Nazionale

Il gruppo Crc esprime dissenso per l'uscita dall'ENOC

Preoccupazione per la decisione dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Il commento di Tiziano Pesce, presidente Uisp

 

Il Gruppo CRC, network composto da oltre 100 associazioni che da 25 anni monitora l’attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, esprime preoccupazione e forte dissenso relativamente alla decisione dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA) di uscire dall’ENOC - European network of ombudspersons for children. ENOC è stata fondata nel 1997, ed oggi aderiscono alla rete 44 istituzioni indipendenti di 34 Paesi membri del Consiglio d'Europa, 22 dei quali dell'UE, con l'obiettivo di facilitare l'applicazione dei diritti e dei principi della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (CRC).  

Abbandonare un coordinamento transnazionale di questo tipo è una scelta grave che rischia di isolare l'Autorità garante italiana dal confronto europeo e rappresenta un arretramento rispetto al percorso di rafforzamento della cultura dei diritti che il Gruppo CRC ha contribuito a promuovere in questi anni chiedendo, tra l’altro, proprio l’approvazione di una legge che prevedesse anche in Italia un’Autorità indipendente per la tutela dei diritti dell’infanzia.

La scelta è stata motivata dalla mancata pubblicazione di una dissenting opinion sullo statement annuale della rete ENOC, approvato a maggioranza, dedicato quest’anno ai diritti dei bambini e dei ragazzi LGBTQIA+. Tale scelta appare sproporzionata, considerando che il dissenso può essere espresso, anche pubblicamente, attraverso altri strumenti, mantenendo aperto il confronto all'interno della rete.

“I diritti delle bambine, dei bambini e degli adolescenti non possono essere terreno di divisione - afferma Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp - La decisione della Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, Marina Terragni, di abbandonare l'ENOC, la rete europea dei garanti per l'infanzia, desta forte preoccupazione. Il dissenso è legittimo, anche quando riguarda questioni complesse e delicate. Ma crediamo che proprio in questi casi il confronto debba essere rafforzato, non interrotto. Le istituzioni di garanzia hanno una responsabilità che va oltre le singole posizioni: tutelare i diritti di tutte e tutti, senza distinzioni, e contribuire alla costruzione di risposte condivise. Contrastare ogni forma di discriminazione, bullismo, esclusione e violenza nei confronti delle giovani persone LGBTQIA+ non è una questione ideologica. È una questione di diritti, di dignità, di rispetto delle persone. E riguarda la qualità della nostra democrazia. Come Uisp, ogni giorno, attraverso lo sport sociale, per tutti e per tutte, lavoriamo per costruire luoghi di incontro, di partecipazione, di educazione alle differenze. Sappiamo quanto sia importante che ogni bambina, bambino e adolescente possa sentirsi accolto, riconosciuto e libero di essere sé stesso, senza paura di essere giudicato o discriminato. Per questo consideriamo particolarmente importante che l'Italia continui a partecipare pienamente alle sedi europee di confronto e cooperazione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. La tutela dei diritti non si rafforza abbandonando i luoghi del dialogo. Si rafforza attraverso il confronto, l'ascolto e la responsabilità. È questo il principio che dovrebbe guidare chiunque sia chiamato a rappresentare e difendere l'interesse superiore delle nuove generazioni”.

La decisione solleva inoltre interrogativi considerando anche il coinvolgimento dei ragazzi e ragazze della Consulta nazionale dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza che proprio lo scorso luglio hanno partecipato a Dublino all’edizione 2026 del Forum Enya (European network of young advisors), sul tema Let’s talk young, let’s talk about the rights of LGBTQIA+ young people. L’iniziativa era promossa dall’ENOC e nei mesi precedenti il Forum i ragazzi e ragazze dei dieci paesi coinvolti nel progetto hanno approfondito in una serie di incontri il tema annuale scelto dall’Enoc per il 2026. Si sono incontrati quindi a Dublino per adottare una serie di raccomandazioni comuni da presentare ai garanti della Rete in occasione della Conferenza annuale e Assemblea generale. Il Gruppo CRC ritiene fondamentale che le raccomandazioni elaborate dalle ragazze e dai ragazzi trovino pieno ascolto, in coerenza con l'articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

Il Gruppo CRC evidenzia infine che proprio in questo momento storico le politiche di promozione, partecipazione, e inclusione vadano supportate e che le occasioni di confronto in seno all’ENOC rappresentino un patrimonio di relazioni, conoscenze ed esperienze condivise, che contribuisce a rafforzare il ruolo delle autorità indipendenti e a promuovere l'attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

Il Gruppo CRC[1] invita pertanto l’Autorità Garante a rivedere la propria decisione e restare nella rete ENOC.

[1] Le associazioni del Gruppo CRC sono elencate a questo link. Ai.Bi. ETS non aderisce non volendo esprimere giudizi nel merito del caso specifico, ma condivide l'importanza della partecipazione di AGIA all’ENOC.