione di diritti, è per noi uno strumento per creare socialità, per creare incontri, per creare relazioni, per contribuire alla rieducazione. Lo sport ovviamente non può risolverla, non può cancellare i problemi, ma credo che abbia un ruolo significativo per contribuire a immaginare un futuro diverso, un futuro migliore”.

 

Tullia Ardito, Direttrice Casa circondariale di Marassi: “Vi ringraziamo veramente per quello che fate, perché sappiamo che lo sport è molto importante. In primo luogo perché questo è un carcere maschile, quindi sappiamo che per gli uomini è molto importante l'attività, lo sport, il calcio, la corsa. In secondo luogo perché credo che i valori dello sport siano molto importanti e noi li vogliamo coltivare. Per noi diventano parti importanti del trattamento penitenziale, del lavoro che facciamo con i detenuti, ossia un lavoro su se stessi”.

 

Emilio Robotti, Assessore comunale a Mobilità e Trasporti: “Credo che vinceremo e vincerete tutti. Oggi siamo parte della stessa città e come amministrazione è quello vogliamo: una città inclusiva”.