“Il bloqueo vuole fermare Cuba. Noi corriamo con lei”. È il messaggio della campagna Let Cuba Breathe in vista della Marabana, in programma il prossimo 15 novembre all’Avana. Un appello che unisce sport e solidarietà internazionale e che può essere raccolto anche da lontano, contribuendo alla raccolta fondi promossa attraverso la Fondazione CHE Ets.
La manifestazione raggiunge quest’anno la quarantesima edizione, con quattro distanze previste: maratona, mezza maratona, 10 e 5 chilometri. Un appuntamento che rinnova l’incontro tra il movimento podistico cubano e partecipanti di altri Paesi.
A correre all’Avana ci sarà anche Oliviero Alotto, presidente della Fondazione CHE Ets, che porterà sulle strade della Marabana il proprio impegno sportivo e solidale. Ultra-runner, attivista per i diritti delle persone più fragili e per l’ambiente, Alotto ha intrecciato nel suo percorso la passione per la corsa con iniziative di sensibilizzazione e partecipazione. La sua presenza darà un volto concreto all’appello a sostenere lo sport cubano.
Al centro dell’iniziativa c’è la possibilità di continuare a praticare sport anche nelle condizioni più difficili. Come sottolineano i promotori, le conseguenze del bloqueo si fanno sentire negli allenamenti e nell’organizzazione delle manifestazioni: mancano scarpe, abbigliamento tecnico, attrezzature e materiali. La raccolta contribuirà all’acquisto di strumenti per gli atleti e le atlete cubane e al sostegno della Marabana.
La solidarietà può raggiungere Cuba anche senza partire. A pochi giorni dalla gara, è soprattutto questo il senso dell’appello: sostenere chi si allena, chi organizza e chi continua a rendere lo sport un’occasione di partecipazione e socialità. Anche un contributo dall’Italia può aiutare a superare gli ostacoli materiali che limitano l’accesso alla pratica sportiva.
La campagna Let Cuba Breathe si inserisce in un percorso di aiuti già avviato. Il 7 agosto scorso è partito da Roma Fiumicino il terzo convoglio della campagna, promossa da AICEC, Agenzia di Interscambio Culturale ed Economico con Cuba. A bordo viaggiavano 79 casse contenenti farmaci, materiale medico-sanitario, latte in polvere per i reparti pediatrici, materiale scolastico e sportivo.
Anche l’Uisp ha recentemente portato la propria presenza solidale sull’isola. Dal 23 al 30 settembre, Daniela Conti, responsabile nazionale delle Politiche per l’interculturalità e la cooperazione, ha partecipato alla carovana italiana composta da associazioni, sindacati, parlamentari, amministratori locali e giornalisti. La delegazione ha portato oltre 500 chilogrammi di aiuti e incontrato realtà impegnate nella scuola, nei servizi e nel sostegno alla popolazione. Tra le prospettive future anche la possibilità di portare giochi ed educatori sportivi.
“La solidarietà che abbiamo portato a Cuba con la carovana di settembre deve trovare continuità in azioni concrete – sottolinea Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp –. Sostenere la Marabana e aiutare gli atleti e le atlete ad avere materiali e attrezzature significa difendere il diritto allo sport e le sue funzioni educative e sociali. Contro il bloqueo, vogliamo continuare a costruire relazioni e cooperazione: anche dall’Italia possiamo fare la nostra parte, perché il popolo cubano non sia lasciato solo”
In occasione della Marabana, Let Cuba Breathe annuncia inoltre la presentazione, insieme all’INDER, Instituto Nacional de Deportes, Educación Física y Recreación, dei propri progetti a sostegno dello sport cubano. L’obiettivo è dare continuità alla solidarietà oltre la giornata della gara, traducendola in strumenti e opportunità per chi pratica sport sull’isola.
Come contribuire
Le donazioni possono essere effettuate con un bonifico intestato a Fondazione CHE Ets, all’Iban IT11Q0306909606100000409471, indicando la causale “Donazione Marabana 2026”.
Per informazioni sulla campagna: info@letcubabreathe.org.
“Contro il bloqueo, ogni passo conta”: dalle strade dell’Avana a chi contribuirà dall’Italia, l’invito è a sostenere il diritto allo sport e a far sentire la vicinanza al popolo cubano.
Foto deporcuba.com