Nazionale

Lo sport sociale al servizio del bene comune

La sostenibilità nei patti di collaborazione: l'Uisp al Festival dell'amministrazione condivisa di Assisi. Gli interventi di E. Francini ed E. Balestra

 

C’è un modo diverso di immaginare il futuro delle nostre comunità: si chiama amministrazione condivisa. Non è solo un modello organizzativo o uno strumento tecnico ma un cambio di prospettiva, una modalità differente di guardare il futuro. Significa mettere attorno allo stesso tavolo cittadini, enti del terzo settore, istituzioni pubbliche e soggetti privati per prendersi cura insieme dell’interesse collettivo e dei territori costruendo risposte nuove ai bisogni sociali, basate su fiducia, trasparenza e responsabilità condivisa.

È in questo contesto che l’Uisp ha partecipato al Festival dell’amministrazione condivisa dei beni comuni ad Assisi, che si è svolto dal 26 al 28 marzo, portando il proprio contributo e la propria esperienza sul tema della sostenibilità nei patti di collaborazione. Si tratta di un tema fondamentale: accordi che mettono insieme enti pubblici, organizzazioni no profit, cittadini, organizzazioni private per costruire nuove forme di welfare e di partecipazione attiva.

La partecipazione dell’Uisp è stata significativa anche nei numeri: un’ampia delegazione di dirigenti nazionali ha preso parte ai lavori, distribuendosi nei dieci gruppi tematici previsti dal programma. Un impegno diffuso che testimonia l’attenzione dell’associazione verso questi temi e la volontà di contribuire in modo attivo al dibattito.

“Nel corso del tavolo dedicato alla sostenibilità dei patti di collaborazione è emersa con chiarezza l’importanza di dar vita a vere e proprie alleanze capaci di rafforzare il welfare sociale - racconta Enrica Francini, vicepresidente vicaria Uisp Nazionale e responsabile Dipartimento sostenibilità e risorse - allargando la coprogettazione non solo agli enti pubblici ma anche ai soggetti privati. In questo percorso, non ci soffermiamo solo sul ruolo delle fondazioni, ma anche sul contributo che possono offrire le imprese, ad esempio attraverso il corporate fundraising, ovvero una strategia di raccolta fondi non profit". 

GUARDA LA VIDEO INTERVISTA AD ENRICA FRANCINIE

La vicepresidente Uisp spiega che le attività sportive e sociali che l’Uisp promuove possono, infatti, generare un valore condiviso. Il tema della sostenibilità, quindi, non riguarda soltanto le risorse economiche, ma la capacità di costruire relazioni solide e durature tra soggetti diversi, mettendo in comune obiettivi e responsabilità. A sottolineare il valore del confronto è anche Enrico Balestra, responsabile Dipartimento attività e transizione digitale Uisp, che ha partecipato ai gruppi di lavoro: “L’esperienza del Festival è stata un’occasione preziosa di confronto e scambio. Si tratta di momenti in cui è possibile conoscere ciò che accade in altri territori, raccogliere nuove idee e costruire relazioni con amministratori pubblici ed enti del terzo settore per rendere più solido ed efficace il lavoro quotidiano dell’associazione".  

Tra gli spunti più significativi, Balestra sottolinea l’importanza di un approccio più trasparente e consapevole nei processi di collaborazione. Essere chiari rispetto ai propri bisogni, dichiarare anche le difficoltà e gli interessi in gioco diventa un elemento fondamentale per costruire alleanze autentiche. È proprio nella complementarietà e nella capacità di esplicitare le esigenze che si possono trovare soluzioni efficaci e durature, superando atteggiamenti che talvolta portano a nascondere i problemi invece di affrontarli. “Spesso, per abitudine o per una forma di prudenza - aggiunge Enrico Balestra - si finisce per non dire fino in fondo quali sono le difficoltà reali”. 

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Per l’Uisp, i patti di collaborazione sono una grande opportunità per rafforzare il proprio ruolo nei territori, mettendo lo sport sociale al centro di processi più ampi di inclusione e sviluppo. La sfida è quella di rendere questi patti sempre più sostenibili, non solo dal punto di vista economico, ma anche nella qualità delle relazioni che li sostengonoIn questa prospettiva, l’amministrazione condivisa diventa una pratica concreta, fatta di dialogo, fiducia e responsabilità reciproca. Un percorso che richiede impegno e visione, ma che può aprire nuove strade per costruire comunità più coese e partecipate, in cui ciascun soggetto contribuisce, insieme agli altri, al bene comune. (A cura di Elena Del Grosso

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