Nazionale

"La via maestra": manifestazione a Roma il 7 ottobre

Parteciperà anche l'Uisp insieme ad altre 100 associazioni del terzo settore: lavoro, welfare e difesa della Costituzione

 

Una grande manifestazione nazionale a Roma per il lavoro, contro la precarietà, per la difesa e l'attuazione della Costituzione. È "La Via Maestra. Insieme per la Costituzione", la mobilitazione lanciata da più di 100 associazioni e reti, che a loro volta raccolgono tantissime realtà della società civile, tra cui anche la Cgil, per sabato 7 ottobre nella capitale. Ci sarà anche l'Uisp, insieme a Acli, Arci, Legambiente, Auser, Greenpeace, Cittadinanzattiva, Gruppo Abele  e molte altre. Diritto al lavoro, diritto alla salute, diritto all’istruzione, ad un ambiente sano e sicuro, contrasto alla povertà, una politica di pace: sono questi i cardini del modello sociale e di sviluppo che per le associazioni deve essere promosso. 

La manifestazione di sabato 7 ottobre a Roma partirà alle ore 13.30 da piazza della Repubblica ed arriverà a piazza San Giovanni dove si terranno interventi di rappresentanti delle associazioni, degli studenti e del sindacato. Per chi vuole partecipare con le bandiere e gli striscioni Uisp, l’appuntamento è alle ore 13.30 davanti all’Ufficio postale di via delle Terme di Diocleziano (davanti ai chioschi che vendono i libri).

L’Uisp parteciperà per difendere la Carta costituzionale e per la sua attuazione. Anche in considerazione del fatto che dal 20 settembre anche l’attività sportiva è entrata in Costituzione: sport come diritto universale di cittadinanza, sempre più di matrice europea, presidio di democrazia e bisognoso delle giuste tutele pubbliche Quella di sabato 7 ottobre è la seconda tappa di questo percorso, iniziato lo scorso 24 giugno con la manifestazione nazionale in difesa del diritto alla salute e del Servizio sanitario nazionale, pubblico e universale.

L’Uisp arriva all’appuntamento del 7 ottobre avendo in questi ultimi mesi  rafforzato l’impegno in rete con tante altre organizzazioni di terzo settore, attraverso tante iniziative comuni su temi sociali, economici, ambientali, della pace, dell’istruzione, dei diritti. Ambiti su cui la Costituzione è messa a dura prova e su cui abbiamo condiviso il bisogno, ciascuno nella propria soggettività, di dare vita a momenti collettivi di confronto e approfondimento per un nuovo modello di sviluppo e società.


Ed è proprio sull’asse dei diritti, delle persone al centro, che si declina il percorso associativo dell’Uisp, da 75 anni, sempre al fianco dei valori della Costituzione, attraverso la promozione sportiva e sociale, lo strumento dello sport di base e per tutti, l’attività fisica, fattori importantissimi di educazione, di prevenzione primaria e promozione della salute. Fattori di welfare comunitario, con il loro portato di valori di civiltà: accoglienza, integrazione, valorizzazione delle diversità, contrasto all'esclusione e all'emarginazione. Questi sono per l’Uisp punti fondamentali su cui declinare uno specifico sostegno alla mobilitazione per difendere la Costituzione, per difendere i cardini del nostro vivere civile, da Nord a Sud del nostro Paese.

Per le adesioni: adesioni7ottobre@collettiva.it

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La mobilitazione rivendica il diritto al lavoro stabile, libero, di qualità, fulcro di un modello di sviluppo sostenibile fondato su nuove politiche industriali. Per i firmatari occorre contrastare la precarietà dilagante, il lavoro povero e sfruttato, nel contempo aumentare i salari (rinnovando i contratti) e le pensioni, oltre a superare la legge Fornero. È il momento di introdurre il salario minimo, dare valore generale ai contratti, approvare la legge sulla rappresentanza, strumenti essenziali per contrastare i contratti pirata.

Essenziale è assicurare il diritto alla salute e un servizio sanitario nazionale e un sistema socio-sanitario che sia pubblico, solidale e universale, cui garantire le necessarie risorse economiche, umane e organizzative, per contrastare il continuo indebolimento della sanità pubblica.

