Il messaggio che arriva dai dirigenti Uisp intervenuti a conclusione della prima giornata dell’Assemblea nazionale Uisp è chiaro: si chiede al Coni di non continuare sempre e solo ad elogiare la Uisp per le attività creative e fondamentali svolte sul territorio, ma di passare ai fatti, ad una concreta proposta di collaborazione. Si chiede al Coni chiarezza sui limiti delle proprie attività. Il futuro dello sport è soprattutto nel sociale, terreno naturale dell’Uisp che è quindi sì avvantaggiata, ma al tempo stesso ha la necessità di continuare ad innovare proposte e progetti e a migliorare la qualità e la professionalità perché, a differenza del passato, non è più pensabile detenere il monopolio dello sport sociale. In ultimo, un riferimento all’attualità e al Giro della Padania, evento evidentemente provocatorio, in particolar modo perché organizzato nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia. A questa provocazione e alla strumentalizzazione dello sport da parte della politica i dirigenti Uisp intervenuti all’Assemblea nazionale dicono fermamente no.
Dopo il confronto Fossati – Petrucci l’Assemblea nazionale Uisp è proseguita nel pomeriggio di venerdì 9 settembre con gli interventi di rappresentanti politici e dirigenti Uisp arrivati per l’occasione da tutta Italia.
Prima ad intervenire è stata Cecilia Carmassi, Segreteria nazionale e Responsabile politiche per la famiglia, associazionismo e terzo settore del Pd, che ha puntato l’attenzione sull’esigenza di ricostruire insieme politiche di buona spesa pubblica. “Lo sport – ha proseguito la Carnassi - fa parte di quel livello essenziale di politiche e servizi che devono essere garantiti a tutti i cittadini, politiche che permettono di superare la solitudine, per arrivare ad elaborare le quali è necessaria la fatica del confronto e la pazienza della democrazia”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Giovanni Lolli, deputato PD, che rifacendosi al confronto tra Fossati e Petrucci, ha puntato l’attenzione sull’esistenza di oltre centomila società sportive in Italia, fatto che testimonia sì la vivacità della pratica sportiva, ma è anche frutto di un’evoluzione/involuzione culturale che ha costretto i cittadini ad autorganizzarsi. L’istruzione, la sanità e le politiche pubbliche, ha continuato l’on. Lolli, non sono questioni che si possono delegare totalmente all’autorganizzazione, anzi, proprio considerando il livello di declino attuale, a differenza di quanto affermato da Petrucci, è il momento delle riforme e delle scelte. È il momento di fare una riforma dello sport che nasca dalla collaborazione tra federazioni e società sportive. La collaborazione e il confronto sono stati al centro anche dell’intervento di Angelo Porqueddu, responsabile sport Italia dei Valori, che ha proposto la costruzione di un tavolo comune a cui saranno chiamati a partecipare tutti gli enti di promozione sportiva.
Presenti in sala erano anche numerosi rappresentanti delle Federazioni sportive del Coni. Tra questi ultimi, Alberto Brasca, vicepresidente della Federazione Pugilistica, è intervento per sottolineare quanto in fondo la cultura dello sportpertutti, veicolata dall’Uisp, e quella della boxe non siano così lontane, affondando entrambe le proprie radici nella cultura dell’educazione, ragion per cui è auspicabile una forma di collaborazione tra Federazioni e associazioni di promozione sportiva in un frangente di crisi dove indispensabile oggi più che mai realismo.
Antonella Totaro