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L’Europa, l'Uisp e il valore sociale dello sport. Parla T.Pesce

Una vita migliore, in un mondo migliore. Il presidente Uisp al convegno Next e le anticipazioni sul progetto Sportpertutti. Appuntamento il 30 giugno a Roma  

  

Lo sport sociale e per tutti chiama l’Europa, per una vita migliore, in un mondo migliore. Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp, interviene al convegno di chiusura del progetto Next, che si è tenuto a Roma mercoledi scorso. Obiettivo: puntare sulle esperienze europee dello sport di prossimità come al miglior investimento per le comunità territoriali e per i giovani, per guardare al post-pandemia Covid-19 con fiducia.

La visione di Pesce e dell’Uisp sono di stampo europeo, puntano sulla coprogrammazione e coprogettazione tra istituzioni e terzo settore e lanciano il prossimo appuntamento che l’Uisp nazionale terrà a Roma, il prossimo 30 giugno, per presentare il progetto europeo “Sportpertutti”, con il Cese-Comitato Economico e Sociale Europeo e con eurodeputati, Anci, rappresentanti del mondo sportivo e del terzo settore. Per attivare una vasta rete di collaborazioni e iniziative sul territorio e  per sostenere l’accessibilità all’attività sportiva e per valorizzare il ruolo dello sport nel processo di riattivazione socio-economica post Covid-19. L’incontro pubblico si terrà presso la sede dell’Ufficio italiano del Parlamento Europeo a Roma, a partire dalle ore 10, via IV novembre 149.

“Promuovere la buona salute per tutti e per tutte le fasce d’età attraverso la cultura del movimento, secondo le abilità di ciascuno, è l’obiettivo che la Uisp persegue da tempo – ha detto il presidente nazionale Uisp intervenendo al convegno finale del progetto Next -  nel coniugare attività fisica, educazione, ambiente, benessere e diritti di cittadinanza. Gli italiani sono, ancora oggi, tra i più sedentari in Europa, con un divario molto largo tra nord e sud del continente”. 

“L’Europa da tempo sottolinea che l’attività fisica genera infatti relazioni positive ed è fattore di coesione ed ecosostenibilità. La Uisp, che promuove lo sport sociale e per tutti, mette a disposizione la propria storia, la propria conoscenza e competenza per affermare nella società una nuova cultura di sani e attivi stili di vita. Per farlo però occorre non sentirsi mai autosufficienti, occorre rifuggire dall’autoreferenzialità e promuovere un grande e fondamentale gioco di squadra”.

“Per riuscirci ed essere efficaci abbiamo bisogno di farlo con iniziative intersettoriali che coinvolgono le reti sociali che sono una ricchezza dell’Italia nel rapporto sussidiario con le politiche pubbliche” 

“Nelle Linee d’indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età, la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute ha riconosciuto alla Uisp, unico tra tutti gli Enti di Promozione Sportiva, un ruolo di “facilitatore” nella costruzione delle reti e delle alleanze con diversi soggetti al fine di favorire politiche di inclusione sociale, interventi ed azioni di comunità, in una logica di sistema nell’ambito delle strategie di promozione della salute. E prosegue affermando che “in linea con la vision del Piano Nazionale della Prevenzione, l’Uisp persegue l’affermazione dei diritti di cittadinanza ed il contrasto alle disuguaglianze e, attraverso la stipula di protocolli d’intesa con numerose Regioni, contribuisce quale partner qualificato allo sviluppo dei Piani regionali della prevenzione”. 

“Dopo il lungo periodo della pandemia, che ha determinato un grave impatto su tutta la filiera dello sport e dell’associazionismo sportivo di base in particolare con conseguente chiusura di molte realtà, è necessario un approccio strategico per rilanciare e valorizzare il ruolo dello sport e dell'attività fisica nella costruzione di una società più resiliente e sostenibile. Una tale scelta va collocata all'interno del più ampio processo di ripresa economica e sociale, provando a individuare obiettivi per rafforzare la capacità di reazione del settore dello sport alle crisi che sempre più frequentemente ci affliggono.

L’emergenza sanitaria da covid-19 ha messo a fuoco quanto sia necessario riprogrammare politiche e interventi di welfare di prossimità, di quartiere, per garantire servizi di vicinanza quali risposte alle fragilità sociali, alle vulnerabilità, alle solitudini e alle marginalità territoriali. Le politiche pubbliche devono pertanto rimettere al centro il valore della persona se vogliamo trarre un insegnamento dalle diverse crisi, sanitarie, belliche, sociali, economiche, alimentari che ci affliggono in questo complicato momento storico”. 

“Lo sport e l’attività fisica rappresentano uno straordinario fattore di attenzione particolare alla persona, al suo benessere, alla sua salute. Per tale motivo dovranno essere integrati nelle strategie di sviluppo economico e sociale dell’Italia e dell’Unione Europea, intrecciando legami intersettoriali più ampi, in particolare con la salute pubblica, l’istruzione e l’inclusione sociale. Altrettanto sarà importante favorire il dialogo sociale sul tema del benessere e dell’attività fisica sul posto di lavoro, coinvolgendo le parti sociali e per rilanciare nuove forme di welfare aziendale.  Nel rapporto con la scuola, un altro settore che ha registrato problematiche considerevoli durante l’emergenza pandemica, con conseguenze psicofisiche su una buona parte degli adolescenti, si avverte il chiaro bisogno di riprendere l’insegnamento per ciò che riguarda l’alfabetizzazione motoria, capovolgendo però il paradigma. Ovvero rilanciando l’educazione del corpo, secondo una prospettiva di gioco, divertimento e multidisciplinarietà dalle scuole dell’infanzia alle secondarie di primo grado”.

