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Il nuoto artistico rompe gli stereotipi: la storia di Francesco

Il giovane vincitore del Campionato Uisp, intervistato dal Secolo XIX, dimostra che il nuoto artistico non ha etichette

 

Da sempre il nuoto artistico viene associato prevalentemente al mondo femminile. Tuttavia, questa percezione non è assoluta e, negli ultimi anni, qualcosa sta cambiando: Francesco Granai, giovane atleta di Genova, ne è la prova perché con passione e impegno sta costruendo il suo percorso, superando stereotipi e pregiudizi. A soli 15 anni, il giovane sportivo genovese ha già vinto un Campionato nazionale Uisp e continua ad inseguire i suoi sogni in acqua, dimostrando che il nuoto artistico può essere davvero uno sport per chiunque abbia la passione. Un traguardo importante in uno sport dove i ragazzi sono ancora pochi, ma che lui pratica con entusiasmo e determinazione.“Il mio principale punto di riferimento è Giorgio Minisini, pioniere del nuoto artistico italiano - afferma Francesco Granai, in un'intervista pubblicata lunedì 23 marzo da Il Secolo XIX - che, con le sue 10 medaglie ai mondiali (e, di queste 4 d’oro) e 9 medaglie europee, ha mostrato a tutti che questo sport appartiene a chiunque, senza distinzioni, e il mio obiettivo è percorrere la sua stessa strada”.

La sua storia inizia quasi per caso a Begato, suo luogo nativo, e prosegue nella piscina Lago Figoi, a Borzoli, con la squadra dei Nuotatori Rivarolesi. Da sempre amante dell’acqua, Francesco si è avvicinato al mondo del nuoto casualmente, durante una lezione, però, gli allenatori si accorgono di una sua qualità speciale: riesce a nuotare in apnea con grande facilità. Da lì l’inizio di un percorso guidato dal talento e dalla determinazione, nonostante la  giovane età: “Sa nuotare da sempre - aggiunge Cristina Degola, mamma della giovane promessa - infatti gli allenatori hanno notato sin dal primo momento il suo talento innato”. 

Oggi Francesco si allena con impegno anche grazie alll’affiancamento della coordinatrice Yaela Carboni, che ha ben 50 atlete nel suo team di nuoto artistico e Francesco è l’unico ragazzo nella sua squadra. Ma questo non lo fa sentire diverso: in acqua si sente semplicemente nel posto giusto. “Siamo davvero felici di avere Francesco con noi - sottolinea Yaela Carboni - È motivo di orgoglio a prescindere dai risultati, che nel suo caso sono comunque evidenti. In Liguria, i ragazzi che praticano nuoto artistico sono pochissimi, si contano sulle dita di una mano. Questo è un peccato: la danza è considerata universale, aperta sia agli uomini che alle donne, mentre in acqua questo principio fatica ancora ad affermarsi. Perché gli uomini nel nuoto artistico sono così rari? Perché persistono ancora certi stereotipi? Insieme a noi, Francesco porta avanti e racconta una realtà diversa”. 

Non sempre è facile conciliare scuola e allenamenti, ma la passione lo aiuta a trovare il giusto equilibrio. Anche a scuola si sente sereno: i compagni lo rispettano e lo sostengono, senza pregiudizi. Infatti, “non è sempre semplice - racconta Francesco - ma la passione per quello che faccio mi spinge a trovare ogni volta il giusto equilibrio tra studio e sport, cercando di dare il massimo. Sul piano relazionale, affronto l’argomento con tranquillità e ogni tanto, in modo ironico, mi piace sottolineare le mie vittorie. Sono soddisfatto, e lo devo anche alle mie allenatrici, alla squadra e a tutte le compagne del nuoto artistico”. Nella sua quotidianità Francesco è supportato dalla sua famiglia, che lo incoraggia giornalmente ed è testimone di tutti i suoi successi. 

I pregiudizi, seppur lentamente, stanno lasciando spazio a una visione più aperta. Nonostante la presenza maschile nel nuoto artistico resti limitata, esempi come quello di Francesco aiutano ad adottare un nuovo modo di pensare da parte della comunità. (A cura di Elena Del Grosso)