Prosegue l'approfondimento dei temi, i progetti e le ricorrenze che animano l’Agenda Uisp 2026: il titolo del mese di giugno è "Stringete le schede come fossero biglietti d'amore", ed è dedicato agli 80 anni del referendum istituzionale del 2 giugno 1946, quando gli italiani e le italiane, queste ultime per la prima volta, furono chiamati a votare per scegliere la nuova forma dello Stato italiano.
"Il 2 giugno è una data che appartiene a tutte e tutti - afferma Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp - il giorno in cui, nel 1946, l’Italia scelse la Repubblica, la democrazia e la partecipazione come fondamento della propria convivenza civile, dopo la guerra e la dittatura fascista. Come Uisp sentiamo forte il valore di questa ricorrenza, che richiama i principi poi sanciti dalla Costituzione. Lo sport sociale e per tutti è uno strumento concreto di cittadinanza, inclusione e solidarietà, promozione di diritti. Celebrare la Festa della Repubblica significa anche rinnovare l’impegno per un Paese più giusto, inclusivo e solidale. In questa giornata, a 80 anni dall’elezione dell’Assemblea costituente, dal Referendum istituzionale e, non dimentichiamo, dal primo voto alle donne, vogliamo ribadire il valore della partecipazione, della dignità delle persone, del rispetto, della libertà, della convivenza civile e della pace, soprattutto guardando alle nuove generazioni, chiamate a custodire e rinnovare i valori democratici".
Il 1946 segnò la nascita della Repubblica italiana e il primo voto delle donne, raccontato nel film “C'è ancora domani” di Paola Cortellesi. La Costituzione, scritta con l'impegno di figure come Pietro Calamandrei e parlamentari della Costituente come Nilde Iotti, Teresa Mattei e Angelina Merlin, afferma solidarietà e diritti comuni. Lo sport, con la nascita dell' Uisp - Unione Italiana Sport Per tutti nel 1948, diventa strumento di inclusione, come sottolineato dal riconoscimento costituzionale del 2023, e nei valori di vita e libertà ricordati da Sandro Pertini e ispirati a figura come Chris Gardner.
Come titolo scegliamo questa frase di Delia che esprime il suo orgoglio e quello di tutte le donne che per la prima volta votavano. Avveniva nel 1946, un tempo vicino e lontanissimo. Paola Cortellesi ne ha realizzato “C’è ancora domani”, un film che in sala ha raccolto 5 milioni e mezzo di spettatori, moltissimi giovani, un grande successo.
Il 1946 è un anno importante perchè il 2 giugno nasceva la Repubblica, anche grazie al voto delle donne. Festeggiamo l’80esimo compleanno di questa data storica, due anni dopo veniva promulgata la Costituzione italiana, opera del Parlamento che in un anno e mezzo di lavoro incessante, scrisse un testo ancora oggi attualissimo.
“E allora voi capite da questo che la nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà”, scriveva allora un padre costituente, Pietro Calamandrei, giurista, che nel 1925 aveva sottoscritto il Manifesto degli intellettuali antifascisti promosso da Benedetto Croce. “In parte è ancora un ideale - proseguiva Calamandrei a proposito della Costituzione - una speranza, un impegno di lavoro da compiere. La Costituzione è l’affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune, che se va a fondo per uno va a fondo per tutti”.
Erano 21 le parlamentari della Costituente, tra loro alcune erano già note per l’attività professionale, sociale e la militanza antifascista, come Angelina Merlin e Maria De Unterrichter Jervolino. Altre erano giovanissime, come Nilde Iotti di ventisei anni e ancor più Teresa Mattei, di 25 anni, genovese, la più giovane costituente italiana. Di lei ricordiamo i trascorsi da staffetta partigiana, nome di battaglia “Chicchi”. La sua figura è legata anche all’iniziativa di scegliere la mimosa come simbolo della festa della donna per l’8 marzo: “L’idea mi venne perché la mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette - scriveva Teresa Mattei - mi ricordava la lotta sulle montagne, un fiore povero che cresceva ovunque a marzo e poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente”.
