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L’esperienza del Consorzio Spin agli SportsDays

Spin Sport Insieme o, in forma abbreviata, Consorzio SPIN è un ente nato dalla collaborazione tra due banche (Banca Prossima e Intesa Sanpaolo) e sette enti di promozione sportiva tra cui l’Uisp. Obiettivi del consorzio sono: promuovere la nascita di nuovi soggetti in grado di realizzare e gestire impianti sportivi “standard”, supportare chi già opera nello sport nella valutazione dei progetti di riqualificazione ed espansione delle attività e agevolare la costruzione di impianti sostenibili nel tempo, commisurati ai bisogni della comunità e pienamente accessibili a tutti. SPIN cerca di veicolare una nuova idea di sport, aperto a tutti, quindi perfettamente in linea con i valori dell’Uisp.
L’esperienza Spin è stata presentata in un workshop durante la seconda giornata gli SportsDays. Francesco Perrotta, presidente Consorzio: “Spin nasce con l’obiettivo di far incontrare domanda e offerta di credito nello sport. Nasce per supportare lo sport di base con finanziamenti in tutta Italia che vanno da 35.000 euro a 2/3 milioni di euro”. Uno degli strumenti cardine del Consorzio Spin  è il sito (www.consorziospin.com) che permette agli utenti di inoltrare rapidamente la propria richiesta di finanziamento accorciando i tempi e saltando inutili passaggi burocratici. All’interno del Consorzio è presente un Comitato tecnico individuato dai soci e uno Spin team che valuta, corregge e approva le proposte. Fino ad oggi 46 sono state le pratiche di finanziamento attuate da Spin. Inoltre un rilevante progetto di finanziamento, in via di elaborazione, riguarda una piscina nel centro di Milano, impianto che risale al ventennio fascista, ad oggi in via di decadenza. Il Comune di Milano non ha soldi da investire in una ristrutturazione che richiede oltre tre miliardi di finanziamento, progetto che sarà ora possibile grazie all’intervento del Consorzio Spin.
La maggior parte di questi finanziamenti sono sostenuti da Banca Prossima, branca del Gruppo Intesa San Paolo, che si occupa di investimenti nel Terzo Settore. Marco Morganti, amministratore delegato di Banca Prossima, è convinto di questa scommessa: “Prima era solo una supposizione, ma questi anni di lavoro ci hanno dato la consapevolezza che con il Terzo Settore le banche, se lavorano adeguatamente, possono lavorare bene. L’esperienza di Banca Prossima è quasi una sfida agli altri istituti bancari che non sostengono lo sport”. Gli investimenti di Banca Prossima hanno riguardato il nord come il sud con percentuali ovviamente diverse che rispecchiano, in fondo, il divario nell’associazionismo sportivo tra Italia settentrionale e meridionale. “La sostenibilità del mondo sportivo di base - continua Morganti - poggia su quattro pilastri che ne sono la garanzia: il lavoro basato su bisogni primari, la possibilità di accogliere la gratuità del lavoro da parte di volontari di cui altre realtà non dispongono, l’impossibilità di delocalizzare questi servizi e, infine, un’economia fatta da gente perbene”. Purtroppo, i sempre maggiori interventi di enti privati e no profit in ambito sociale hanno come rovescio della medaglia il rischio che lo Stato si esima totalmente da suoi compiti vedendo che la società civile riesce ad organizzarsi da sé.
L’architetto Mauro Schiavone del Comitato tecnico del Consorzio Spin ed esponente di Libertas, fa parte dello Spin team che valuta i progetti presentati e cerca di accelerare dal punto di vista tecnico le analisi delle pratiche. Schiavone punta l’attenzione sulle due attuali proposte di legge in ambito sportivo. Affiancata alla legge sugli stadi, Schiavone parla della proposta di legge riguardante i finanziamenti per la  ristrutturazione degli impianti. Da un indagine svolta, degli oltre 148.000 impianti presenti in Italia circa 100.000 non sono a norma, vale a dire non ha il parere favorevole delle autorità. “Se la ristrutturazione di questi impianti fosse affidata alle piccole e medie imprese – sostiene Schiavone - potrebbe essere un fondamentale punto di svolta per le imprese stesse, per l’economia italiana e per gli sportivi che avrebbero finalmente a disposizione strutture adeguate”.

Antonella Totaro