“È indubbio che nella propria dimensione sociale, lo sport è caratterizzato dalla capacità di interagire con un’ampia gamma di gruppi sociali, colmare le differenze e riunire le comunità locali, nonché coinvolgere i gruppi sociali fragili e vulnerabili nella vita della comunità. Progetti sportivi come NEXT possono contribuire a generare rivitalizzazione sociale in aree territoriali caratterizzate da "svantaggi" come le periferie urbane, le aree rurali ed interne delle regioni europee”.

“Tuttavia, nonostante il fatto che in tutte le principali strategie sovranazionali (Agenda 2030; Politica di coesione 2021-2027; Piano d'Azione globale OMS sull'attività fisica per gli anni 2018-2030) lo sport venga identificato come uno strumento prioritario per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo, sostenibilità e coesione, purtroppo è rilevabile che in molti Stati membri tale approccio non sia stato ancora del tutto recepito, relegando, in molti casi, l'attività e la pratica sportiva ancora ad una funzione ludica e ricreativa”.  

“Il salto qualitativo verso il quale le politiche pubbliche in Italia dovranno tendere è quello di superare l’approccio strumentale dello ‘sport’ a sostegno di politiche che integrano quelle sociali e introducono innovazioni nella pratica del lavoro sociale. Il significato sociale e le rappresentazioni culturali della pratica sportiva e dell’attività fisica aprono anche alla ridefinizione del senso delle politiche sociali e dei confini della cittadinanza sociale, su scala nazionale ed europea. Attraverso l’attività sportiva, infatti, è possibile assumere una prospettiva che mira alla creazione delle condizioni che generano un miglioramento della qualità della vita: non solo per fronteggiare situazioni di bisogno, ma anche per promuovere il benessere quotidiano del cittadino.

Si tratta di politiche per la vita che adottano la logica generativa di opportunità per il miglioramento delle condizioni di vita alla quale, tra l’altro, i cittadini italiani ed europei sono sempre più sensibili”. 

“Ciò a partire proprio dalla promozione di corretti stili di vita, nell’accezione indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, anche attraverso azioni di contrasto alla sedentarietà, campagne di educazione alimentare, creazione di opportunità per vivere in modo attivo l’età giovanile, quella adulta e anche l’età anziana o la condizione di disabilità, come risorsa per l’intera comunità e non già come destinatari di attività o supporti meramente assistenziali”. 

“La recente ricerca "Il costo sociale e sanitario della sedentarietà", realizzata da Uisp e Svimez (dal dicembre 2020  al  settembre 2021), con il sostegno di Sport e Salute SpA, ha evidenziato la netta correlazione tra i fenomeni dell’attività fisica e della sedentarietà rispetto alle condizioni di offerta e domanda delle diverse regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno, e ne ha stimatol’impatto economico sul Sistema Sanitario Nazionale. Risultati da considerare in stretta attinenza al percorso del progetto NEXT. Quasi la metà dei cittadini del Sud Italia non pratica alcuno sport, contro il 30% nel Centro Nord. Per di più appena il 20% delle persone nel Sud fa sport in modo continuativo. Le conseguenze di questo stato di cose sono evidenti: il 12,08% degli adulti meridionali è obeso rispetto a circa il 10% del Centro Nord, quasi un minore su 3 nella fascia tra i 6 e i 17 anni è in sovrappeso nel meridione, rispetto ad un ragazzo su cinque nel Centro Nord”.

“Quello della Uisp, Ente di Promozione sportiva e Associazione di promozione sociale Rete associativa nazionale, si declina ogni giorno - ha concluso Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp -convintamente, nei percorsi avviati, nazionali e sovranazionali, di advocacy con le istituzioni ai vari livelli, il sistema sportivo, le reti sociali del terzo settore e dei network internazionali, a partire da ISCA ed EPSI. Coerentemente con la propria mission, l’Uisp, insieme al Forum del Terzo settore ha avviato l’iter per la definizione di un parere d’iniziativa del CESE – Comitato Economico Sociale Europeo, adottato il 24 marzo scorso nel corso della 568a sessione plenaria, attraverso il quale si sollecita l’Unione Europea a rendere più visibile ed incisiva la politica comunitaria in materia di sport e attività fisica, includendo, tra l’altro, il tasso di deprivazione sportiva nell’elenco degli indici Eurostat per misurare la deprivazione materiale”.

L’impegno dell’Uisp nell’affermazione del valore sociale dello sport in chiave italiana ed europea proseguirà con l’iniziativa pubblica del 30 giugno a Roma, nella quale l’Uisp presenterà il nuovo progetto Sportpertutti, che coinvolgerà molti Comitati territoriali e regionali Uisp e decine di città italiane, verranno presentati anche tutti gli aspetti e i riflessi di questo parere del Cese, insieme al suo membro italiano Pietro Barbieri. Insieme a lui e al presidente Uisp Tiziano Pesce, ci saranno eurodeputati, Anci-Associazione Italiana Comuni d’Italia, rappresentanti del mondo sportivo e del terzo settore.

Appuntamento a giovedì 30 giugno 2022 dalle ore 10 presso lo Sala delle Bandiere, via IV novembre 149, presso la sede dell’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo. (a cura di I.M.)

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