Sandro Pertini, partigiano antifascista, all’epoca della Costituente aveva cinquant’anni. Nel 1975 fu eletto Presidente della Repubblica. Non ha mai smesso di trasmettere ai giovani messaggi di speranza e libertà: “Bisogna che il senso dell’onestà torni a essere il primo valore. I giovani non hanno bisogno di sermoni, ma di esempi onesti”.
L’Uisp nacque nel 1948, l’anno della promulgazione della Costituzione. Una nascita voluta principalmente dai giovani e dalle donne che animavano il CLN-Comitato di Liberazione Nazionale. “Il 2018 è l’anno del 70° anniversario della nascita dell’Uisp - scriveva Vincenzo Manco - la nostra grande organizzazione di sport popolare, sociale, per tutti, a misura di ciascuno. E tocca a noi fare la nostra parte, riaffermare e rilanciare la forza di un corpo intermedio nato nella Resistenza, cresciuto con la Costituzione italiana, attraversando e influenzando non solo il sistema sportivo italiano ma anche la cultura sociale e politica del Paese. Che ha permesso al figlio dell’operaio di vedersi affermare la propria dignità mettendogli al collo una medaglia e facendolo sentire un campione nella propria vita, pur senza essere stato un olimpionico”.
Sembra di vederlo, quel figlio di operaio con la sua medaglia al collo, orgoglioso e felice, perchè lo sport sa donare un sorriso. E la felicità, almeno quella di un momento. Abbiamo aperto con una citazione cinematografica e chiudiamo con un altro film, “La ricerca della felicità” del 2006, ispirato alla vita dell’imprenditore Chris Gardner, interpretato da Will Smith, che prima di raggiungere il successo visse giorni di intensa povertà, con un figlio a carico e senza una casa dove poterlo crescere. “Fu in quel momento che cominciai a pensare a Thomas Jefferson - dice il protagonista parlando al figlio - e alla dichiarazione d’indipendenza, quando parla del diritto che abbiamo alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità. E ricordo di aver pensato, come sapeva di dover usare la parola ricerca. Perché la felicità è qualcosa che possiamo solo inseguire, e che forse non riusciremo mai a raggiungere, qualunque cosa facciamo, come faceva a saperlo?”.
La Costituzione italiana è viva e lo dimostra la sua più recente innovazione, quella del settembre 2023, con l’introduzione della parola “sport” all’articolo 33: perchè felicità e sport camminano insieme: “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”.
In questo 2026 in cui ricorre questo importante anniversario per la storia del nostro Paese, l'Uisp ha deciso di far parlare una protagonista di quegli anni di svolta, di dolore e di rinascita: Luciana Romoli, 95 anni, diventata staffetta partigiana nel 1943, a 13 anni. Nome di battaglia: "Luce". L'abbiamo raggiunto nella sua casa romana per questa intervista, che vuole evidenziare il suo ruolo di donna che sceglie di impegnarsi giovanissima nella Resistenza. Ringraziamo della collaborazione sua figlia Paola, per la gentilezza e la disponibilità con la quale ci hanno accolto: "Dobbiamo spiegare alle nuove generazioni quali sono i valori della Resistenza - dice Luciana Romoli - I valori della Resistenza sono pace, giustizia, solidarietà . Io faccio questa cosa perché voglio che i ragazzi diventino antifascisti, il mio compito è quello. Tutto quello che dico, tutto quello che faccio, è perché i ragazzi devono prendere coscienza di che cosa è stato il fascismo , che cosa è stata la mancanza di libertà, quanto dovuto abbiamo lottare per avere la libertà e una volta che l'abbiamo ottenuto questa libertà non è ottenuta per sempre . Quindi loro devono lottare perché questa libertà che noi gli abbiamo donato, non gli venga tolta”.
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"Io penso che senza le donne la resistenza non sarebbe stata possibile. Bisogna pensare che anche fra i partigiani, anche fra gli iscritti al partito comunista, al partito socialista, al partito socialdemocratico, c'era il maschilismo. Noi donne abbiamo dovuto lottare per farci valere , per essere presenti e attive, e per farcelo riconoscere. Il voto alle donne non ce l'hanno regalato, ce lo siamo conquistato con la nostra partecipazione alla Resistenza. E io questo lo dico sempre ai giovani e alle ragazze, perché questa è una cosa importante che devono sapere".
