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Attivita' subacquee Uisp: "Sub... normali o Divers...abili?"

Ha preso il via, sabato 27 febbraio a Marina di Carrara (Ms), “Sub…normali o Divers…abili?”. Realizzato dalla Lega attività subacquee Uisp, il progetto punta a formare operatori subacquei volontari in grado di promuovere l’attività in acqua tra i portatori di handicap, i bambini e gli anziani e di diffondere la pratica e lo sviluppo della subacquea con persone diversamente abili. Verranno coinvolti nell’arco di un anno sei tra comitati e coordinamenti regionali. Alla prima fase iniziale di formazione, seguirà quella della realizzazione delle attività sui territori. Il prossimo appuntamento si svolgerà sempre in Toscana il 20 e il 21 marzo, per poi proseguire, con cadenza mensile in Puglia, Emilia Romagna, Trentino e Liguria dove finirà a luglio. L'iniziativa nasce "dall'esigenza di rispondere ai bisogni espressi dai circoli e dalle scuole dove sempre più capita di avere l’opportunità di lavorare con bambini, disabili e anziani – ci spiega Graziano Demarchi, responsabile del progetto - Contestualmente è anche motivo di confronto con la subacquea ‘normalmente’ praticata da tanti nostri soci e con le altre realtà che si occupano, per esempio, di disabilità in acqua. L’équipe dei formatori è costituita da istruttori Uisp e da figure esterne alla tecnica subacquea: psicologi, psichiatri, conduttori di teatro”.

Il progetto intende formare educatori-guide subacquee che abbiano sia specifiche conoscenze e competenze subacquee (attività subacquea con bambini, disabili, anziani, normodotati) che conoscenze e competenze didattico-educativo-formative trasversali (ad esempio metodologie didattiche attive, metodologie di apprendimento cooperativo, ascolto attivo) trasferibili anche in attività diverse dalla subacquea. In virtù di questa impostazione si è scelto di utilizzare una pluralità di modalità formative: lezioni teoriche, esperienze pratiche (piscina e mare) ed attività laboratoriali.
“Abbiamo scelto di non volere una brevettazione fatta ad hoc per i disabili, i bambini o gli anziani – prosegue Demarchi - Riconoscendo la singolarità di tutte le persone e di tutte le diversità troviamo giusto che come tutti anche disabili, bambini, anziani abbiano una brevettazione che riguarda la subacquea e non ciò che li differenzia dal subacqueo adulto normodotato. Abbiamo scelto l’integrazione affinché alle nostre attività possano partecipare tutti coloro che abbiano la voglia e le possibilità psico-fisiche per poterlo fare adattando didattica, attività ed attrezzatura alle necessità di ognuno, come avviene anche per chi non ha deficit o menomazioni, applicando così nel concreto i tre principi cardine della Lega: sicurezza, sperimentazione e partecipazione”.
Per informazioni: att.subacquee@uisp.it