L’amministrazione condivisa può essere una nuova chiave di interpretazione per promuovere la partecipazione e l’attivazione delle comunità. È uno degli argomenti di riflessione emersi dal Festival dell’amministrazione condivisa dei beni comuni che si è svolto dal 26 al 28 marzo ad Assisi, a cui l’Uisp ha partecipato portando il proprio contributo e la propria esperienza sul tema della sostenibilità nei patti di collaborazione.
La partecipazione dell’Uisp è stata significativa anche nei numeri: un’ampia delegazione di dirigenti nazionali ha preso parte ai lavori, distribuendosi nei dieci gruppi tematici previsti dal programma. Un impegno diffuso che testimonia l’attenzione dell’associazione verso questi temi e la volontà di contribuire in modo attivo al dibattito.
Francesco Turrà, responsabile politiche ambientali Uisp, ha preso parte al gruppo di lavoro dal titolo “La sostenibilità nei patti di collaborazione”, che si è concentrato soprattutto sugli aspetti tecnico-amministrativi e politici della costruzione di un patto di collaborazione, necessari per portare a compimento il percorso. “Si tratta di un tema centrale anche per lo sport perché la maggior parte delle nostre attività utilizza impianti e spazi urbani e questo ci ha dato l'opportunità di confrontarci sulle criticità, le opportunità e l'idea che si ha della gestione dello spazio urbano. Lo scambio ci ha permesso di analizzare a 360° quali sono le problematiche che escono fuori, come si possono affrontare e come ognuno possa fare la propria parte per valorizzare i beni comuni. Quello che è emerso è che il patto funziona quando tutte le parti coinvolte perseguono insieme l'interesse generale, ma che cos’è l'interesse generale? Per la parte politica spesso è quello ottenere un risultato, dare una struttura in gestione o riattivare un servizio, mentre per le associazioni in generale, ma in particolar modo per noi che viviamo dentro questi spazi comuni per fare le nostre attività, l'interesse generale è includere e promuovere il benessere delle persone per la partecipazione della comunità. Quando questi due valori, queste due interpretazioni del valore sono disallineate, ecco che nascono le criticità”.
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Vincenzo Manco, responsabile Centro studi e ricerca Uisp, ha preso parte al gruppo di lavoro su “L’amministrazione condivisa nelle aree interne”: “Il mio gruppo era composto soprattutto da amministratori, sindaci o assessori, ed era guidato dall'Associazione dei Borghi Autentici d'Italia, grazie a cui siamo partiti dai temi della democrazia, agganciando la crisi di partecipazione pubblica, soprattutto nei comuni piccoli, alla difficoltà di trovare candidature per la rappresentanza dei comuni, fino ad arrivare alle esperienze di amministrazione condivisa, di partenariato pubblico-privato. Mi è sembrata molto utile e interessante la riflessione sulla partecipazione, legata alle trasformazioni che stiamo registrando, sia come società civile organizzata che come sistema pubblico, soprattutto nelle aree interne. Abbiamo sicuramente bisogno di capire come sta avvenendo la rigenerazione della società civile sul volontariato, al di là dell'effervescenza e della nostra presenza capillare sul territorio nazionale, approfondendo le difficoltà ma anche le modalità con cui il volontariato oggi si esprime in forme diverse, molto più fluide e meno strutturate delle generazioni precedenti”.
“La nostra associazione, ad esempio, fa parte della Federazione Arci ed insieme si potrebbe ragionare di co-programmazione tra società civile, corpi organizzati e comuni delle aree interne su interventi che possano rappresentare risposte allo spopolamento, coinvolgendo tutta la rete di un'organizzazione come la nostra che spesso e volentieri vede i Comitati territoriali agire soprattutto nell’ambito dei comuni capoluogo o delle cinture delle città metropolitane. Il rischio altrimenti è quello di continuare a parlare delle aree interne e delle difficoltà ma di fare poi fatica nella quotidianità a realizzare approcci innovativi e concreti. Questa è una sfida che abbiamo davanti anche come Uisp, come già ci siamo detti anche al nostro Congresso e potremmo diventare promotori di un'azione nuova per costruire patti di collaborazione e forme di partenariato pubblico-privato”.
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Simone Ricciatti, coordinatore Settori di attività Uisp e presidente Uisp Marche, ha preso parte al gruppo “L'ascolto e la gestione creativa dei conflitti”: “Dal Festival dell’amministrazione condivisa ci portiamo a casa tante belle e nuove idee. Abbiamo parlato dei patti che stringono le amministrazioni e i cittadini, per smettere di convivere e iniziare a collaborare. Naturalmente, nelle collaborazioni possono esserci dei conflitti, questo è perfettamente normale, come si dice, “succede nelle migliori famiglie”, ma il conflitto non dev’essere un punto e basta. Come diceva Gianni Rodari: “Un punto e a capo”. Il discorso continua alla luce del confronto che c’è stato: questa è l’ottica con cui si affrontano i conflitti, per raggiungere un patto efficace. Si tratta di una parola molto importante per questo festival che, nel gergo sportivo, ci ricorda una partita ‘patta’, quindi un 1-1, dove nessuno vince e nessuno perde. Non vogliamo una situazione di stallo, ma il presupposto perché le idee vengano messe in comune e il lavoro sia condiviso, quindi proficuo per tutti e per tutte”.