Save the Children e Uisp hanno avviato un programma di gioco e attività motorie per i bambini e i ragazzi delle aree colpite dal terremoto dell'Emilia. Le attività si svolgeranno nei campi di accoglienza e in altri luoghi di incontro grazie a cinque equipe che promuoveranno le attività educative, motorie e sportive, a partire dal 20 giugno per tutto il periodo estivo.
Vera Tavoni, Uisp Modena, segue le attività nei campi e ci ha descritto come le attività si stanno organizzando nella pratica. “Stiamo lavorando su due livelli: all’interno delle tendopoli supportando le attività di Save the children mettiamo a disposizione operatori per l’attività motoria. Ci sono nostri operatori che lavorano dal lunedì al venerdì sul modello dei centri estivi e altri che coprono con iniziative le giornate di sabato e domenica. Inoltre alcuni operatori stanno organizzando eventi spot, ad esempio tornei di volley itineranti di comune in comune, pensati per varie discipline e attività. Cerchiamo di prevedere attività di fuori delle tendopoli, per quanto possibile”.
“Un altro livello su cui lavoriamo - continua Tavoni - è all’esterno delle tendopoli, insieme alle polisportive, con cui stiamo attivando centri i estivi, che rientrano nella programmazione normale di attività. Gli spazi, ovviamente, sono inagibili, stiamo cercando tensostrutture per essere pronti a lavorare dalla prossima settimana, però i bambini ci sono e anche la disponibilità degli operatori. Il tentativo è quello di tornare alla normalità, le persone stanno tornando a casa, qualcuno rientra a lavoro, quindi c’è la necessità di occupare i tempi senza scuola dei bambini. Stiamo procedendo anche con i contatti con le amministrazioni per ottenere gli appoggi e le autorizzazioni necessarie”.
“Stiamo coinvolgendo i nove Comuni della bassa modenese - conclude Vera Tavoni - Cercheremo anche di proporre gite, come Mirabilandia e i Mondiali antirazzisti, per offrire opportunità che vadano al di là dei giorni passati al centro estivo. Rispetto alle attività classiche dei centri in questo caso vengono coinvolti tutti i bambini del comune. Adesso c’è ancora il problema di tenere i bambini vicini, ma con la diminuzione delle scosse ci sarà più tranquillità, i genitori li lasceranno più volentieri e l’attività diventerà anche un’opportunità educativa”. (E.F.)