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Liberi dal doping: l'Uisp interviene al convegno dell'ISS

 

Ci sarà anche l'Uisp giovedì 17 maggio, a Roma (Aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità) al convegno nazionale “La tutela della salute nelle attività sportive e la lotta al doping”, organizzato dal Ministero della salute-Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive. Tra i relatori dell’ambito scientifico e sportivo di rilievo nazionale, interverrà Daniela Rossi, responsabile nazionale Ufficio progetti Uisp.

“Contrastare ogni forma di inquinamento farmacologico e di doping nello sport - afferma la Rossi - è stato e sarà uno degli obiettivi prioritari dell’Uisp, con la consapevolezza che il fenomeno non riguarda esclusivamente lo sport di vertice, ma anche quello amatoriale, senza distinzioni di età. Per questo, a partire dal 1998, abbiamo promosso una serie di campagne informative e di sensibilizzazione su questi temi, rivolte da una parte agli studenti delle scuole e dall’altra al corpo associativo e in particolare agli educatori, operatori, tecnici, allenatori, dirigenti”.

 

Sono diversi i progetti sul tema del contrasto al doping già messi in campo dall’Uisp, partendo da “Siamo sportivi, giochiamo pulito” del 1998, con la produzione di materiali informativi rivolti ai ragazzi, agli insegnanti e ai genitori e l’organizzazione di incontri nelle scuole, seguito da “Dracula non beve doping”, 2002, finanziato dalla Commissione Europea e “La Uisp e i giovani”, 2003, finanziato dal Ministero del lavoro nell’ambito della legge 383/2000. nel 2004 è il momento di “Primaedoping” rivolto alle scuole medie superiori come “Asinochidoping” del 2006, mentre “Mamma, parliamo di doping”, 2008, e “Sport pulito/Inviati sul campo”, del 2009, sono rivolti ai ragazzi delle scuole medie inferiori. 

“109 scuole hanno inserito i nostri progetti nei loro piani di offerta formativa - continua Daniela Rossi - Il limite delle campagne di sensibilizzazione convenzionali consiste nell’uso di codici comunicativi inadatti. L’Uisp ha introdotto una innovazione di processo disegnando proposte progettuali che dessero centralità ai giovani rendendoli soggetti attivi e protagonisti nella scelta di temi e linguaggi. Il coinvolgimento diretto degli studenti nell’ideazione e realizzazione di campagne basate su codici comunicativi più idonei ai coetanei ha dato vita a laboratori dove i ragazzi, supportati dagli insegnanti e dagli operatori Uisp, hanno realizzato prodotti informativi ricchi di spunti interessanti come video, vignette, giornali di classe, manifesti, striscioni, canzoni, spot, performance teatrali. I temi di questi interventi, pur mantenendo la centralità del fenomeno doping, hanno progressivamente allargato il campo sul tema dell’inquinamento farmacologico e dell’uso e abuso di integratori, per poter influire positivamente anche in termini più generali sulle concezioni dei giovani riguardo al loro benessere psicofisico e, di conseguenza, sui loro stili di vita. Inoltre, gli studenti hanno sottolineato che la sperimentazione ha modificato in termini positivi la loro visione dello sport, perché partendo dall’analisi del fenomeno doping e dell’inquinamento farmacologico ha affrontato aspetti come “lo sport pulito”, la “lealtà”, il “rispetto delle regole e degli altri” in termini nuovi e creativi”.

 

"Il lavoro sviluppato in questi anni - conclude Rossi - nell’area della prevenzione ed educazione ha prodotto risultati positivi e validati. I ragazzi hanno compiuto un percorso di conoscenza costruito in piena autonomia, acquisendo convinzioni e riferimenti valoriali che rimarranno sicuramente un loro patrimonio. Sollecitiamo però le istituzioni socio sanitarie nazionali e locali a non arretrare sul piano degli interventi preventivi nei confronti dei giovani, anche in questa difficile fase economica, ma anzi a rafforzare le strategie di pianificazione degli indirizzi, chiamando tutti gli attori in campo del pubblico, del privato sociale e del privato a concorrere alla definizione di interventi di sistema, per ottimizzare e rendere funzionali agli obiettivi condivisi le competenze e le risorse disponibili”. (F.Se)