Tra le richieste delle associazioni, la necessità di recuperare i divari nell’assistenza effettivamente erogata, a partire da quella territoriale, e di valorizzare il lavoro di cura. Occorre poi investire sul personale con un piano straordinario pluriennale di assunzioni che vada oltre le stabilizzazioni e il turn-over, superi la precarietà e valorizzi le professionalità, sostenendo le persone non autosufficienti, tutelando la salute e sicurezza sul lavoro, rilanciando il ruolo della prevenzione. Solo così si garantisce la piena applicazione dell’articolo 32 della Costituzione.

Ancora, si legge nell'appello, le organizzazioni della società civile scendono in piazza per il diritto all’istruzione, dall’infanzia ai più alti gradi, e alla formazione permanente e continua, perché il diritto all’apprendimento sia garantito a tutti e per l'intero arco della vita. Il contrasto alla povertà e alle diseguaglianze e la promozione della giustizia sociale sono un altro punto centrale, insieme al diritto all’abitare e a un reddito per una vita dignitosa. Il governo va in un'altra direzione e cancella il Reddito di cittadinanza, lasciando tante persone senza alcun sostegno

Nell'appello La Via Maestra, spazio anche al diritto a un ambiente sano e sicuro, in cui vengono tutelati acqua, suolo, biodiversità ed ecosistemi. Per questo è grave aver tolto dal Pnrr le risorse sul dissesto idrogeologico, tanto più a fronte delle alluvioni che hanno colpito alcune regioni del Paese e di una crisi climatica che va affrontata con una transizione ecologica fondata sulla difesa e la valorizzazione del lavoro e di un’economia rinnovata e sostenibile.

E ancora: una politica di pace intesa come ripudio della guerra, con la costruzione di un sistema di difesa integrato con la dimensione civile e nonviolenta.

Redistribuzione delle risorse
Questi diritti, prosegue il testo, si garantiscono solo attraverso una redistribuzione delle risorse e della ricchezza che chieda di più a chi ha di più, per garantire a tutti un sistema di welfare pubblico e universalistico, che protegga e liberi dai bisogni. A cominciare da una riforma fiscale basata sui principi di equità, generalità e progressività, che sono oggi negati tanto da interventi regressivi, come ad esempio la flat tax, quanto da un'evasione fiscale sempre più insostenibile.

Inoltre, giustizia sociale e giustizia ambientale e climatica devono andare di pari passo nella costruzione di un modello sociale che sia “nell’interesse delle future generazioni”, come recita l’articolo 9 della nostra Costituzione.

Oggi però il modello sociale fondato su uguaglianza, solidarietà, accoglienza e partecipazione viene messo in discussione dal governo. Le note più preoccupanti riguardano l’autonomia differenziata, rilanciata con il ddl Calderoli, che "porterà alla definitiva disarticolazione di un sistema unitario di diritti e di politiche pubbliche volte a promuovere lo sviluppo di tutti i territori".

Inoltre, il superamento del modello di Repubblica parlamentare attraverso l’elezione diretta del capo dell’esecutivo (presidenzialismo, semi-presidenzialismo o premierato che sia) ridurrà ulteriormente gli spazi di democrazia, partecipazione e mediazione istituzionale, politica e sociale, rompendo irrimediabilmente l’equilibrio tra rappresentanza e governabilità.

Per contrastare la deriva in corso - conclude l'appello - e riaffermare la necessità di un modello sociale e di sviluppo che riparta dall’attuazione della Costituzione, non dal suo stravolgimento, ci impegniamo in un percorso di confronto, iniziativa e mobilitazione comune che, a partire dai territori e nel pieno rispetto delle prerogative di ciascuno, rimetta al centro la necessità di garantire a tutte le persone e in tutto il Paese i diritti fondamentali e di salvaguardare la centralità del Parlamento contro ogni deriva di natura plebiscitaria fondata sull’uomo o sulla donna soli al comando, Appuntamento quindi sabato 7 ottobre in piazza a Roma.

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