Dal 26 al 28 marzo torna il Festival dell’amministrazione condivisa, giunto alla sua seconda edizione. Il Festival si terrà ad Assisi e sarà un’occasione di incontro per la comunità che si prende cura dei beni comuni: enti pubblici, organizzazioni del terzo settore, associazioni, enti filantropici, scuola, università e cittadini attivi. Dopo aver dedicato la prima edizione a uno sguardo sul futuro, quest’anno l’obiettivo è trasformare le visioni in azione, lavorando alla costruzione di una vera alleanza per l’amministrazione condivisa e approfondendo il ruolo della filantropia nel sostenere i processi collaborativi che nascono nei territori.
L’evento è promosso dal Comune di Assisi, Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà, Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Perugia, con il contributo della Regione Umbria e della Consulta delle Fondazioni Umbre e il patrocinio di ANCI Umbria. La seconda edizione del Festival metterà al centro della riflessione due temi essenziali per la costruzione di processi collaborativi tra cittadini e istituzioni: la costruzione dell’alleanza per l’amministrazione condivisa e il ruolo della filantropia per sostenere i processi collaborativi che nascono nei territori.
L’amministrazione condivisa non è solo un modello amministrativo ma una leva per attivare processi di cittadinanza, solidarietà ed emancipazione. I Patti di collaborazione e gli altri strumenti collaborativi diventano, così, incubatori di esperienze che mettono al centro la comunità come soggetto capace di prendersi cura dei luoghi, di sé e degli altri. Al centro della riflessione del Festival ci sarà il tema dell’alleanza per l’amministrazione condivisa, intesa non semplicemente come processo amministrativo ma come spazio collettivo, vivo e dinamico, capace di connettere soggetti e processi. Una comunità che condivide una visione e si riconosce attorno a un linguaggio comune, che è quello della cura.
Il punto su cui riflettere è quello che fa dell’amministrazione condivisa un ecosistema basato su una molteplicità di strumenti collaborativi e una pluralità di attori diversi che vanno dai singoli cittadini sino alle associazioni, ai gruppi informali, agli enti di terzo settore, al mondo dell’impresa sociale e dell’impresa profit, alle pubbliche amministrazioni. Le esperienze collaborative di cura dei beni comuni nascono e si sviluppano in un contesto segnato sempre più da crisi complesse e da un progressivo arretramento delle risorse pubbliche, in questo scenario la filantropia è chiamata a svolgere un ruolo sempre più rilevante a supporto dei territori. Un approccio sistemico come quello promosso dall’amministrazione condivisa richiede la necessità di promuovere una cultura del dono capace di favorire la più stretta cooperazione tra tutte le componenti sociali, sostenendo attività e iniziative che siano orientate al cambiamento e all’innovazione per sostenere le forme di impegno civico delle nostre comunità.