Nazionale

Aprile 2026: "Correre e camminare: la regola del rispetto reciproco"

Scopriamo i contenuti dell'agenda Uisp 2026: ogni mese una riflessione e un salto triplo fatto di creatività, fantasia, libertà di espressione

 

L’Agenda Sportpertutti Uisp si conferma anche nel 2026 come strumento quotidiano di orientamento, informazione e partecipazione, pensato per accompagnare ogni lettore lungo tutto l'anno. Si tratta di un'agenda ideata per chi vive lo sport, lo pratica o semplicemente lo riconosce come uno spazio di incontrobenessere e comunità. Tra appuntamenti, progetti, iniziative nazionali Uisp e ricorrenze mensili, queste pagine raccontano uno sport che guarda al presente e al futuro secondo tre parole chiave che accompagnano l’intera Agenda 2026: InclusioneRigenerazioneInnovazione. È questo il ‘Salto Triplo’ che l'Uisp propone per costruire uno sport sempre più accessibilesostenibile e capace di generare comunità. Un’agenda che non è solo un supporto organizzativo, bensì uno spazio di racconto e creatività: un vero e proprio viaggio nella storia, nella letteratura e poesia, nella psicologia, nell’arte, nel cinema, nell’impegno civile e nell’esperienza sportiva. Le prime pagine dell’Agenda ospitano l’editoriale di Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp, che accompagna il lettore alla scoperta del Salto Triplo e dei contenuti del 2026.

AGENDA SPORTPERTUTTI UISP 2026 

Che cos’è il Salto Triplo che l’Uisp ha adottato come slogan? Lo spiega Tiziano Pesce nell'editoriale di apertura:

“E’ includere, rigenerare, innovareValori del fare quotidiano e del sentirsi comunità attraverso lo sport. Il Salto Triplo che ti proponiamo è anche un ingaggio culturale, perché la rivoluzione di questi ultimi anni è la creazione di un terreno comune tra sport e terzo settore, una fusione di aspirazioni, valori, impegno sociale. Segni e parole che ti prendono per mano e ti accompagnano in un viaggio che è ricerca di significato, trasversale come è lo sport. Qualche fatto come spunto e una girandola composita di appuntamenti che vivremo in questo 2026, dall’ottantesimo della Repubblica a Vivicittà, dalle attività ai tanti progetti nazionali Uisp che parlano in diretta di salute, sostenibilità ambientale, diritti, educazione, parità di genere e parità di opportunità per tutti e per tutte. 

Un percorso nuovo scandito dal tempo, un salto triplo fatto di creatività, fantasia, libertà di espressione. Si sta insieme, si creano relazioni solidali, si crede in qualcosa che si costruisce partecipando, giorno dopo giorno. L’Uisp la chiama transizione sportiva, un approdo culturale e una strategia associativa. Perché lo sport sociale e per tutti è agente di cambiamento sociale, una lanterna, un’avventura di nuovo conio attraverso la quale leggere la realtà nella quale viviamo. Si chiama attivismo civico, partecipazione, libertà. Essere movimento ed essere in movimento". 

In questo anno scopriremo insieme, mese per mese, i temi chiave, i progetti e le ricorrenze che animano l’Agenda Uisp 2026: il titolo del mese di marzo è "Salto triplo: lo skate metafora di libertà".

Aprile propone il movimento e la libertà con Vivicittà, la storica corsa Uisp nata nel 1984, simbolo di partecipazione collettiva e sportpertutti, come ricordano Franco FavaGianmario Missaglia e Nelson Mandela. L’Agenda richiama il movimento inclusivo, ispirandosi a figure e opere come Forrest GumpBanksy, e al pensiero di Hannah Arendt e Paulo Coelho, sottolineando come correre e camminare siano metafore di resilienza, condivisione e costruzione di comunità contro pregiudizi e oppressioni.

