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“Corpi in movimento”: inclusione ed educazione attraverso lo sport

Nell’Alto Vicentino con l'Uisp per poter formare i giovani sull’inclusione e il rispetto delle soggettività tramite l’attività sportiva

 

Lo sport non è solo attività motoria, ma anche e soprattutto l’ambiente fisico e sociale in cui si svolge. Le persone che ci circondano influenzano inevitabilmente la percezione della nostra soggettività e dell’attività sportiva che svolgiamo. Dall’osservazione di queste dinamiche e degli ambienti sportivi nasce “Corpi in movimento - sport e pratiche creative per combattere gli stereotipi di genere” rivolto alle persone tra i 6 e i 18 anni, età  in cui cominciano a palesarsi le difficoltà nel relazionarsi in modo sano con il proprio corpo e con la collettività. Lo sanno bene l’Krap Asd Aps, affiliata Uisp - che dal 2008 fonde l’esperienza sportiva con programmi educativi innovativi, dando forza a individui e comunità. 

Sarà proprio Krap a coordinare per i prossimi due anni il progetto “Corpi in movimento”, finanziato da Fondazione Cariverona, con l'obiettivo di promuovere l’inclusione e la consapevolezza corporea tramite attività motorie e pratiche creative.

“Ci siamo rese conto - racconta Eleonora Della Fina, di Krap, che insieme a Laura Martina ha scritto il progetto - che allo sport serve un momento di rielaborazione. Muoversi è fondamentale ma lo è altrettanto dare un nome e una forma a quello che si prova mentre ci si muove. Per questo dopo ogni sessione sportiva abbiamo pensato ad un laboratorio creativo in cui le emozioni, le percezioni e i vissuti legati al corpo diventano illustrazione, grafica e collage. È un linguaggio non giudicante che permette anche a chi fa fatica a parlarne, di raccontarsi e che trasforma l’esperienza individuale in narrazioni plurali che poi restituiamo alla città. Le elaborazioni verranno poi esposte durante una mostra annuale a maggio nel comune di Schio” .

L’innovativa unione tra sport e arte permette di trasformare le sensazioni e i vissuti corporei in immagini e narrazioni visive, superando gli stereotipi binari di genere e rafforzando la consapevolezza di sé e l’autostima. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, le persone che andranno a lavorare con le giovani menti saranno a loro volta formate sui temi della diversità e dell’inclusione. 

Il progetto prende il via con il ciclo formativo online “Think Lab” composto da due webinar gratuiti pensati per chi opera nel settore sportivo ed educativo, che hanno come focus i linguaggi inclusivi, la decostruzione degli stereotipi di genere, le disuguaglianze e la gestione consapevole degli spazi di allenamento. “La formazione Think lab è il cuore del progetto - continua Eleonora - perché uno dei limiti che abbiamo riscontrato più spesso è la preparazione non sempre sufficiente di allenatrici e allenatori nella gestione dei gruppi. Possiamo proporre la pratica più controcorrente del mondo ma se chi la conduce riproduce, magari senza accorgersene, battute, aspettative o linguaggi stereotipati, l’effetto si annulla”.

I webinar, parte di una formazione mista online e in presenza, hanno come obiettivo immaginare insieme nuove possibilità e nuove regole di gioco per porre un argine al drop-out sportivo, introducendo nuovi strumenti educativi che verranno introdotti nei primi due appuntamenti.

La mattina di sabato 24 ottobre con Laura Martina, formatrice e consulente in comunicazione etica, inclusiva e accessibile, ci si concentrerà sulla sperimentazione di strumenti concreti da portare nei laboratori per costruire nuove regole di gioco e creare spazi di movimento liberi e non giudicanti, lavorando sul linguaggio inclusivo e sugli stereotipi presenti negli sport.

La mattina del 7 novembre con Alessia Tuselli, sociologa e ricercatrice presso il Centro Studi Interdisciplinari di Genere dell’Università di Trento, si esplorerà lo sport come uno spazio non neutro, affrontando l’impatto delle discriminazioni sull’abbandono sportivo e come si può ovviare a ciò con l’utilizzo di strumenti educativi basati sull'ascolto, il consenso e la consapevolezza. 

Dopo essersi formate, le persone potranno formare a loro volta attraverso un percorso attivato con quattro istituti scolastici di Schio con dodici classi coinvolte. Ci spiega Eleonora che “ogni classe avrà 8 ore di attività annuali in cui sperimenteranno 4 ore di discipline (MOVE LAB) tradizionalmente associate a un genere: boxe, parkour (prettamente maschile) circo-acro porter e danza (prettamente femminile), in un contesto non competitivo e con istruttori e istruttrici formati nel THINK LAB; in collaborazione con i docenti di educazione fisica. Subito dopo l’attività sportiva ci saranno 4 ore di laboratorio creativo (BE LAB) guidato da mentori dove l’esperienza corporea viene rielaborata in immagini e narrazioni visive. Ogni anno vengono coinvolti circa 300 ragazze e ragazzi”.

A fine progetto verrà allestita una mostra co-progettata da ragazze e ragazzi che decideranno in autonomia, dopo aver partecipato alla formazione, come raccontare il percorso, come allestire lo spazio e come accogliere il pubblico. Infine, tutto il materiale verrà raccolto in una pubblicazione cartacea.

L’impegno e il valore del progetto “Corpi in movimento" ci ricorda che ogni persona porta con sé il proprio vissuto e il suo modo unico di stare al mondo, principi che fanno eco a quelli di Uisp che dal 1948 mette al centro la persona, la solidarietà e l’inclusione, rifiutando ogni forma di discriminazione andando oltre la singola prestazione agonistica. (Flavia Todisco)

Foto di Davide Cosio