Nazionale

A SportsDays l'assemblea nazionale Uisp. La relazione del presidente Fossati

L’Assemblea Nazionale della Uisp che si svolge a Rimini Fiera fino a domenica 11 si è aperta ieri pomeriggio con la relazione del Presidente nazionale Filippo Fossati. La platea dei 250 delegati aveva in precedenza assistito al breve, ma serrato confronto fra lo stesso Fossati e il Presidente del Coni Petrucci e alla presentazione della nuova Carta dei diritti delle donne dello sport. “Sono contento di avere incominciato proprio con le proposte delle donne. La Uisp considera infatti lo sport un diritto, a partire da chi è discriminato”. Le prime considerazioni sono realisticamente dure: “Lo sport è dentro la crisi. Siamo nel cuore di una tempesta,- sostiene Fossati - con un governo scriteriato che ha esaurito la credibilità internazionale del Paese”. I mercati non si fidano, non si vedono misure orientate alla ripresa, i giovani non intravvedono il futuro, aumentano le aree di povertà, eppure, afferma Fossati, non si ha più l’impressione di un Paese narcotizzato e si ha la sensazione di un cambio di clima. La nuova fase di mobilitazione sociale si è iniziata con il movimento delle donne e ha successivamente coinvolto il mondo dell’istruzione e quello dell’informazione: importanti sono stati i referendum sull’accesso ai beni comuni e i cambiamenti nei governi delle grandi. “La Uisp è stata ed è a pieno titolo in tutti questi cambiamenti. – afferma Fossati – Noi c’eravamo e ci siamo col nostro fare, con le nostre attività. Offriamo risposte concrete ai cittadini, siamo opinione pubblica. Sta a noi utilizzare il credito acquisito e, possibilmente, rilanciare”.
Lo sport è nella crisi, le società sportive sono allo stremo. Secondo la Uisp occorre rilanciare l’idea del volontariato come valore sociale e rendere più facile la vita delle basi associative. Per questo Fossati propone un incontro di tutte le società sportive, indipendentemente dalle loro affiliazioni.
“Oggi assistiamo a una solidarietà alla rovescia. Dati dell’Unione Europea dimostrano che i costi dello sport sono per circa il 65% a carico delle famiglie, il 15-20% delle amministrazioni pubbliche e solo il modesto rimanente da “tutto il resto”. La Uisp non chiede più soldi, – continua Fossati – ma che venga riconosciuto come fenomeno sociale globale e, di conseguenza, sia inserito in tutte le voci di spesa che riguardano sanità, sociale, educazione, ambiente, sviluppo, urbanistica, etc.”.
Destinare un 1% della spesa sanitaria alle attività di prevenzione attraverso la pratica motoria e sportiva è la prima proposta concreta, ma l’intenzione è quella di estenderla a tutti i capitoli di spesa.
Fossati ha quindi affrontato il problema del governo dello sport. “Serve una riforma dello sport con un baricentro chiaro: le regioni, sedi di dialogo sociale. Allo Stato il compito di definire le politiche e le strategie: una funzione alta d’indirizzo, che superi l’arcaica e mortificante “vigilanza” sul Coni. Si devono realizzare una legge quadro e di conseguenza un Piano quadriennale come avviene per la salute. I Comuni propongano programmi e progetti, nuovi insediamenti e ristrutturazioni urbane a finalità sportive, interventi sportivi sulla salute e sulla socialità e riconoscano il ruolo dell’associazionismo e del volontariato nella gestione delle attività. L’associazionismo, da parte sua, accetti la sfida della qualità sociale e si attrezzi per inserire nuove proposte sportive nella propria attività secondo la domanda sociale del territorio”.
“In questo quadro il Coni – conclude Fossati – dovrebbe aprirsi, affermando così nei fatti autonomia culturale e prospettiva”,


Paolo Tisot