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Correre o camminare, gareggiare o passeggiare? Scegli tu: sportpertutti è voce del verbo andare. È anche il mese di una grande corsa di primavera, Vivicittà, secondo alcuni “la più grande corsa del mondo”. Lanciata dall’Uisp nel 1984, veniva chiamata proprio così in un titolo del Corriere dello Sport di allora. Ieri come oggi, si parte insieme e si arriva insieme, classifica unica compensata, decine di città contemporaneamente con il via in diretta nazionale su Radio 1 Rai. “Certamente nessuno potrà negare che una nuova era è spuntata all’orizzonte - scriveva il siepista azzurro e giornalista Franco Fava nel 1984 - e che una più sana, giusta, democratica mentalità sportiva è vicina ad affermarsi per il bene di tutti”. Per chi vorrà esserci, l’appuntamento con Vivicittà 2026 è per domenica 12 aprile. Per sentirsi “Uno, nessuno e centomila”, come il titolo del noto romanzo di Luigi Pirandello che quest’anno compie cento anni dalla prima pubblicazione: “Ognuno di noi crede di essere uno, ma non è vero: è tanti, secondo tutte le possibilità d’essere che sono in noi”. E anche secondo le possibilità che lo sportpertutti ha di esistere. L’atletica e la corsa sono attività sportive individuali, nello sforzo ti alieni anche da te stesso, ma se guardi la foto di Vivicittà ti accorgi di essere centomila.

Come? Ce lo spiega Gianmario Missaglia, in un suo libro del 1998, recentemente ristampato dall’Uisp col titolo: “Sportpertutti, non basta dirlo”: “Attenzione perché l’immagine della partenza di una corsa di massa dice una verità, ma non tutta la verità. Può far pensare che sport per tutti significhi fare tutti la stessa cosa, e invece lo sport per tutti è l’esatto contrario dello sport uguale per tutti: significa invece fare sport a tua misura”. Vivicittà è, da sempre, una corsa legata a valori importanti: pace, diritti, ambiente, solidarietà. Correndo, ma anche passeggiando, così come facendo tante altre attività sportive, si creano relazioni e comunità: “Lo sport ha il potere di unire le persone come poco altro può - scriveva Nelson Mandela - Lo sport ha il potere di creare speranza dove c’è disperazione. È più potente dei governi nel rompere le barriere razziali, è capace di ridere in faccia a tutte le discriminazioni”.

Sportpertutti, dicevamo, è voce del verbo “andare”, metafora di vita, relazioni e socialità. Nel film di Robert Zemeckis del 1994, Forrest Gump corre senza un motivo apparente, ma nel farlo attraversa la storia, supera le difficoltà, ispira gli altri: “La mamma mi diceva sempre che devi lasciarti il passato alle spalle prima di poter andare avanti - dice il protagonista interpretato da Tom Hanks - E la mia corsa riguardava proprio questo”.
Correre e camminare sono atti liberatori e inclusivi. Sono linguaggi universali dell’uomo e della donna, simboli di movimento, azione, resilienza e condivisione. Fanno pensare a questo le opere di Banksy, street artist che solitamente rappresenta critica sociale e politica. In questo caso, la sfaccettatura di Banksy che vogliamo cogliere è la rappresentazione del desiderio di fuga da situazioni oppressive, un invito alla pace, all’impegno civile. Il tratto che l’Uisp ha scelto per la stagione sportiva 2025-2026 (creato dal grafico Andrea Dreini) richiama lo stile di Banksy: la silhouette di un giovane con il suo skate. Correre è vita attiva, libertà che si realizza nel fare, metafora del muoversi nel mondo, del superare confini imposti per costruire uno spazio di libertà. Secondo queste  coordinate si sviluppa il pensiero della filosofa Hannah Arendt che nel suo saggio, non a caso intitolato “Vita Activa: la condizione umana”, valorizza la coesistenza di persone diverse: “Ogni uomo è unico ed è la sua unicità che giustifica la buona pratica della pluralità, per permettere ad ogni uomo di vivere come unico tra esseri che condividono in modo uguale la regola del rispetto reciproco”.

Persone in azione, portatori di speranza, che scelgono una direzione controcorrente rispetto a quello che sembra un piano inclinato fatto di odio e violenza. Paulo Coelho nel suo libro più celebre, (L’alchimista del 1988) richiama alla forza della comunità e della partecipazione collettiva: “Quando desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio. Ma non basta solo desiderarlo: devi camminare, passo dopo passo, e in quel cammino scoprirai che ogni tuo gesto, anche piccolo, tocca altri, cambiando il mondo intorno a te”. Se guardi l’immagine di questo mese vedrai una donna che corre, che taglia i confini. Vivicittà si identifica in quella donna che strappa ciò che la limita e la opprime, pregiudizi e violenze, che in alcune aree del mondo sono più soffocanti. 

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