Nazionale

Anche lo sport per una rivoluzione ambientale sostenibile

Il coordinamento Agende 21 locali italiane conferma la necessità di un cambiamento radicale nelle politiche ambientali. Parla S. Cannavò

 

Il 5 e 6 ottobre si è svolta a Mantova la 20° Assemblea nazionale del coordinamento Agende 21 locali italiane, dal titolo “Trasformare il nostro mondo: gli obiettivi per le città sostenibili”. Una riflessione, condivisa anche dall’Uisp, su cosa stia accadendo sui nostri territori e nelle nostre città nel percorso di raggiungimento degli obiettivi Agenda 2030 fissati dall’Onu.

“Noi seguiamo con attenzione le considerazioni che emergono da appuntamenti come questi – afferma Santino Cannavò, responsabile nazionale Uisp politiche ambientali – perché un’azione di advocacy tesa a condizionare la trasformazione sostenibile delle politiche e degli spazi per l’attività fisica può essere elaborata solo in sinergia con gli orientamenti e le strategie delle organizzazioni nazionali ed internazionali in tema di sviluppo sostenibile”.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile dell’ONU individua 17 obiettivi e 169 azioni, con un piano d’azione particolareggiato che riafferma la complessità e la necessità di mettere in stretta relazione gli aspetti economici, sociali ed ambientali. “Una forte accelerazione a rivedere ogni politica in chiave ecologica c’è stata nell’ultimo triennio, anche sotto la spinta allarmante della comunità scientifica internazionale che mostra con dati scientifici un trend in crescita del riscaldamento globale, elenca le relative conseguenze sotto gli aspetti sociali e, proiettando nel futuro tale tendenza, descrive un quadro allarmante con effetti catastrofici sugli aspetti sociali ed economici”.

In Italia la Strategia energetica nazionale e ancora di più la Strategia di sviluppo sostenibile, alla quale l’Uisp ha partecipato nella qualità di stakeholder, danno indicazioni precise delle azioni e degli ambiti prioritari: decarbonizzazione, competitività e sicurezza energetica. “In questo scenario le città e l’ambiente naturale diventano i luoghi privilegiati per rilanciare politiche ecologicamente sostenibili per l’implementazione della pratica motoria - afferma Cannavò - Un’azione complessa che deve iniziare dall’analisi della pratica e del fenomeno sportivo e delle sue relazioni con il benessere, la salute, gli stili di vita, gli ambienti,  gli impianti sportivi, gli ecosistemi e poi ancora i fattori educativi e formativi, è da evidenziare infatti che lo sport è la seconda agenzia formativa dopo la scuola”.

La riconoscibilità delle organizzazioni sportive come attori per  una riconversione ecologica si realizza nella capacità di contribuire al dibattito pubblico ed alla governance del territorio con competenza e capacità innovative sui temi in agenda delle pubbliche amministrazioni e dei governi nazionali. L’Agenda 2030 per lo Sviluppo cita lo sport come “un importante fattore di promozione  e sviluppo sostenibile”.

“Per condizionare ecologicamente le politiche e gli spazi per l’attività fisica sarà necessario che le  organizzazioni sportive che svolgono attività agonistica ricondizionino le pratiche entro i limiti della sostenibilità ambientale, con un’azione diretta alla riqualificazione dell’impiantistica sportiva - conclude Santino Cannavò - Dalle organizzazioni sportive di massa come l’Uisp ci si aspetta la spinta maggiore, con programmi e strategie che possano condizionare le politiche pubbliche: dovranno essere elaborate linee guida per una politica della sostenibilità nelle pratiche sportive con una visione ampia e maggiore consapevolezza del proprio ruolo. Una strategia che inglobi lo sport strutturato e destrutturato in relazione ai temi della mobilità, alla riqualificazione urbana, e delle  periferie, ai temi della salvaguardia ambientale e sviluppo economico: sarà necessaria una rivoluzione culturale". (A cura di Elena Fiorani)

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