Nazionale

Al via la XVII edizione del Campionato nazionale rugby Uisp

Da domenica 11 ottobre scendono in campo le 36 squadre che da nord a sud si affronteranno per raggiungere la finale di giugno. Parla Giorgio Boin

 

Mancano poche ore al via del Campionato di rugby Uisp, giunto ormai alla sua XVII edizione. Da domenica 11 ottobre inizierà il percorso, costituito da più di 170 partite, che porterà ai play-off di aprile e successivamente alla fase finale di giugno che decreterà la squadra campione. 

Tra le novità di questa edizione della rassegna da segnalare il dato delle 36 squadre partecipanti, un record che conferma un trend di crescita più che positivo iniziato ormai quattro anni fa, quando le squadre iscritte erano 18.

Anche i gironi territoriali passano da cinque a sette e saranno incluse, per la prima volta, compagini provenienti da Abruzzo, Campania, Lazio e Umbria. “Mentre negli anni passati le squadre partecipanti erano collocate nella sola Italia del nord, quindi Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino, Emilia-Romagna e Toscana, le aggiunte di quest’anno portano il Campionato ad essere una realtà nazionale a tutti gli effetti”, dice Giorgio Boin, responsabile nazionale rugby Uisp nell'ambito del Settore di attività Giochi Uisp, che prosegue ringraziando i Comitati regionali per il lavoro svolto in favore di questa crescita.

Nel pieno rispetto dei valori promossi dall’Uisp, il Campionato riesce ad andare oltre i risultati e proiettarsi verso temi di inclusione, associazionismo e promozione sociale. “Il discorso dell’inclusione femminile resta centrale; anche quest’anno abbiamo incoraggiato le società a formare squadre miste così da creare momenti di attività agonistica aperti a tutti e a tutte”, afferma Boin. Il responsabile nazionale poi sottolinea “grazie al gran lavoro dei Comitati territoriali facilitiamo l’inserimento di giocatori e giocatrici con un background migratorio e spingiamo le società affinché diano sempre spazio ai neofiti e a chi si avvicina per la prima volta alla pratica del rugby”.

I momenti di incontro e di vicinanza non si concludono con il fischio finale; come previsto dallo stesso regolamento del Campionato, le squadre si riuniscono al termine della gara in un terzo tempo in cui comunità e fair play diventano i veri protagonisti. Questo spazio dedicato alla conoscenza e all’avvicinamento tra giocatori e giocatrici consente la costruzione o il rafforzamento di legami che possano mantenersi nel tempo.

Nell’atmosfera che si crea non sembra esserci spazio per il rammarico o la tristezza a seguito di una sconfitta: vincitori e vincitrici sono coloro che, guardando alle potenzialità associative fornite dallo sport, sfruttano ogni momento dell’attività fisica per coltivare nuovi rapporti, conoscere e conoscersi. 

Il programma di eventi non si esaurisce poi con il solo campionato: lo Snow Rugby a Tarvisio (Ud) in previsione per quest’inverno e un torneo nazionale di beach rugby a Rimini entro la fine di giugno si propongono di creare nuove opportunità per conoscere il rugby in ambienti e contesti inediti. (Emanuele Romano)