"Tutti devono andare a votare perché è una conquista: noi abbiamo un grande compito, ai giovani bisogna far capire che quel voto è importante per il loro avvenire. Se non ci fossero le votazioni non ci sarebbe nemmeno avvenire, perché con il voto tu puoi decidere un gruppo di persone che ci rappresenta, è una forma di libertà".
"Ogni sera finivo il lavoro, prima del coprifuoco passavamo da questo compagno che controllava la bicicletta, perché non potevamo rischiare che quando andavamo in giro a fare le staffette che si bucasse una gomma o si rompesse qualcosa, non è mai accaduto. Tutte le staffette ogni sera andavano, secondo quello che diceva il loro comnadante partigiano, a farsi controllare. I partigiani dei mercati ogni tre giorni facevano il giro di tutte le staffette e gli portavano la verdura che noi mettevamo sopra le nostre borse: sotto c'era il materiale compromettente e sopra questa verdura e quando passavamo davanti ai posti di blocco vedevano questa verdura e ci lasciavano passare".
"La prima cosa che dobbiamo insegnare ai ragazzi è a essere uniti, essere solidali fra loro. Io dico sempre quando parlo, specialmente con i ragazzi della scuola media: non c'è bisogno del primo della classe, dovete camminare tutti insieme, come facevamo noi durante la resistenza".
L’Agenda Sportpertutti Uisp si conferma anche nel 2026 come strumento quotidiano di orientamento, informazione e partecipazione, pensato per accompagnare ogni lettore lungo tutto l'anno. Si tratta di un'agenda ideata per chi vive lo sport, lo pratica o semplicemente lo riconosce come uno spazio di incontro, benessere e comunità. Tra appuntamenti, progetti, iniziative nazionali Uisp e ricorrenze mensili, queste pagine raccontano uno sport che guarda al presente e al futuro secondo tre parole chiave che accompagnano l’intera Agenda 2026: Inclusione, Rigenerazione, Innovazione. È questo il ‘Salto Triplo’ che l'Uisp propone per costruire uno sport sempre più accessibile, sostenibile e capace di generare comunità. Un’agenda che non è solo un supporto organizzativo, bensì uno spazio di racconto e creatività: un vero e proprio viaggio nella storia, nella letteratura e poesia, nella psicologia, nell’arte, nel cinema, nell’impegno civile e nell’esperienza sportiva. Le prime pagine dell’Agenda ospitano l’editoriale di Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp, che accompagna il lettore alla scoperta del Salto Triplo e dei contenuti del 2026.
AGENDA SPORTPERTUTTI UISP 2026
Che cos’è il Salto Triplo che l’Uisp ha adottato come slogan? Lo spiega Tiziano Pesce nell'editoriale di apertura:
“E’ includere, rigenerare, innovare. Valori del fare quotidiano e del sentirsi comunità attraverso lo sport. Il Salto Triplo che ti proponiamo è anche un ingaggio culturale, perché la rivoluzione di questi ultimi anni è la creazione di un terreno comune tra sport e terzo settore, una fusione di aspirazioni, valori, impegno sociale. Segni e parole che ti prendono per mano e ti accompagnano in un viaggio che è ricerca di significato, trasversale come è lo sport. Qualche fatto come spunto e una girandola composita di appuntamenti che vivremo in questo 2026, dall’ottantesimo della Repubblica a Vivicittà, dalle attività ai tanti progetti nazionali Uisp che parlano in diretta di salute, sostenibilità ambientale, diritti, educazione, parità di genere e parità di opportunità per tutti e per tutte.
Un percorso nuovo scandito dal tempo, un salto triplo fatto di creatività, fantasia, libertà di espressione. Si sta insieme, si creano relazioni solidali, si crede in qualcosa che si costruisce partecipando, giorno dopo giorno. L’Uisp la chiama transizione sportiva, un approdo culturale e una strategia associativa. Perché lo sport sociale e per tutti è agente di cambiamento sociale, una lanterna, un’avventura di nuovo conio attraverso la quale leggere la realtà nella quale viviamo. Si chiama attivismo civico, partecipazione, libertà. Essere movimento ed essere in movimento".