E' disponibile da oggi il nuovo numero di AtleticaUisp, la rivista on line della Lega nazionale atletica leggera Uisp. L'editoriale di Donatella Vassallo è un invito a fare sport a testa alta con gli occhi aperti sulla strada, sul paesaggio, sulla società: "Raccontano che Salvatore Antibo, durante i suoi allenamenti lungo l’Addaura, il lungomare di Palermo, accusasse, ogni tanto, segni di stanchezza. 'Totò, talìa ’u mari', lo incitava l’allenatore Gaspare Polizzi. Non 'Vai Totò, spingi, che ti passa', ma 'Talìa ’u mari'. Urge precisare per i non siciliani cosa sia il 'talìare': ben più che il semplice guardare, 'la talìata' è lo sguardo predatorio dell’uomo sulla donna, 'la mala talìata' è la reazione offesa o sospettosa di chi si ritiene vittima di un torto. È un guardare oltre, attraverso, è il 'perspicere' dei latini. 'Talìa ’u mari' significava per Antibo: 'Non ti fermare a questo momento, non pensare ai tuoi piedi, alla fatica delle gambe, alza lo sguardo e osserva l’orizzonte. Cosa c’è oltre quella linea?'. E, forse lì, il mare faceva il suo miracolo: Totò vi disegnava, come arabeschi, le sue prossime vittorie.
Ci vogliono forse più giorni come questi, di quando ti sembra basti osservare il mare, sentirne il rumore, per sollevarti da un presente troppo impastoiato di passato. L’ho pensato al ritiro degli atleti della nazionale di mezzofondo presso Riva degli Etruschi, ascoltando le speranze di Elena Romagnolo, Agnes Tschurtschenthaler, Silvia Weisstneir, Andrea Lalli, Stefano La Rosa, Christian Obrist e Giordano Benedetti per i loro prossimi appuntamenti: Europei, Olimpiadi, chissà… Tutti proiettati verso un futuro, più o meno prossimo, di cui vorrebbero essere protagonisti. Trentenni, o giù di lì, coetanei degli indignados, dei bamboccioni, di quella generazione che, per la prima volta nella storia, vive come un miraggio i privilegi dei genitori: un lavoro stabile, una famiglia, una casa, la sicurezza economica. L’età, sì, l’età, quella che esiste solo nella testa, però poi se ti ritrovi nato dopo gli anni ’70, ti sembra faccia la differenza rispetto a chi ti ha preceduto di solo qualche anno. O forse no… Perché poi, ogni tanto, la ruota inverte il suo corso: le maratonete Valeria Straneo ed Eliana Patelli mi hanno insegnato che la stagione d’oro agonistica può arrivare anche a 32 o 35 anni. Allora forse è vero che il destino non è scritto una volta per sempre, che ogni giorno possiamo essere gli artisti delle nostre vite, afferrare la nostra bacchetta magica e disegnare i nostri progetti oltre l’orizzonte, anche se questo ci sembra adesso avvolto nella nebbia. Anche se quello che era vero prima non lo è “più adesso. Iniziando magari a pensare non in termini di 'meglio o peggio di' ma di 'diverso da'. Il mare di oggi non è meglio o peggio di quello di ieri, è solo diverso. La bonaccia è meglio o peggio di un fortunale? Bisognerà aguzzare lo sguardo per trovare delle risposte, ognuno la propria. E quando ci sembrerà di non averne, 'talìamu ’u mari', così, per il puro gusto di farlo…". (di Donatella Vassallo)
Per scaricare la rivista in formato pdf clicca qui