Dal successo nella 10 km alla squalifica sfortunata nella gara sui 25 km: la giovane Martina Grimaldi, atleta del Circolo Nuoto Uisp Bologna, ha conosciuto i sentimenti più contrastanti nel corso dei Campionati del mondo di nuoto in Canada. Per fare il punto su questa ricca esperienza di vita e sull'attività del circolo bolognese da cui proviene questa giovane promessa dello sport italiano abbiamo intervistato Mauro Riccucci, presidente del Circolo Nuoto Uisp Bologna.
Ritieni possibile continuare a sviluppare dei talenti senza dimenticare la vocazione allo sportpertutti?
"Possiamo affermare con sicurezza che l'allargamento delle maglie della rete tra i territori come quelli cui accennavo prima insieme allo sviluppo di entrambi i livelli, sia competitivo che amatoriale, siano elementi fondamentali per tutto il movimento sportivo. Le due cose vanno di pari passo: bisogna sviluppare lo sportpertutti per il professionismo e viceversa curare il professionismo per il bene dello sportpertutti. Questo credo contribuisca al bene di tutto lo sport nella nostra regione e non solo. Per fare ciò abbiamo bisogno che anche gli interlocutori più vicini e più lontani crescano e diano un contributo alla sinergia e al collegamento delle diverse realtà. Sinora vedo che questo sta accadendo e da questa constatazione traggo soddisfazione e voglia di continuare. Per quanto riguarda poi la realtà del Circolo Nuoto, c'è bisogno che anche noi ci si metta in discussione di fronte alla crescita ma che al contempo ci siano anche altri attori ad accompagnarci".
Hai parlato della sinergia con altre realtà e del bisogno di accompagnatori in questo cammino di crescita del movimento sportivo. Come giudicheresti la realtà attuale?
"Posso dire che noi siamo in una posizione molto dialettica con la Federazione Italiana Nuoto. Per quanto riguarda il nuoto di fondo c'è uno splendido rapporto con tutto lo staff e con il commissario tecnico, Massimo Giuliani, che proviene dalla Uisp. Trattandosi di uno sport meno 'eclatante' e commerciale, lì c'è infatti una filosofia che si preserva e le cose hanno un senso e una proporzione molto vicini alla nostra. Per quanto riguarda invece lo sport in piscina cerchiamo di mettere insieme le energie e non disperdere i valori che abbiamo. Ma, prendendo in considerazione alcuni ambienti, per il nuoto in vasca questo non è sempre così facile. C'è infatti una corsa continua di molte singole società a sfruttare gli atleti, atteggiamento che non riguarda però la Federazione nel suo complesso. Per quanto riguarda noi, il tentativo è quello di aiutare i nostri atleti con l'inserimento nei corpi militari per tutelarli anche dalle società private che spesso fanno affarismo. Nella Uisp questo processo virtuoso va avanti da anni ma, ripeto, la necessità della rete e del suo sviluppo è l'ulteriore tassello di un mosaico che deve portare noi ad accogliere nell'associazione nuove persone senza che ciò si caratterizzi come qualcosa di antitetico alla nostra origine. Da questi inserimenti, io credo, possiamo trovare forza e stimoli per una crescita generale".
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Di Vittorio Martone, redazione Uisp Emilia Romagna